“Chi non fuma sta una favola”

L’abitudine al fumo (tabagismo) rappresenta in tutto il mondo uno dei più grandi problemi di sanità pubblica ed è uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), entro il 2030, il fumo potrebbe causare 8 milioni di decessi l’anno. I dati raccolti dal Centro nazionale Dipendenza e doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) evidenziano che, nel 2017, in Italia, i fumatori sono 11,7 milioni vale a dire il 22,3% della popolazione. Tra questi è aumentato il numero delle donne, che da 4,6 milioni del 2016 sono salite a 5,7 milioni; si tratta della differenza minima mai riscontrata tra percentuale di uomini (23,9%) e donne (20,8%). Il 12,2% dei fumatori, inoltre, ha iniziato a fumare prima dei 15 anni.

A fronte dell’ampia diffusione all’abitudine al fumo e considerati gli ottimi risultati ottenuti dalla campagna del 2016, il Ministero della Salute ha lanciato la nuova campagna contro il tabagismo 2018 che si rivolge direttamente ai fumatori e li invita a modificare un comportamento dannoso per la propria salute, formulando, con lo slogan  della campagna “Chi non fuma sta una favola!”, una promessa che prefigura dei vantaggi concreti di salute.

Il Ccm ha finanziato diversi progetti sulla prevenzione del tabagismo e anche il Programma Ccm 2017, nell’ambito delle Patologie non trasmissibili (Aree del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018), ha inserito la Linea progettuale sulla promozione di stile di vita salutari. Per maggiori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Inoltre, il Ccm promuove il programma “Guadagnare Salute” attraverso progetti coerenti con le 4 aree di intervento:

  • promozione di comportamenti alimentari salutari
  • lotta al tabagismo
  • lotta all‘abuso di alcol
  • promozione dell‘attività fisica.

Per ulteriori informazioni consultare la sezione “Guadagnare Salute” sul sito Ccm.


Per approfondire:
la notizia sul sito del Ministero della Salute

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Ultimo aggiornamento:
29 gennaio 2018