Alcohol Prevention Day 2017

L’alcol è uno dei principali fattori di rischio e di malattia e tra le prime cause di mortalità prematura e di disabilità evitabili. Ogni anno l’alcol causa nel mondo 3,3 milioni di morti. Il consumo di bevande alcoliche è complessivamente responsabile di mortalità prematura, disabilità e insorgenza di oltre 230 patologie che costano alla società almeno 17 milioni di anni di vita persi.

L’Alcohol Prevention Day 2017, catalizzatore del dibattito che si svolge nell’intero corso di aprile, mese di Prevenzione Alcologica, è finanziato dal Ministero della Salute e organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in stretta collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), l’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali - AICATEurocare, che hanno garantito per il sedicesimo anno consecutivo, attraverso i gruppi di lavoro congiunti e il Network collaborativo ITACA del Centro OMS con i Centri Alcologici Regionali delle Regioni Toscana e Liguria, la disponibilità dei materiali di prevenzione atti a favorire e supportare una adeguata cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale.

Secondo i dati ISTAT (Istituto nazionale di statistica) nel corso del 2015 il 64,5% degli italiani di 11 anni e più (pari a 35 milioni e 64 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52,0%). Rispetto al 2014 si registra un incremento dei consumi: nel 2014, infatti, ha consumato almeno una bevanda alcolica il 63% degli italiani di 11 anni e più (pari a 34 milioni e 319 mila persone).
Questi alcuni dati contenuti nella Relazione sugli interventi realizzati nel 2016 in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa al Parlamento il 21 marzo 2017.

Nel 2015 si osserva una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri, mentre continuano a crescere i consumatori fuori pasto (nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 erano il 26,9%, nel 2015 risultano il 27,9%) e resta allarmante il fenomeno del binge drinking, ossia l’assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo, nel 2015 è stata pari a 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne di età superiore a 11 anni e identifica oltre 3.700.000 binge drinker di età superiore a 11 anni, con una frequenza che cambia a seconda del genere e della classe di età della popolazione.

Le percentuali di binge drinker sia di sesso maschile che femminile aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni (M=22,2%; F=8,6%); oltre questa fascia di età le percentuali diminuiscono nuovamente.

Dall’analisi del tipo di bevande consumate si conferma un aumento della quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici,  soprattutto fra i più giovani e le donne ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e gli anziani.

Lo studio sui consumi alcolici nelle Regioni Italiane dimostra che il consumo di alcol nell’anno è decisamente aumentato rispetto all’anno precedente sia al Nord e sia al Centro Italia, mentre non si rilevano variazioni statisticamente significative al Sud e nelle Isole.

Ogni anno lo scenario epidemiologico tracciato dall’analisi dei dati prodotta dall’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) per la Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 125/2001, e dell’ISTAT contribuisce a delineare le tendenze e le pratiche che guidano il decisore politico nelle opportune scelte rivolte a contrastare l’uso dannoso e rischioso di alcol, attraverso l’implementazione di interventi oggi maggiormente disponibili rispetto al passato, il cui rapporto costo-benefici e la cui valenza è oggi ampiamente sollecitata dalle evidenze prodotte dalla vasta e consolida rete europea di ricerca scientifica e di advocacy.

Il Ccm ha finanziato diversi progetti relativi al monitoraggio dell'impatto dell'alcol sulla salute in Italia, e nell’ambito del programma Guadagnare Salute e del progetto Agorà è stato realizzato il Piano nazionale alcol e salute (PNAS) che aveva durata triennale (1 gennaio 2007-31 dicembre 2009) ma le cui indicazioni sono tuttora valide e inserite tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione come punto di riferimento per le azioni di prevenzione di livello nazionale e regionale. 
Per maggiori informazioni consultare la sezione I programmi e i progetti del Ccm.

Per approfondire:
la notizia della Relazione al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati sul sito del ministero della Salute
il documento completo Relazione sugli interventi realizzati nel 2016 in materia di alcol e problemi correlati
il rapporto Istisan 17/1 “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol-Cnesps sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano nazionale alcol e salute. Rapporto 2017
l’aggiornamento dell’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) sul sito EpiCentro
le presentazioni dei relatori intervenuti all’Alcohol Prevention Day 2017 sul sito EpoCentro
le considerazioni dell’Oms Europa e il riconoscimento all’iniziativa italiana

Consultare:
la sezione Guadagnare Salute sul sito Ccm
l’area tematica Alcol e alcoldipendenza sul sito del Ministero della Salute
l’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) del Cnesps (ISS) sul sito EpiCentro
il sito Passi/EpiCentro

Ultimo aggiornamento:
27 aprile 2017