In bella vista: Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo

A livello mondiale il consumo di tabacco è responsabile di quasi 6 milioni di morti ogni anno, nell'Unione Europea di quasi 700.000 morti ogni anno e in Italia si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.
Sono alcuni dei dati riportati nel Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo pubblicato dal ministero della Salute e relativo all’anno 2018.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), con circa un miliardo di fumatori, il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute e il primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili a livello mondiale, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive e altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie e vasculopatie. Il 70% dei consumatori inizia i a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% prima dei 25 anni.

Per quanto riguarda il nostro Paese il rapporto si è basato sui dati di diverse fonti e sistemi di sorveglianza tra cui l’Istat, il sistema di sorveglianza Passi (popolazione adulta tra i 18 e i 69 anni), l’Hbsc - Health Behaviour in School-aged Children (adolescenti di 11, 13 e 15 anni), Gyts - Global Youth Tobacco Survey (ragazzi di 13-15 anni) e Osservatorio fumo alcol e droga (Ofad) dell'Istituto superiore di sanità (Iss).
Nel 2018, secondo i dati Istat, la prevalenza dei fumatori di tabacco tra la popolazione di 14 anni e più è pari al 19% (il 23,3% uomini e il 15% donne). L’abitudine al fumo di tabacco è più diffusa nelle fasce di età giovanili, in particolare la quota più elevata si raggiunge tra i 20-24 anni (il 32,4% maschi e il 22,2% femmine).
Dai dati del periodo 2015-2018 del sistema di sorveglianza Passi la variabilità regionale mostra le più alte quote di fumatori in alcune regioni del Centro-Sud come Umbria, Abruzzo, Lazio e Sicilia e la prevalenza resta elevata anche in Emilia Romagna.
Dal 2008, inoltre, la percentuale di fumatori va riducendosi significativamente in tutto il territorio italiano, più tra gli uomini (-34,5%)che tra le donne (-9,6%). Questa riduzione coinvolge di più le persone senza difficoltà economiche e meno le persone economicamente più svantaggiate, fra le quali è più alta la quota di fumatori.

Nonostante la prevalenza dei fumatori sia in costante diminuzione e negli ultimi 25 anni sia diminuita del 26%, l’uso dei prodotti del tabacco nel nostro Paese è tuttora la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile, quindi la prevenzione e la cura del tabagismo sono un obiettivo prioritario da perseguire. Proprio per questo il ministero della Salute è impegnato nell’azione di advocacy verso le altre Amministrazioni coinvolte per promuovere azioni intersettoriali e misure efficaci in linea con la “Convenzione quadro dell’Oms per la lotta al tabagismo” (Who Framework Convention on Tobacco Control, Fctc).
La prevenzione del tabagismo è infatti una delle aree del programma Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari, basato su un approccio intersettoriale alla promozione della salute e con l’obiettivo di coinvolgere attivamente le amministrazioni centrali, regionali e locali per agire sui principali fattori di rischio delle malattie croniche (fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica).

La strategia italiana si sviluppa su tre direttive:

  1. proteggere la salute dei non fumatori, attraverso il sostegno, il monitoraggio e l’ampliamento della legislazione di controllo del tabagismo che ha rivoluzionato l’atteggiamento culturale nei confronti del fumo che da regola è diventata un’eccezione
  2. ridurre la prevalenza dei nuovi fumatori, attraverso programmi di prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro e campagne di informazione e comunicazione multimediali
  3. sostenere la cessazione degli attuali fumatori attraverso la formazione dei professionisti sanitari e non, i programmi di comunità, il sostegno ai Centri antifumo, gli interventi per Aziende libere dal fumo, l’attuazione delle norme comunitarie sulla la regolazione degli ingredienti, il confezionamento e l’etichettatura dei pacchetti.

Tutte la azioni messe in campo contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo del Piano nazionale di prevenzione (Pnp) 2014-2018, ovvero la riduzione della prevalenza dei fumatori di almeno il 10% entro il 2018, nonché del consolidamento della tutela dal fumo passivo. Tutte le Regioni, con i propri Piani regionali della prevenzione (Prp), stanno sviluppando interventi in tal senso nei setting individuati (scuola, luoghi di lavoro, servizi sanitari e comunità). L'auspicio è che l’Italia possa così contribuire alla riduzione di un ulteriore 30% della prevalenza dei fumatori mondiali entro il 2025, come previsto dal “Piano d’azione globale Oms per la prevenzione delle malattie croniche” (Global Action Plan for the Prevention and Control of NCDs 2013-2020).

Ricordiamo che il 31 maggio 2019, come ogni anno, si è celebrata la “Giornata mondiale senza tabacco 2019” (World No Tobacco Day 2019), promossa dell’Oms.
Il focus della campagna di quest’anno si è incentrato sui danni che l’esposizione al tabacco causa ai polmoni e alla salute in generale. Nella stessa giornata si è tenuto il convegno nazionale Tabagismo e servizio sanitario nazionale organizzato dall’Iss.
Inoltre l’Italia con il ministero della Salute, l’Istituto Mario Negri e l’Iss partecipa alla Joint Action on Tobacco Control (Jat).

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sulla lotta al tabagismo. Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire:

Articoli correlati sul sito Ccm: 

Ultimo aggiornamento:
27 giugno 2019