I risultati del progetto Ccm “La farmacia dei servizi per il controllo delle patologie croniche”


Il 14 e 15 febbraio si è tenuto a Torino il convegno “La farmacia di comunità: un contributo inedito per la cronicità sul territorio” in occasione del quale si sono illustrati i risultati e le implicazioni per le politiche di programmazione sanitaria del progetto Ccm 2015 “La farmacia dei servizi per il controllo delle patologie croniche: sperimentazione e trasferimento di un modello di intervento di prevenzione sul diabete tipo 2”.

Di fronte a una popolazione sempre più anziana, cronica, politrattata, dispendiosa e spesso non aderente alle terapie, la farmacia deve passare dalla mera dispensazione del farmaco alla “presa in carico” del paziente e il farmacista si pone come partner ideale del medico specialista e del medico di medicina generale per la gestione del paziente cronico, nel rispetto delle rispettive competenze e professionalità.
Il progetto Ccm, della durata di 24 mesi, si è posto l’obiettivo generale di verificare la fattibilità, la trasferibilità e l’efficacia di un modello di intervento per il controllo delle patologie croniche centrato sulla farmacia dei servizi, focalizzandosi su un modello operativo già sperimentato in Piemonte sul diabete. Il progetto ha quindi valutato da un lato la trasferibilità del modello del diabete ad altri due differenti contesti regionali (3 distretti in Regione Umbria e la ASL BAT e la Provincia di Brindisi in Regione Puglia); e dall’altro, l‘adattabilità del modello operativo ad altre patologie croniche ad alto rischio di mancata aderenza alla terapia e di ricadute su inappropriatezza, come la BPCO, sperimentato in Regione Piemonte.
Il modello operativo ha previsto due percorsi separati per ciascuna patologia:

  • il primo, mirato al counselling sugli stili di vita e alla diagnosi precoce per i soggetti a rischio, rivolto agli utenti adulti della farmacia identificati come ad alto rischio sulla base di questionari internazionalmente validati
  • il secondo, mirato alla valutazione di aderenza alle terapie e alle linee guida per la gestione della malattia, rivolto alle persone con patologia nota che si recavano in farmacia con una ricetta di farmaci specifici per la patologia in studio.

Il convegno ha previsto due sessioni. Nella prima è stato organizzato un “atelier” di lavoro tra i partecipanti al progetto e alcuni rappresentanti dei principali stakeholder interessati dalla sperimentazione: farmacisti, medici di medicina generale, medici specialisti, direttori dei distretti, rappresentanti dei malati, programmatori regionali con lo scopo di discutere in profondità i punti di forza e le criticità dell’esperienza e suggerire le principali conseguenze per la pratica; nella seconda in un convegno pubblico aperto agli stakeholder sono stati illustrati i risultati e le riflessioni conclusive dell’atelier sono state sottomesse ai decisori invitati alla tavola rotonda finale con l’obiettivo di identificare le principali implicazioni che i risultati del progetto possono avere per il piano cronicità e per il piano di prevenzione.

I farmacisti arruolati nel progetto hanno identificato punti di forza e criticità nell’esperienza della farmacia di comunità.

Tra i punti di forza:

  • sensibilizzazione dei pazienti al tema della prevenzione e dell’aderenza terapeutica
  • individuazione pazienti a rischio
  • possibilità di diagnosi precoci
  • possibilità di screening su fascia di popolazione poco abituata ad effettuare controlli clinici
  • possibilità di aiutare il paziente nell’assunzione corretta dei medicinali e nel corretto utilizzo dei dispositivi (BPCO).

 Tra i punti di criticità:

  •  difficoltà nel dover far tornare il paziente per fare il prelievo a digiuno (diabete) e esecuzione del test di spirometria (BPCO)
  • coloro che sono seguiti dai centri antidiabetici rifiutano di partecipare al test
  • troppi richiami al follow-up
  • difficoltà di reclutamento dei pazienti dovuta alla gravità della patologia.

In conclusione, l’azione di identificazione precoce dei casi di BPCO e diabete in farmacia ha dato risultati incoraggianti:

  • la diagnosi precoce sembra favorire i soggetti più svantaggiati: potenziale per ridurre le diseguaglianze e favorire l’equità nella cura delle patologie croniche
  • è possibile migliorare l’efficienza attraverso:
    - una maggiore specificità nella selezione dei soggetti
    - una maggiore collaborazione / integrazione con i Mmg.

Tutti i farmacisti si sono dichiarati soddisfatti del progetto e interessati a ripetere il processo su altre patologie croniche.

È inoltre disponibile sul sito Ccm la relazione finale.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti di prevenzione del diabete.
Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire:

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Ultimo aggiornamento:
26/02/2019