In bella vista: Campagna per la prevenzione del Diabete

È ormai noto che il diabete è una malattia cronica a larghissima diffusione in tutto il mondo e destinata ad aumentare nel prossimo futuro.
Infatti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prevalenza del diabete mellito di tipo 2 è in continuo aumento.
In Italia (dati Istat 2016) sono oltre 3 milioni le persone affette da diabete, il 5,3% dell'intera popolazione.
È inoltre da sottolineare che è appena trascorso il trentennale dell’approvazione della legge 16 marzo 1987, n. 115, contenente “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito che ha permesso la creazione  dei Servizi di Diabetologia (SD) e ha indicato le caratteristiche base della struttura della rete diabetologica che le Regioni e le Province autonome sono tenute ad allestire.

In considerazione dell’ampiezza della diffusione della malattia, il Ministero della Salute il 27 marzo 2018 ha lanciato una campagna di prevenzione del diabete con il claim “Prevenire il diabete si può. Parlane con il tuo medico”  che è rivolta alla popolazione generale con l’obiettivo prioritario di far comprendere che l’insorgenza del diabete mellito di tipo 2 è prevenibile.

Infatti, come per altre patologie croniche, il diabete è correlato alla presenza di fattori di rischio comportamentali, quali il fumo di tabacco, l’obesità e il sovrappeso, il consumo eccessivo di alcol, lo scarso consumo di frutta e verdura e la sedentarietà.
Uno stile di vita sano, quindi, è da considerarsi il metodo più efficace per evitare o, quantomeno, ritardare l’insorgere di questa forma di diabete.

Per la veicolazione di questo messaggio è stato realizzato uno spot televisivo da 30 secondi, uno spot radio da 30 secondi e una creatività stampa.
Testimonial della campagna è il noto personaggio televisivo Amadeus che, rivolge agli spettatori un messaggio semplice, diretto, comprensibile a tutti: il diabete di tipo 2 è prevenibile con uno stile di vita sano.
Allo stesso tempo il testimonial invita i telespettatori ad approfondire le informazioni sul sito del Ministero e a parlare direttamente con il proprio medico di fiducia.

I dati internazionali sul diabete
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la prevalenza del diabete mellito è in continuo aumento. Nel 2015 era stimata pari al 9,9% della popolazione adulta a livello mondiale. Secondo queste stime, attualmente nel mondo si contano circa 415 milioni di soggetti affetti da diabete mellito e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040.
Una crescita continua ovunque: nei Paesi sviluppati (Europa, Nord America, Australia), così come, soprattutto, in quelli emergenti o ancora in via di sviluppo (Africa, Asia e Sud America).
Cresce soprattutto il diabete tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi, fortemente legato all’eccesso ponderale, a sua volta riferibile a iperalimentazione e a scarsa attività fisica ma anche alla struttura stessa della società.
La mortalità nelle persone con diabete è 1,9 volte quella dei non diabetici e per le donne rapporto sale a 2,6. Si prevede che nei prossimi 10 anni le morti per diabete cresceranno di oltre il 50% e che nel 2030 il diabete sarà al 7° posto tra le principali cause di morte.
Il diabete è, inoltre, responsabile di circa il 60% delle amputazioni non traumatiche della gamba, secondarie, nell’85% dei casi, alle ulcerazioni del piede (piede diabetico) dovute sia alla vasculopatia (micro e macrovascolare) sia alla neuropatia periferiche tipiche della patologia, sulle quali si innestano traumi intercorrenti.
All’interno della Regione europea dell’OMS, 52 milioni di persone convivono con il diabete. La prevalenza di questa malattia è in crescita in tutta la Regione, arrivando, in alcuni Stati, a tassi del 10-14%. Tale crescita, in parte dovuta all’invecchiamento generale della popolazione, principalmente secondaria alla diffusione di condizioni a rischio, come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e diseguaglianze socio-economiche. Nel 2014, 537.000 decessi in Europa sono stati causati dal diabete, che rappresenta la quarta causa di morte nell’Unione Europea. Nel 23% dei casi si tratta di soggetti al di sotto dei 60 anni.

Il diabete in Italia
In base ai dati ISTAT 2016, si stima una prevalenza del diabete noto al 5,3% (5,4% negli uomini, 5,2% nelle donne) pari a oltre 3 milioni di persone, trend in leggero calo negli ultimi anni, dopo un decennio di crescita costante.  La prevalenza aumenta al crescere dell’età fino a un valore di circa il 20% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni.
La prevalenza è più bassa nelle Regioni del Nord (4,7%) rispetto a quelle del Centro (5,3%), delle Isole (5,5%) e del Sud Italia (6,6%), con un'ampia variabilità interregionale.

Anche i dati sulla diffusione di sovrappeso e obesità tra i più giovani, peraltro, vanno attentamente considerati, in quanto è dimostrato che un bambino obeso ha maggiori probabilità di essere in eccesso ponderale anche da adulto, con il conseguente maggiore rischio di sviluppare le patologie correlate a tale condizione, diabete in particolare. Per quest’ultimo, infatti, i dati indicano come siano in progressivo aumento i casi di diabete di tipo 2 insorti in giovane età.
A questo riguardo, i dati ISTAT 2015 sui giovani in età scolastica (6-17 anni) denunciano che il 25% di essi è in condizioni di eccesso ponderale (29,2% per i maschi, 20,6% per le femmine) e che circa l’80% degli stessi ha almeno un genitore nella stessa condizione.

I dati ISTAT sono sostanzialmente simili a quelli rilevati dal Sistema PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), programma continuo di sorveglianza nella popolazione italiana di età 35-69 anni sui principali fattori di rischio comportamentali (sedentarietà, scorretta alimentazione, fumo, alcol, rischio cardiovascolare, sicurezza domestica, screening oncologici, ecc.).
In particolare, la sorveglianza Passi ha rilevato che nella popolazione con diabete intervistata è presente un’alta prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare: il 90% riferisce di non seguire la regola del 5-a-day (assunzione di 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura), il 53% è iperteso, il 42,9% ha alti livelli di colesterolo, il 73% è in eccesso ponderale, il 44,6% è sedentario e il 21,9% fumatore.
Dal 2011, inoltre, PASSI raccoglie informazioni anche sul monitoraggio metabolico e la terapia nelle persone con diabete.

Per avere un quadro aggiornato del fenomeno obesità e sovrappeso tra i bambini italiani, il CCM ha affidato all’ISS-CNAPS il coordinamento del progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, cui collaborano anche altre istituzioni (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regioni, Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione). Il Sistema è diviso in 2 indagini: la prima, a cadenza biennale, si è svolta nel 2008, nel 2010, nel 2012, nel 2014 e nel 2016 ed è denominata “OKkio alla salute”, (sorveglianza nutrizionale e sui fattori di rischio comportamentali su un campione rappresentativo di alunni delle scuole primarie).
La seconda si è svolta negli anni scolastici 2009-2010 e 2013-2014 e fa parte dello studio europeo HBSC – Health Behaviours in School-aged Children (sorveglianza dei comportamenti associati con lo stato di salute negli adolescenti).

Infine, anche nel nostro Paese sono riscontrabili diseguaglianze nella gestione della patologia diabetica e nell’accesso ai servizi sanitari.

Le Azioni
Le principali azioni intraprese per prevenire il diabete di tipo 2 sono indirizzate alla prevenzione del sovrappeso e dell’obesità e alla prevenzione dell’evoluzione e delle complicanze del diabete attraverso programmi nazionali come Guadagnare Salute, piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) e il Piano sulla malattia diabetica  che hanno rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando un approccio “intersettoriale” e “trasversale” ai fattori di rischio.

Inoltre, a livello internazionale l’Italia è partner di diverse Azioni comuni promosse negli ultimi anni, tra cui in particolare l’Azione comune per la lotta alle malattie croniche e la promozione dell'invecchiamento sano per tutto il ciclo di vita (JA-CHRODIS, Addressing Chronic Diseases and Promoting Healthy Ageing Across the Life Cycle), che si è conclusa a febbraio 2017 e che, con 63 partner, è stata la più grande azione comune co-finanziata nell'ambito del Programma salute pubblica dell’UE fino ad oggi.
L’obiettivo di CHRODIS è stato quello di promuovere e facilitare lo scambio e il trasferimento di “buone pratiche” tra i paesi partner, identificando i migliori approcci per la prevenzione e la cura delle malattie croniche, in particolare di malattie cardiovascolari, ictus e diabete di tipo 2, con un focus specifico sulla promozione della salute, la multimorbosità e la gestione del diabete.

Il Ccm ha promosso e finanziato diversi progetti di prevenzione del diabete. Per ulteriori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire:
la notizia sul sito del Ministero della Salute
lo spot video della campagna
lo spot audio della campagna
il documento I numeri del diabete

Da consultare:
la scheda Diabete mellito tipo 1 sul sito del Ministero della Salute
la scheda Diabete mellito tipo 2 sul sito del Ministero della Salute
la pagina di Guadagnare Salute sul sito Ccm
il sito di Guadagnare Salute
la pagina di CHRODIS sul sito Ccm
il sito della JA-CHRODIS
la pagina dedicata al progetto IGEA sul sito EpiCentro

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Ultimo aggiornamento:
27 marzo 2018