ECDC e AMR

L’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) recentemente ha pubblicato quattro Rapid Risk Assessment (RRA) in tema di malattie infettive e antimicrobico-resistenza (AMR).

Il continuo aumento dell’antimicrobico-resistenza (AMR) e, della multi-resistenza a importanti gruppi di antimicrobici costituisce una seria minaccia per la sicurezza e le possibilità di trattamento dei pazienti.

Proprio per questo il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti sull’AMR e anche il Programma Ccm 2017, nell’ambito delle Patologie non trasmissibili (Aree del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018), ha inserito la Linea progettuale sull’Antimicrobico-resistenza. Per maggiori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm
Si ricorda inoltre che il ministero della Salute in occasione della Settimana mondiale della consapevolezza antibiotica, celebrata a novembre scorso, ha presentato il nuovo Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza (PNCAR) 2017-2020.

Il primo RRA, pubblicato ad aprile 2018, “Rapid risk assessment: Candida auris in healthcare settings – Europe”, tratta della candidosi invasiva da Candida auris.
Il secondo, pubblicato a maggio 2018, “Rapid Risk Assessment: Extensively drug-resistant (XDR) Neisseria gonorrhoeae in the United Kingdom and Australia” riferisce delle infezioni da Neisseria gonorrhoeae ampiamente farmaco-resistente (XDR) nel Regno Unito e in Australia.
Il terzo e il quarto, pubblicati a giugno, “Carbapenem-resistant Enterobacteriaceae” e “Emergence of resistance to ceftazidime-avibactam in carbapenem-resistant Enterobacteriaceae”, hanno come oggetto gli enterobatteri resistenti ai carbapenemi e a una nuova associazione antibiotica, ceftazidima/avibactam.

Il ministero della Salute per i primi due RRA ha già diffuso le circolari “ Candida auris in ambito sanitario ” e “ Neisseria gonorrhoeaeampiamente farmaco-resistente (XDR) nel Regno Unito e in Australia ”.

Nella prima circolare ministeriale si sottolinea come la Candida auris, un fungo emergente che è stato descritto per la prima volta nel 2009, sia associato a infezioni invasive e focolai in ambito sanitario e come casi di Candida auris siano stati segnalati da diversi Paesi in diversi continenti.
La Candida auris sembra essere unica nella facilità di trasmissione tra pazienti e di causare, quindi, focolai in ambito sanitario. Infatti, sono stati segnalati numerosi focolai ospedalieri e sono stati pubblicati diversi studi molecolari che hanno confermato la trasmissione intra-ospedaliera ma anche tra strutture ospedaliere, di questo fungo.
La grande maggioranza dei campioni di Candida auris descritti in tutto il mondo sono resistenti al fluconazolo e alcuni studi riguardano isolati multi-resistenti ad altri azoli, all'amfotericina B e alle echinocandine (con tassi variabili a seconda degli studi).
Gli studi hanno evidenziato un tasso di letalità per la candidemia in generale del 30-40% anche in pazienti sottoposti a terapia con antifungini.
Dai pochi studi sull’argomento, sembra che la Candida auris abbia un tasso di letalità maggiore (33-57%).
La difficoltà nell’identificazione in laboratori e la scarsa conoscenza di questa specie di Candida possono ritardare la diagnosi precoce, aumentando il rischio di trasmissione orizzontale.
Secondo i dati del dell’ECDC, il numero di casi di Candida auris riportati nei Paesi europei è aumentato in modo significativo negli ultimi 2 anni.
Nel RRA vengono forniti aggiornamenti dal punto di vista clinico ed epidemiologico, ed indicazioni per l’accertamento diagnostico, la prevenzione del contagio in ambito ospedaliero, il controllo dei focolai.

Nella seconda circolare si riporta che i primi tre casi di infezione da Neisseria gonorrhoeae ampiamente resistente ai farmaci (XDR), con resistenza a ceftriaxone (MIC = 0,5 mg/L) e resistenza di alto grado all'azitromicina (MIC > 256 mg / L) sono stati riportati dal Regno Unito (1 caso) e dall'Australia (2 casi), rispettivamente a febbraio e a marzo 2018. Questi ceppi sono i primi, a livello globale, resistenti alla duplice terapia di prima linea per la gonorrea (ceftriaxone per via intramuscolare e azitromicina per via orale) raccomandata da numerose linee guida, quali quelle in uso in Europa e Australia, e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel RRA si sottolinea che una risposta efficace a questa potenziale minaccia richiederà una forte collaborazione tra clinici, microbiologi, epidemiologi e autorità di sanità pubblica, a livello nazionale e internazionale, attraverso l'adozione di misure miranti a preservare il ceftriaxone e l’azitromicina come opzioni terapeutiche valide per la gonorrea.
Inoltre, l’ECDC rimarca la necessità di rafforzare la sorveglianza dell’AMR associata a N. gonorrhoeae e la segnalazione dei fallimenti terapeutici, a livello nazionale ed europeo, per consentire una rapida attuazione degli interventi atti a prevenire la diffusione di N. gonorrhoeae MDR e XDR.

Sono in preparazione le altre due circolari ministeriali sugli enterobatteri resistenti ai carbapenemi.

Per approfondire:
le circolari “ Candida auris in ambito sanitario ” e “ Neisseria gonorrhoeaeampiamente farmaco-resistente (XDR) nel Regno Unito e in Australia ”.
il “Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020 
l’area tematica antimicrobico-resistenza sul sito del ministero della Salute
l'area tematica resistenze agli antibiotici sul sito EpiCentro
la sezione antimicrobial resistance sul sito dell’ECDC

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Ultimo aggiornamento:
28 giugno 2018