In bella vista: Terremoto, impatto sulla salute

La letteratura indica che le popolazioni colpite da disastri possono subire effetti negativi sullo stato di salute e sui fattori di rischio comportamentale, anche come risposta allo stress prolungato. Il ruolo dei Sistemi di sorveglianza nel monitoraggio della salute delle popolazioni colpite da un terremoto, è confermato dalle due rilevazioni straordinarie effettuate dal Sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia).

La prima è stata organizzata a seguito del terremoto che nel 2009 ha colpito l’Abruzzo. Lo studio, chiamato Cometes (Conseguenze a medio termine del terremoto del 6 aprile 2009 sullo stato di salute della popolazione), tra i progetti finanziati dal Ccm nel 2009, è stato realizzato grazie al lavoro della rete di servizi e operatori del sistema di sorveglianza Passi in Abruzzo. Condotto a un anno circa di distanza dall’evento, si è concluso con la pubblicazione dei risultati a cura dell’Istituto Superiore di Sanità nel 2013; la seconda invece è stata effettuata nella provincia di Modena a seguito del terremoto in Emilia-Romagna nel 2012. Superato il secondo anno dopo il sisma è stato avviato lo Studio Istmo (Impatto sulla Salute del Terremoto in provincia di Modena), che ha monitorato la salute della popolazione residente nella Provincia di Modena.

Le due rilevazioni hanno previsto una modifica mirata dei moduli tradizionali del questionario Passi per rilevare la storia personale degli intervistati rispetto al terremoto (presenza sul posto, lutti, perdite della casa e del lavoro, dissesti economici), lo stato psicologico, con test validati, e lo stato complessivo di salute (visite mediche).

I risultati dello studio Cometes

La rilevazione dei dati è stata effettuata dal 28 maggio al 15 novembre 2010, lungo un arco temporale di poco superiore ai cinque mesi, in cui sono stati intervistati 957 assistiti residenti nei Comuni del cosiddetto cratere aquilano, l’area più colpita dal sisma, con un tasso di risposta del 91,2% e un tasso di rifiuti pari al 4,3%.

Lo studio Cometes ha confermato che i disturbi mentali, come quelli da stress post-traumatico e quelli depressivi, sono risultati più frequenti rispetto a quanto atteso, in base agli studi italiani di riferimento e, per quanto riguarda i soli sintomi di umore depresso e anedonia, rispetto alle stime effettuate nella Asl de L'Aquila prima del sisma.

Relativamente ai comportamenti nocivi per la salute, è aumentata la frequenza di persone sedentarie ed è diminuita quella degli ex-fumatori. Al contrario il consumo eccessivo di alcolici non è risultato più diffuso, nella popolazione generale, rispetto alla situazione pre-sisma. Bisogna però mettere in evidenza che, tra i giovani di 18-34 anni, fumo e consumi di alcol a rischio sono risultati troppo frequenti se confrontati con i livelli nazionali. Lo studio non consente di attribuirne la causa al terremoto, ma non c’è dubbio che si tratta di due fattori che richiedono la massima attenzione. 

All’epoca della rilevazione, la copertura della popolazione con le misure di prevenzione raccomandate è risultata essere ritornata ai livelli pre-sisma, per quanto riguarda gli screening mammografico e colo-rettale, il controllo del colesterolo e le vaccinazioni. Leggermente inferiore ai livelli pre-sisma l’effettuazione del pap-test e la misurazione della pressione arteriosa. In generale, c’è un ampio margine di miglioramento per la pratica di tutte le misure di prevenzione considerate, incluso l’uso dei dispositivi di sicurezza in auto e moto. 

Inoltre, è stato rilevato che l’assistenza medica di base è stata assicurata localmente

L’insieme di queste osservazioni indica una buona capacità dei servizi sanitari nel rispondere a questo tipo di esigenze della popolazione, organizzando le risorse disponibili.

Nonostante i danni subiti dalla popolazione a causa del sisma, in termini di perdite umane ed economiche e in termini di stress per la delocalizzazione, nonostante l’elevata frequenza dei sintomi depressivi e di stress post-traumatico, la percezione dello stato di salute e la qualità della vita connessa alla salute non sono risultate significativamente peggiori rispetto alle stime effettuate prima del sisma, un dato positivo per quanto riguarda la capacità di reazione e tenuta della popolazione.

I risultati dello studio Istmo

Lo Studio Istmo si è concentrato sugli esiti a medio-lungo termine del terremoto emiliano, limitatamente alla popolazione della Provincia di Modena (la più colpita), condotto tra novembre 2014 e settembre 2015. A gennaio 2015, l’indagine è stata avviata anche nella Provincia di Reggio Emilia con lo studio Istre (Impatto sulla salute del terremoto in Provincia di Reggio Emilia), terminato nel febbraio 2016. Attualmente è in corso l’analisi pooled dei due studi che fornirà ancora più informazioni.

Lo studio Istmo ha fornito il quadro di una popolazione resiliente che non ha riferito evidenti cambiamenti nello stato di salute percepito ma in cui una persona su due ha riferito ancora un pensiero intrusivo, cioè pensa al sisma anche quando non vuole.

Le persone che hanno riferito danni e disagi mostrano prevalenze superiori di stato d’ansia e sintomi depressivi. Gli stili di vita non hanno globalmente risentito di un impatto fortemente negativo: la prevalenza di fumatori si è ridotta dopo il sisma, ma è diminuita anche la percentuale di 18-69enni che praticano attività fisica, ed è aumentata la percentuale di chi presenta obesità. L’utilizzo dei servizi preventivi ha mostrato una buona tenuta, in particolare per quanto riguarda la copertura vaccinale antinfluenzale nelle persone con patologie croniche e gli screening oncologici. L’attenzione per la prevenzione cardiovascolare ha mostrato una leggera riduzione della percentuale delle persone che hanno controllato la pressione arteriosa e la colesterolemia nell’ultimo biennio.

L’attenzione sanitaria ai fattori di rischio comportamentali ha subito complessivamente un leggero calo, tuttavia nelle aree colpite si è assistito a una maggiore attenzione nei confronti delle persone con comportamenti a rischio.  

Positivi anche i risultati riguardanti la sicurezza stradale. 

Giuliano Carrozzi del Servizio Epidemiologia e comunicazione del rischio dell’Ausl di Modena e coordinatore scientifico di Istmo ha dichiarato su Epicentro che "il terremoto emiliano si è caratterizzato per un numero contenuto di decessi e un impatto notevole sugli aspetti lavorativi ed economici. Gli eventi più traumatici per la popolazione che hanno influenzato lo stato di salute e i comportamenti sono stati la perdita della casa e del lavoro. È interessante osservare che anche persone non direttamente coinvolte hanno manifestato qualche modifica della salute psicologica e dello stile di vita, aspetti che difficilmente sarebbero stati colti in assenza di un’attività di sorveglianza. La sorveglianza ha un ruolo fondamentale proprio nel cogliere aspetti che sfuggirebbero con altri strumenti. Lo stesso discorso vale per gli effetti negativi a lungo termine, quella che possiamo definire la cronicità dei danni di una catastrofe, che tra l’altro colpiscono sempre i sottogruppi più svantaggiati".

In riferimento ai sottogruppi più svantaggiati durante una catastrofe naturale, nel 2012, a tre anni dal terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, si è concluso anche il progetto "Atab (Ambiente terra. Ambiente bambino). Dalla gestione dell‘emergenza, alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post traumatico nei minori aquilani", promosso dal dipartimento della Protezione Civile insieme alla Clinica di Neuropsichiatria dell‘infanzia e dell‘adolescenza dell‘Università dell‘Aquila e dall‘associazione culturale "Via Caecilia".

Obiettivo dello studio, che ha coinvolto i minori di fascia d‘età 8-13 anni, residenti nella città de L‘Aquila e frazioni limitrofe, è stato quello di elaborare modelli di prevenzione e di cura del disturbo post traumatico da stress, focalizzandosi sui processi di adattamento all‘evento del terremoto dei bambini e delle loro famiglie

I dati dell'indagine indicano che a 10 mesi dal sisma, il 3% dei minori mostrava un disturbo post traumatico da stress e il 18% un disagio psicologico. Tra i disturbi più frequenti accusati dai bambini: problemi psicosomatici, di attenzione, di isolamento relazionale e ansioso-depressivi.

I Sistemi di sorveglianza consentono di valutare l’impatto delle catastrofi naturali sulla salute della popolazione colpita con l’intento di ricavare indicazioni per orientare meglio le risorse e la pratica assistenziale e per migliorare l‘insieme delle conoscenze sui danni a distanza dei disastri naturali.

Da consultare
I risultati dello studio Cometes sul sito di Passi/Epicentro
Rapporto Istisan 13/2 "Risultati dello studio CoMeTeS (Conseguenze a Medio Termine del Sisma): stato di salute della popolazione dopo il terremoto del 2009 in Abruzzo" a cura dell’Istituto Superiore della Sanità.
Lo Studio Istmo sul sito della Ausl di Modena
Gli interventi necessari in situazioni di emergenza sul sito di Epicentro
Il comunicato stampa del ministero della Salute del 24 agosto 2016  "Terremoto, unità di crisi anche presso il ministero della Salute".

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Ultimo aggiornamento:
14 settembre 2016