AMR: report dell’ECDC

Secondo l’OMS l’antimicrobico-resistenza (AMR) rappresenta, oggi, una delle maggiori minacce per la salute pubblica a causa dell’impatto epidemiologico ed economico del fenomeno.
Nel primo rapporto globale di sorveglianza dell’AMR pubblicato dall’OMS nel 2014 si sottolinea che in tutte le Regioni OMS si riscontrano tassi di resistenza molto elevati in alcuni tra i principali batteri responsabili di infezioni correlate all’assistenza (ICA) e infezioni comunitarie (ad es. Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Staphylococcus aureus), e si sottolinea l’importanza di migliorare la sorveglianza dell’AMR.
Inoltre, le Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea del 15 novembre 2001 sull'uso prudente degli agenti antimicrobici nella medicina umana (2002/77/CE) hanno evidenziato come l’AMR rappresenti una minaccia per la salute umana e come sia necessario mettere in atto azioni concertate a livello comunitario per contenere il problema incoraggiando un uso prudente degli agenti antimicrobici nella medicina umana, nonché migliorando l'igiene e il controllo delle infezioni.
Per supportare gli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni del Consiglio, l'ECDC ha sviluppato un processo di visite nei paesi europei, su invito delle autorità nazionali, con lo scopo di valutare la situazione epidemiologica locale, discutere criticità e concordare soluzioni e strategie d’azione in materia di prevenzione e controllo della resistenza antimicrobica.

In Italia i dati di antimicrobico-resistenza sono tra i peggiori in Europa e per questo motivo il Ministero della Salute ha emanato, d’intesa con le regioni, il “Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020”, che affronta il problema in un’ottica generale, di medicina umana e veterinaria, secondo la strategia One Health.
Nella fase di predisposizione del piano, il Ministero della Salute ha invitato dal 9 al 13 gennaio una delegazione di esperti del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC - European Center for Diseases Prevention and Control) di Stoccolma, con l’obiettivo di ricevere raccomandazioni sulle criticità da affrontare e sulle possibili azioni di controllo da implementare nel Paese.
Nel corso della visita in Italia la delegazione si è anche recata in tre regioni italiane, discutendo con esperti e rappresentanti delle istituzioni e visitando alcuni ospedali; alla fine della visita i delegati dell’ECDC hanno presentato le loro conclusioni e fornito una serie di raccomandazioninel documento finale “Country Visit Report - ECDC Country visit to Italy to discuss antimicrobial resistance issues”.

Il documento finale sottolinea come la situazione dell’AMR nelle regioni e negli ospedali italiani rappresenta una reale minaccia per la salute pubblica; infatti, gli enterobatteri resistenti ai carbapenemi e l’Acinetobacter baumannii hanno raggiunto livelli di iper-endemia e, insieme allo Stafilococco aureo resistente alla meticillina, fanno dell’Italia uno dei Paesi in Europa con il più alto tasso di resistenza agli antibiotici.

Sulla base di queste osservazioni, gli esperti dell'ECDC raccomandano le seguenti azioni:

  • Considerare l’AMR come una “rilevante minaccia per la salute pubblica del Paese”.
  • Approvare e implementare un Piano d'azione nazionale.
  • Individuare indicatori per l’AMR da inserire nel monitoraggio annuale dei LEA, come per la recente iniziativa nazionale sulle vaccinazioni.
  • Stimare i costi e rendere disponibili, sia a livello nazionale che regionale, budget appropriati.
  • Creare un coordinamento intersettoriale.
  • Istituire di un Team dedicato all’AMR all’interno del Ministero della Salute.
  • Nominare specialisti AMR regionali.
  • Garantire una supervisione centrale.
  • Costruire un sistema di incentivi.
  • Migliorare la raccolta centralizzata dei dati di sorveglianza.
  • Prevedere un sistema di accreditamento dei laboratori di microbiologia con l’individuazione di criteri minimi.
  • Definire indicatori strutturali minimi per la prevenzione e il controllo efficace delle infezioni e per la gestione antimicrobica a livello ospedaliero.
  • Aumentare il numero di professionisti ospedalieri specializzati nella prevenzione e controllo delle infezioni e le risorse per la formazione.
  • Pubblicare linee guida nazionali sull'uso degli antibiotici.
  • Verificare l'adeguatezza degli antibiotici erogati dalle farmacie.
  • Organizzare una campagna nazionale di sensibilizzazione sull’uso degli antibiotici.

Le conclusioni e le raccomandazioni fornite dagli esperti dell’ECDC sono già state recepite nel Piano Nazionale di contrasto dell'antimicrobico-resistenza (PNCAR) e tradotte in azioni specifiche.

Per approfondire:
il documento “Country Visit Report - ECDC Country visit to Italy to discuss antimicrobial resistance issues
il “Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020
il primo rapporto globale di sorveglianza dell’AMR dell’OMS
la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 15 novembre 2001
l’area tematica antimicrobico-resistenza sul sito del Ministero della Salute
la sezione antibiotico-resistenza sul sito dell’ISS
l’area tematica resistenze agli antibiotici sul sito EpiCentro
la sezione antimicrobial resistance sul sito dell’ECDC
la sezione antimicrobial consumption sul sito dell’ECDC
la sezione antimicrobial resistance sul sito dell’OMS
le pagine della World Antibiotic Awareness Week, 13-19 November 2017 sul sito dell’OMS
il “Summary of the latest data on antibiotic consumption in the European Union
il report “Surveillance on Antimicrobical Resistance 2016

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Ultimo aggiornamento:
29 gennaio 2018