Virus West Nile e Usutu

Il 5 aprile 2019 il ministero della Salute, con l’ausilio di un Tavolo tecnico intersettoriale sulle malattie trasmesse da vettori, ha emanato la circolare Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu - 2019 alla luce dell’ingente circolazione virale verificatasi nel 2018.
Il piano introduce importanti aggiornamenti relativi alle attività di prevenzione, alla classificazione delle aree a rischio sulla base delle evidenze epidemiologiche, ecologiche e ambientali, e alle misure di controllo. È stato inoltre inserito un nuovo allegato relativo alle procedure operative per la cattura di zanzare e la gestione del campione.

I virus West Nile (Wnv) e Usutu (Usuv) possono passare dalle popolazioni aviarie ai mammiferi, esseri umani inclusi, attraverso i cosiddetti vettori ponte, ovvero specie di zanzare che compiono il pasto sia sugli uccelli che sui mammiferi.
Se il Wnv è responsabile di casi umani con sintomi neurologici gravi, la capacità di indurre forme cliniche neuro-invasive da parte dell’Usuv sembra essere, a oggi, limitata a poche e sporadiche segnalazioni in Emilia-Romagna e in Veneto, pur in presenza di livelli di siero-prevalenza umana non inferiori a quelli per Wnv nella valle del Po.

Nel 2018, in Italia e in altri paesi dell’Europa centro-meridionale, è stato registrato un aumento della circolazione del Wnv. In Italia sono stati segnalati 595 casi umani confermati di infezione da Wnv, di questi 238 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva con 237 casi autoctoni distribuiti in 6 regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia) e 1 caso importato.

Per quanto riguarda invece i casi di infezione umana da Usuv, nonostante il riscontro di una elevata circolazione di Usuv nelle zanzare e negli uccelli, nel 2018 sono stati notificati solo 9 casi di infezione umana da Usuv (2 casi nella forma neuro-invasiva, 4 febbri e 3 casi in donatori asintomatici) in 4 regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio). In 4 di questi casi, di cui nessuno neuro-invasivo, è stata confermata una co-infezione Usuv-Wnv.

Il Piano regola le attività della sorveglianza dei casi umani di malattia da Wnv e Usuv che dal 2016 è integrata con la sorveglianza veterinaria (animale ed entomologica).
La sorveglianza dei casi umani importati e autoctoni si attua per tutto l’anno su tutto il territorio nazionale (aree ad alto e basso rischio e aree a rischio minimo di trasmissione). Dai primi di maggio a tutto novembre la sorveglianza deve essere rafforzata.
Per quanto riguarda la prevenzione il piano raccomanda che le attività di informazione e comunicazione del rischio siano mirate in particolare ai soggetti a rischio più elevato di sviluppare la malattia neuro invasiva quali gli anziani e gli immunodepressi, valutando a livello locale le strategie di comunicazione più idonee per raggiungere queste categorie.
Sono inoltre descritte le procedure diagnostiche, le misure da adottare in caso di positività e nei confronti di persone esposte a rischio documentato di trasmissione di Wnv e le procedure di registrazione dei dati.

Per approfondire:

Ultimo aggiornamento:
29 aprile 2019