Epidemia di Cre-Ndm

Dall’1 novembre 2018 al 23 maggio 2019 nell’Area nord-occidentale della Regione Toscana si è verificata un’epidemia di New Delhi metallo-beta-lactamase (Ndm)-producing carbapenem-resistant Enterobacteriaceae (Cre) che ha interessato 9 ospedali con 350 casi segnalati (inclusi portatori e pazienti infetti, tra cui 50 batteriemie).
La grande maggioranza dei ceppi Cre-Ndm isolati appartengono alla specie Klebsiella pneumoniae e la fonte dell’infezione è attualmente sconosciuta.
Il ministero della Salute con la circolare 30/05/2016 Epidemia di Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi produttrici di metallo-beta-lattamasi New Delhi (New Delhi metallo-beta-lactamase - Ndm) nell’Area nord-occidentale della Toscana ha sottolineato la necessità di monitorare attentamente il fenomeno nell’area interessata e in tutta la regione, ma anche nell’intero Paese.
Anche l’Ecdc il 4 giugno 2019 ha pubblicato il Rapid Risk Assessment Regional outbreak of New Delhi metallo-betalactamase-producing carbapenem-resistant Enterobacteriaceae, Italy, 2018–2019 per segnalare il focolaio toscano.
Si tratta infatti di un evento epidemico importante che desta seria preoccupazione non solo per le sue dimensioni ma anche per il cambiamento nell'epidemiologia dei Cre, infatti finora la maggioranza dei ceppi di Klebsiella pneumoniae isolati producevano la carbapenemasi di tipo Kpc (Klebsiella pneumoniae carbapenemase).
Il cambiamento nel tipo di carbapenemasi riduce le opzioni farmacologiche perché le infezioni correlate all’enzima New Delhi metallo-beta-lattamasi non sono suscettibili alle nuove combinazioni antibiotico-inibitori delle beta-lattamasi come il ceftazidime-avibactam.
Anche i dati del Sistema nazionale di sorveglianza degli Enterobatteri produttori di carbapenemasi (carbapenemase producing Enterobacteriaceae, Cpe), coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), confermano un aumento dei casi di Cre-Ndm negli ultimi 6 mesi (novembre 2018 - maggio 2019), principalmente raggruppati in Toscana ma sono stati segnalati casi sporadici anche in altre quattro regioni.
Inoltre, vista l’endemia di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi in corso in Italia, le infezioni di Cre-Ndm hanno un alto rischio di diffusione tra le strutture sanitarie europee e la presenza di un focolaio in una zona altamente turistica come la Toscana porta a un elevato rischio di trasmissione transfrontaliera.
Per prevenire l’ulteriore diffusione dei Cre sono state intraprese a livello locale le azioni indicate nella Circolare ministeriale del 26 febbraio 2013 Sorveglianza, e controllo delle infezioni da batteri produttori di carbapenemasi (Cpe):

  • screening dei pazienti al momento del ricovero in reparti a rischio
  • uso di precauzioni da contatto
  • igiene delle mani prima e dopo il contatto con il paziente colonizzato o infetto
  • isolamento dei pazienti colonizzati o infetti con Cre

Inoltre, tutti gli ospedali della regione hanno rafforzato le misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Nella circolare si invitano gli Assessorati a sollecitare le strutture assistenziali ad aderire alle indicazioni per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle batteriemie causate da Klebsiella pneumoniae e Escherichia coli non sensibili ai carbapenemi e/o produttori di carbapenemasi, contenute nella Circolare del 2013.
In particolare, si raccomanda di eseguire test fenotipici o genotipici almeno per i ceppi Cre (Klebsiella pneumoniae e Escherichia coli) isolati dal sangue per evidenziare la presenza della metallo-beta-lattamasi Ndm e in caso di individuazione di ceppi Ndm o sospetti tali (con fenotipo positivo per metallo-beta-lattamasi) si raccomanda di contattare l’Iss per le ulteriori indagini molecolari, necessarie a evidenziare una eventuale correlazione con l’epidemia in corso nell’Area nord-occidentale della Toscana, inviando al Laboratorio di riferimento dell’ISS i ceppi batterici o i risultati dei test molecolari eventualmente già effettuati.

Ricordiamo che il 2 novembre 2017 è stato approvato nella Conferenza Stato-Regioni  il Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020 e il controllo e la prevenzione dell’antimicrobico-resistenza (Amr) sono stati inseriti tra i macro obiettivi del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2014-2018.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sull’Amr. Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

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Ultimo aggiornamento:
27 giugno 2019