Convegno ECOG

Dal 15 al 17 novembre si è svolto a Roma il 27° convegno annuale dell’European Childhood Obesity Group (ECOG), il gruppo europeo che riunisce professionisti di diversi settori (pediatri, psicologi, nutrizionisti, genetisti e molti altri) che si occupano di obesità infantile e sovrappeso.
L’evento ha proposto nove sessioni scientifiche e ha visto la partecipazione di duecento esperti provenienti da trenta nazioni e di dodici relatori internazionali.
L’obesità è un fenomeno che ha ormai raggiunto proporzioni epidemiche e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 18%dei bambini e adolescenti  (tra i 5 e i 19 anni di età) a livello globale sono sovrappeso o obesi. In Italia questa percentuale sale al 36,8%.
L’obesità infantile è una patologia complessa che richiede un approccio multidisciplinare per definire programmi di prevenzione e trattamento adeguati.

In un’intervista scritta Margherita Caroli, già responsabile dell’Unità operativa dipartimentale di Igiene della nutrizione (Sian) presso il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di Brindisi e Presidente del Comitato scientifico dell’ECOG, ci aiuta a definire la dimensione del problema dell’obesità infantile in Europa e ci illustra i principali strumenti di prevenzione e le politiche da adottare per ridurre le differenze socioeconomiche nei bambini e adolescenti europei.

Dott.ssa Caroli ci può aiutare a definire la dimensione del problema dell’obesità infantile in Europa? In particolare, quali numeri sono emersi dalla sorveglianza COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative) circa il trend e la prevalenza?
La prevalenza del sovrappeso, includendo l’obesità, in età pediatrica è ancora molto alta nella gran parte dei Paesi Europei, sebbene in alcuni Paesi si stia registrando un lieve trend in riduzione. Questi Paesi, e cioè Italia, Slovenia e Portogallo mostrano un leggera riduzione del tasso di prevalenza rispetto agli anni precedenti, ma i numeri restano comunque molto alti, superiori al 25%, e quindi non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Inoltre la riduzione non ha riguardato le fasce sociali più basse per cui i nostri sforzi devono continuare, anche perché non sappiamo se questo trend continuerà o tornerà ad aumentare nei prossimi anni. In Italia la prevalenza di obesità dei bambini che        appartengono a famiglie che con molta difficoltà arrivano finanziariamente a fine mese è più del doppio di quella delle famiglie che non hanno problemi economici. Questo deve portarci a continuare a lavorare senza sosta nel rispetto del diritto dei bambini ad avere una vita ricca di salute.

In occasione del 27° congresso annuale dell’European Childhood Obesity Group (ECOG) si è focalizzata l’attenzione sulla prevenzione dell’obesità infantile e c’è stato il lancio ufficiale del sondaggio europeo 2018 “Promozione e prevenzione della salute: le sfide delle madri europee“. Quali sono i principali strumenti di prevenzione dell’obesità infantile nella Decade ONU dedicata alla Nutrizione?
Sono due risposte diverse.
L’indagine con Make Mothers Matter parte dal fatto che la famiglia è considerate quasi solo un contenitore da riempire con informazioni, e consigli. Anche nell’ultimo report della WHO “Ending Childhood Obesity” la parola “family” è presente solo 15 volte di cui 3 nel titolo del paragrafo. Non si può limitare la famiglia a avere solo il ruolo di esecutore di consigli, quindi, in accordo con l’associazione MMM, abbiamo deciso di eseguire un’indagine sulla percezione che le famiglie hanno dell’obesità infantile. Sarà un’indagine che coprirà speriamo i 25 Paesi dell’UE e nel questionario ci saranno domande sulle convinzioni che le famiglie hanno sul problema dell’obesità infantile, ma anche domande sulle paure, sulle speranze, sugli accorgimenti da usare perché i bambini non ingrassino eccessivamente, quale è il ruolo della società, della pubblicità, della scuola, come e se aiutare i bambini obesi a dimagrire e cosi via. Tutte queste informazioni poi saranno utilizzate per creare un progetto in cui le famiglie abbiano un ruolo attivo sia nella prevenzione che nel trattamento dell’obesità infantile, costruito proprio sulle loro aspettative e necessità. Ma i dati saranno anche condivisi con la UE e la WHO proprio per dare la reale dimensione alla famiglia nel suo ruolo di educazione dei bambini.Per ciò che riguarda le azioni preventive per l’obesità nell’ambito della decade di azioni sulla nutrizione la prima cosa che vorrei sottolineare è che mentre per il consumo di sale e l’ipertensione è considerata come goal da raggiungere una riduzione del 25%, per l’obesità invece è previsto solo un arresto della sua prevalenza, ma non una sua riduzione, a conferma di quanto sia difficile contrastare lo sviluppo del sovrappeso. In effetti le azioni che si possono intraprendere per il controllo dell’obesità pediatrica riportate nella “decade” sono già ben note da tempo. La novità è che sono considerate tutte insieme e che soprattutto devono andare incontro ad una serie di valutazioni che consentono di valutare l’effettiva implementazione, importanza, efficacia e rapporto costo/efficacia.  Secondo me, fra le azioni raccomandate nell’ambito della “decade”,  quattro sono le azioni che potrebbero avere più impatto sulla prevenzione, ma anche sul trattamento dell’obesità: l’applicazione di una strategia più forte nelle cure prenatali, la tassazione delle bevande zuccherate e degli alimenti troppo ricchi in grassi, sale o zucchero; lo stop o almeno una forte regolamentazione del marketing alimentare diretto ai bambini; ed, infine la disponibilità di una documento sul profilo nutritivo degli alimenti, scritto a cura della WHO, che è fondamentale per la definizione di quali alimenti siano non salutari per i bambini e di conseguenza la loro eliminazione dalla lista degli alimenti pubblicizzabili.

Quali sono le politiche da adottare per ridurre le differenze socioeconomiche nei bambini e adolescenti europei?Soprattutto migliorare il livello di educazione delle famiglie, e non parlo solo di istruzione scolastica. Parlo di conoscenza della salute e dei fattori che la promuovono, della capacità di comprendere e reagire al potere del marketing.La scuola che ha fra i suoi doveri l’educazione, in senso lato, della persona può e deve, contribuire alla salute dei bambini. Ad esempio permettere l’uso gratuito pomeridiano della palestra perché i bambini meno abbienti possano comunque praticare attività fisica e sportiva. Il costo delle palestre private infatti limita molto la frequenza da parte dei ceti meno abbienti.
Ma soprattutto l’intervento principale deve essere dello Stato. Allo Stato è affidato il compito di proteggere le fasce più deboli della popolazione e pertanto deve mettere in atto tutte quelle azioni provate di essere in grado di migliorare le condizioni di vita delle persone. Fra le azioni che possono avere più effetti positivi ci sono certamente gli interventi fiscali, sia nell’ambito delle tasse che in quello dei sussidi. Tassare congruamente il junk food, cioè quello troppo ricco in grassi e zuccheri o sale, includendo ovviamente anche le bevande dolcificate, con un tassa che aumenti il prezzo almeno del 20% ed allo stesso tempo ridurre le tasse e sussidiare i prodotti salutari e soprattutto l’ortofrutta, come anche raccomandato dalla WHO, darebbe la possibilità di migliorare la salute nelle fasce più svantaggiate. Secondo la WHO ciò non dovrebbe avere un effetto negativo sull’occupazione poiché si verificherebbe uno spostamento delle forze lavorative in altri ambiti, sia alimentare che di altro genere. In ogni caso non può l’economia essere più importante della salute, e soprattutto della salute dei bambini, anche perché, ad avere una visuale appena appena più lunga dell’oggi, si comprende benissimo che, a lasciare la situazione attuale, si crea un futuro di malattia che non sarà sostenibile dai futuri governi.

Per approfondire:
il programma del convegno
il sito dell’ECOG
la sezione OKkio alla Salute sul sito del Ministero della Salute
la sezione OKkio alla Salute sul sito EpiCentro
la pagina dedicata a Guadagnare salute sul sito Ccm
il sito Guadagnare salute

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Ultimo aggiornamento:
28/11/2017