Primo rapporto Itoss

La mortalità materna è, globalmente, il principale indicatore di esito dell’assistenza ostetrica. Tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) fissati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu per il 2030), l’obiettivo 3 “Ensure healthy lives and promote well-being for all at all ages” intende perseguire la prevenzione delle morti materne e perinatali evitabili e mira ad assicurare il raggiungimento del più elevato livello di salute e benessere possibile per la donna, i neonati e i bambini.

Relativamente a questa tematica, il 14 marzo 2019 si è svolto il convegno La sorveglianza ostetrica Itoss, organizzato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione del quale sono stati presentati i risultati del Primo rapporto nazionale sulla mortalità materna (Maternal mortality ratio - Mmr), frutto del Sistema di sorveglianza della mortalità materna (Italian Obstetric Surveillance System, Itoss) coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con le Regioni.

L’Itoss permette non solo di monitorare l’andamento del fenomeno, ma anche di studiare i suoi determinanti al fine di migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio. Per riuscire a ridurre le cosiddette “morti evitabili” non è infatti sufficiente conoscere la numerosità dei decessi, ma occorre analizzare nel dettaglio le cause e i processi che hanno portato alla morte materna.
Il rapporto contiene i dati relativi ai 106 casi di morte materna individuati prospetticamente dalla sorveglianza attiva nelle 10 Regioni partecipanti (Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna), negli anni 2013-2017.
L’analisi retrospettiva dei flussi sanitari ha consentito ai ricercatori dell’Iss di mettere a disposizione, per la prima volta nel Paese, una stima affidabile del complesso fenomeno della mortalità materna e di promuovere raccomandazioni volte alla riduzione della mortalità e grave morbosità materna evitabile.

I dati del rapporto hanno confermato un 60% di sottostima delle morti materne nel Paese rispetto a quanto rilevato dai soli certificati di morte, evidenziata per la prima volta dall’Iss nel 2008.
Sono stati individuati e analizzati 58 decessi entro 42 giorni dovuti a cause ostetriche (morti materne dirette) e 39 dovuti a condizioni patologiche preesistenti aggravate dalla gravidanza (morti indirette). Per 9 decessi non è stata possibile la classificazione. Le principali cause delle 58 morti materne dirette segnalate sono l’emorragia ostetrica (38%), la sepsi (19%) e i disordini ipertensivi della gravidanza (15%). Tra le 39 morti materne indirette le cause più frequenti sono le patologie cardiovascolari e la sepsi. Cinque morti materne sono state attribuite all’influenza: nessuna di queste donne era stata vaccinata durante la gravidanza. La mortalità materna aumenta all’aumentare dell’Indice di massa corporea della donna: il 32,8% (22/106) delle donne decedute erano obese contro il 7% delle donne in età riproduttiva residenti nelle Regioni partecipanti alla sorveglianza. Un’altra condizione frequente tra le donne decedute è il ricorso alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita (Pma): l’11,3% delle morti materne (12/106) riguarda donne che hanno concepito mediante tecniche di Pma.

Nel rapporto sono inoltre descritte nel dettaglio due cause frequenti di morte materna: 

  • l’emorragia ostetrica, prima causa per frequenza delle morti materne da complicazioni ostetriche avvenute entro 42 giorni dal parto, considerata largamente prevenibile
  • il suicidio materno, seconda causa per frequenza delle morti materne da malattie preesistenti o insorte durante la gravidanza e da essa aggravate, considerata spesso prevenibile.

Dopo 10 anni di attività dell’Itoss, l’Italia viene inclusa tra i 7 Paesi dotati di un sistema di sorveglianza enhanced e viene descritta come un esempio per gli altri Paesi europei che ancora non dispongono di un sistema di rilevazione affidabile.
Questo rapporto nazionale restituisce per la prima volta ai professionisti, ai decisori e ai cittadini la conoscenza prodotta dal sistema di sorveglianza che può e deve essere utilizzata per continuare a programmare e implementare interventi utili alla riduzione delle morti materne evitabili.
È importante nel futuro rafforzare l’impegno a proseguire la collaborazione con la rete dei professionisti che partecipano alle iniziative coordinate da Itoss, al fine di promuovere ulteriormente le attività di ricerca-intervento che rispondano ai bisogni di aggiornamento dei clinici e all’obiettivo principe di ridurre le morti e la grave morbosità materna evitabile.
Occorre inoltre estendere la sorveglianza all’intero territorio nazionale, studiare le cause di morte e di grave morbosità materna che non sono state ancora affrontate con il dovuto approfondimento, continuare a realizzare studi prospettici sulla grave morbosità materna, promuovere l’aggiornamento continuo dei professionisti sanitari e predisporre raccomandazioni per la pratica clinica sotto l’egida del Sistema Nazionale Linee Guida (Snlg) dell’Iss, al fine di promuovere e validare percorsi di buone pratiche per l’assistenza prenatale, intra partum e postnatale.

Il progetto è stato realizzato, dal 2008 al 2015, grazie al supporto finanziario del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
29 aprile 2019