Alcol e problemi correlati

Secondo i dati Istat nel corso del 2017 ha consumato almeno una bevanda alcolica il 65,4% degli italiani di 11 anni e più (pari a 35 milioni e 534 mila persone) e tra questi il 21,4% dei consumatori (11 milioni 612 mila persone) lo ha fatto quotidianamente; circa 5.600.000 persone hanno ecceduto nel consumare bevande alcoliche e oltre 8.600.000 individui non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica (consumatori a rischio).

È quanto emerge dalla Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2018 in materia di alcol e problemi correlati trasmessa dal ministro della Salute al Parlamento il 29 aprile 2019. La presente relazione illustra il quadro epidemiologico che descrive il fenomeno correlato al consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese aggiornato al 2017, i modelli di trattamento per l’alcoldipendenza, la capacità di assistenza dei servizi alcologici e gli interventi intrapresi dal ministero della Salute nell’anno 2018.
I dati acquisiti dal ministero della Salute sono elaborati dall’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
L’analisi per classi di età mostra che la fascia di popolazioni più a rischio per entrambi i generi è quella dei 16-17enni (M=47,0%, F=34,5%), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e dei “giovani anziani” (65-75 anni).  La prevalenza di consumatori a rischio di sesso maschile è superiore a quelle delle donne per tutte le classi di età, a eccezione di quella dei minorenni, dove invece le differenze non raggiungono la significatività statistica.

Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani permane una criticità a cui prestare particolare attenzione. Il consumo tra i giovani mostra che nel 2017 il 51,5% dei ragazzi e il 45,6% delle ragazze di età compresa tra 11 e 24 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno, per entrambi i generi si rileva un aumento rispetto all’anno precedente.
I comportamenti a rischio sul consumo di alcol nella popolazione giovanile sono particolarmente diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Il binge drinking rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata, e nel 2017 ha riguardato il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età.

Per quanto riguarda i minorenni, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol fino ai 15 anni, in Italia vige il divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, quindi i giovani di età inferiore ai 18 anni che consumano anche una sola bevanda alcolica durante l’anno presentano un comportamento a rischio nel consumo di alcol.
Proprio per questo risulta molto rilevante il fatto che nella fascia di età 11-17 anni il 18,4% abbia almeno un comportamento a rischio, valore che dovrebbe tendere allo zero. Inoltre anche il quadro dei comportamenti a rischio tra i ragazzi di 16-17 anni risulta particolarmente critico, infatti già a questa età il binge drinking raggiunge con il valore del 6,9% livelli quasi equivalenti a quelli medi della popolazione (v.m.7,4%).

Relativamente all’alcoldipendenza, nel 2017 sono stati presi in carico presso i servizi o gruppi di lavoro rilevati 67.975 soggetti. Il 27,1% dell’utenza complessiva è rappresentato da utenti nuovi; la quota restante da soggetti già in carico dagli anni precedenti o rientrati nel corso dell’anno dopo aver sospeso un trattamento precedente. L’analisi per età evidenzia che la classe modale è 40-49 anni (circa il 30% dei soggetti), sia per l’utenza totale che per le due categorie dei nuovi e vecchi utenti. Il 75,1% dell’utenza ha un’età compresa tra i 30 e i 59 anni, mentre i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 7,5% dei soggetti trattati; non trascurabile è la quota degli individui di 60 anni e oltre pari al 17,4%.

Per quanto riguarda gli accessi in Pronto soccorso, nel corso del 2017 se ne sono verificati complessivamente 39.182 caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol.

I dati più recenti attualmente disponibili relativi ai decessi totalmente alcol-attribuibili si riferiscono ai decessi avvenuti in Italia nel 2015. Nell’anno 2015 il numero di decessi di persone di età superiore a 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1.240, di cui 1016 (81,9%) uomini e 224 donne (18,1%); queste percentuali corrispondono a circa 38 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e quasi 1 decesso per milione tra le donne. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e le sindromi psicotiche indotte da alcol.

Nella morbosità e mortalità alcolcorrelata rientra anche il fenomeno dell’incidentalità stradale. Dai dati riferiti all’anno 2017 risulta che sono 4.575 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.690 sotto l’effetto di stupefacenti, su un totale di 58.583 incidenti. Il 7,8% e 2,9% degli incidenti rilevati è correlato dunque rispettivamente ad alcol e droga, percentuali in aumento rispetto al 2015 quando erano pari al 7,6% e al 2,3%.

Infine in ambito nazionale il ministero della Salute ha attuato diversi interventi nel settore della prevenzione alcologica e della mortalità e morbilità alcolcorrelate:

Interventi di indirizzo

  • il Piano nazionale alcol e salute
  • il programma Guadagnare salute
  • il Piano nazionale di prevenzione (Pnp) 2014-2018
    Il Ccm come sostegno alle Regioni per la verifica e valutazione del conseguimento degli obiettivi di prevenzione alcologica contemplati nel nuovo Pnp 2014-2018 aveva approvato, tra le azioni centrali, il progetto “SISTIMAL. Sistema di Indicatori per il Monitoraggio dell’impatto alcol correlato” affidato all’Iss per l’anno 2016 e rinnovato anche per il 2018.

Interventi in materia di informazione e comunicazione (tra cui l’Alcol Prevention Day)

Utilizzo dei finanziamenti previsti dalla legge 125/2001 ai fini del monitoraggio

Partecipazione alle politiche internazionali

Il 15 maggio 2019 presso l’Iss si è svolta come ogni anno, l’edizione 2019 dell’Alcohol Prevention Day (Apd), il convegno organizzato dall’Iss, finanziato dal ministero della Salute e promosso in stretta collaborazione con la Società italiana di alcologia (Sia), l’Associazione italiana club alcologici territoriali (Aicat) ed Eurocare.
In occasione dell’Apd 2019 sono stati presentati i dati pubblicati all’interno del rapporto Istisan 19/5 Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporto 2019.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sulla prevenzione alcologica. Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire: 

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Ultimo aggiornamento:
30 maggio 2019