Uso degli antibiotici in Italia

Dal rapporto L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale. Anno 2017, pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a marzo 2019, risulta che nel 2017 il consumo globale di antibiotici in Italia è risultato pari a 25,5 DDD/1000 abitanti die. Oltre l’85% delle dosi sono state erogate a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), con una riduzione dell’1,6% rispetto al 2016. Questo dato comprende sia gli antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata sia quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. Anche la spesa pro capite nazionale si è ridotta rispetto all’anno precedente dell’1,7%. Gran parte dell’utilizzo degli antibiotici avviene a seguito della prescrizione del Medico di medicina generale o del Pediatra di libera scelta. Si osserva un andamento stagionale molto marcato dei consumi nei mesi invernali correlato con i picchi di sindromi influenzali osservati nei diversi anni. L’analisi per area geografica conferma un maggior consumo al Sud e nelle Isole e al Centro rispetto al Nord.
Su base nazionale, l’analisi del profilo di utilizzo del farmaco per fascia d’età conferma un maggior consumo di antibiotici nelle fasce di età estreme, con un livello più elevato nei primi quattro anni di vita e dopo i 75 anni
L’associazione amoxicillina/acido clavulanico è l’antibiotico più utilizzato sia in ambito territoriale che ospedaliero. Le differenze geografiche nel ricorso agli antibiotici osservate nella popolazione generale si confermano anche per la popolazione pediatrica. Confrontando i consumi con quelli negli altri Paesi europei, il consumo territoriale si è mantenuto superiore rispetto a quello della media europea.

L’antibiotico-resistenza rappresenta un problema di salute pubblica molto rilevante a livello globale per via dell’elevato impatto epidemiologico sulla popolazione (incremento della morbosità e della mortalità) e dei pesanti oneri sociali ed economici correlati (perdite di vita e di giornate lavorative, prolungamento delle degenze e maggior utilizzo di procedure diagnostiche).
L’aumento delle resistenze, favorito dal consumo inappropriato e dall’abuso degli antibiotici, può essere contrastato efficacemente solo attraverso un approccio globale one health che promuova interventi per l’uso responsabile di questi farmaci in tutti gli ambiti. Le strategie per prevenire e controllare le resistenze agli antibiotici richiedono un coordinamento a livello europeo e mondiale, ma anche piani nazionali in grado di fronteggiare le specifiche situazioni locali. Per tale ragione, l’Italia si è dotata del primo Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020 che, in coerenza con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), prevede tra gli ambiti di intervento la sorveglianza dei consumi degli antibiotici sia nel settore umano che veterinario.

Il Rapporto Aifa sull’uso degli antibiotici rappresenta quindi uno strumento importante per monitorare l’andamento dei consumi e della spesa in Italia e verificare i progressi ottenuti in ambito nazionale e regionale nel raggiungimento degli obiettivi del Pncar. Al contempo consente di individuare aree di potenziale inappropriatezza e promuovere un confronto tra regioni finalizzato a migliorare le prescrizioni e l’uso di questa categoria di farmaci.

Ricordiamo che il controllo e la prevenzione dell’Amr sono stati inseriti tra i macro obiettivi del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2014-2018.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sull’Amr. Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

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Ultimo aggiornamento:
29 marzo 2019