Convegno sul Diabetes self-management

Il 7 giugno scorso, presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si è svolto il convegno “Promuovere il self-management nella persona con diabete╦«, e si sono presentati gli output del primo anno di attività del progetto Un intervento di implementazione strutturata e sistematica di educazione della persona diabetica: agire su alimentazione, attività fisica e gestione auto-efficace della malattia cronica per incidere sul controllo del peso e degli indicatori di malattia, finanziato dal Ministero della Salute - Ccm.

Il diabete rappresenta una delle principali malattie croniche non trasmissibili (MCNT) e una delle cause più importanti di mortalità prematura. Le MCNT sono legate a fattori di rischio comuni e modificabili,  in particolare il 90% degli individui con diabete è affetto da diabete di tipo 2, che ha tra i suoi maggiori fattori di rischio l’obesità e una ridotta attività fisica, a tal proposito l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel Piano di azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche 2013-2020 ha indicato 9 obiettivi globali da realizzare entro il 2025,  tra cui quello di ridurre la mortalità relativa per MCNT del 25%.
In Italia il diabete ha una prevalenza pari al 5% della popolazione (3-4 milioni di persone) ed è in continuo aumento. Nel 2013 il Ministero della Salute ha deliberato il Piano Nazionale Diabete, per la prevenzione, la diagnosi, il monitoraggio e la cura delle persone con diabete. Poiché il rischio di diabete come di altre malattie croniche è direttamente correlato all’indice di massa corporea, agire sugli stili di vita della popolazione, introducendo una dieta corretta e una regolare attività fisica, permetterebbe di prevenire l’insorgenza della malattia o, nel caso di pazienti con diagnosi conclamata, di rallentare l’insorgenza di eventi acuti o di altre comorbidità.

L’obiettivo finale del progetto, finanziato dal programma Ccm 2014 e che vede coinvolte 3 regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Toscana e Basilicata), è quello di implementare e diffondere un percorso di educazione della persona diabetica in sovrappeso o obesa, rafforzando la propria capacità di essere auto-efficace nella gestione del peso corporeo e del progredire della malattia, coerentemente con le linee guida correnti e i modelli alimentari presenti sui territori in cui i pazienti vivono. Cambiare il proprio approccio alla malattia, permette al paziente di agire in modo trasversale in tutti gli ambiti che rientrano nella quotidianità e che costituiscono un fattore di rischio per il proprio stato di salute.

Primi risultati

  • Adattamento del programma Diabetes Self Management Program (DSMP,) sviluppato dall’Università di Stanford, al contesto italiano, revisione del Manuale Conduttori e creazione dell'Abecedario a supporto della persona diabetica.
  • Coinvolgimento degli stakeholder, individuazione e formazione dei conduttori, arruolamento dei partecipanti, programmazione e attivazione dei corsi di diabetes self-management.
  • Primi esiti positivi dal punto di vista dei partecipanti e dei conduttori dei seminari per la metodologia utilizzata, il lavoro di gruppo, la maggior consapevolezza acquisita sulla patologia diabetica e sulla capacità di autogestirla attraverso l’adozione di uno stile di vita complessivo più sano, intervenendo in prima persona sui comportamenti alimentari e sull’attività fisica.
  • Individuazione dei punti di forza, delle criticità e delle buone pratiche da condividere per il mantenimento e la prosecuzione dei programmi di self-management.

Il disease management (IGEA) oggi è senz’altro lo strumento più indicato per migliorare l’assistenza delle persone con patologie croniche e la promozione dell’autogestione del paziente ne è una componente essenziale. Le evidenze scientifiche indicano che nei pazienti portatori di condizioni croniche come il diabete è fondamentale promuoverne il self-management e l’empowerment per migliorare la gestione della propria patologia e attuare dei nuovi comportamenti che gli permettano di ridurre il rischio di sviluppare complicanze. I corsi di autogestione  sono sviluppati specificamente per aumentare l'autoefficacia del paziente, cioè la fiducia del paziente nelle sue capacità di autogestione.

Il prossimo step sarà valutare gli esiti a medio e lungo termine sullo stato di salute dei pazienti diabetici e considerare la possibilità di reiterare l’intervento di educazione della persona diabetica ed estenderlo a tutta la popolazione diabetica.

Inoltre sarebbe utile e necessario che la terapia educazionale venisse adeguatamente riconosciuta nell’ambito delle prestazioni fornite dal SSR.

Per saperne di più
Testo del progetto (PDF: 870 Kb)

Il convegno
Promuovere il self-management nella persona con diabete

Pisa, 7 giugno 2016
Il programma  

Le presentazioni
Le strategie per la prevenzione di obesità e diabete in Italia e il ruolo del CCM - R. D’Elia
“Educare la persona con diabete”: un intervento interregionale rilevante per la sanità pubblica basato su evidenze di efficacia - L. Roti
Il Diabetes Self Management Program creato dalla Stanford School of Medicine - D. Pagliacci
L'adattamento del programma Diabetes Self Management Program al contesto italiano e la creazione dell'Abecedario - M. Siller
Come agire sull’alimentazione - V. Salvatore
Il coinvolgimento degli stakeholder, la formazione dei conduttori e l'arruolamento dei partecipanti - P. Trapè
Le buone pratiche da condividere per la promozione di un programma di educazione strutturato e sistematico - D. Pagliacci
L'autogestione: uno strumento di prevenzione e una componente del percorso di assistenza - B. Vujovic
Il programma di educazione: i seminari svolti e i partecipanti coinvolti - P. Bellitti
L’integrazione tra il percorso di cura della persona con diabete e l’attività di educazione all’autogestione - G. Citro

 

 

Ultimo aggiornamento:
4 agosto 2016