Salute urbana globale

Popolazione urbana e salute

È stato recentemente pubblicato l’ultimo report sulla salute urbana a cura dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e del United Nations Human Settlements Programme (UN-Habitat) il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani. In esso vengono presentati nuovi dati sulla salute degli abitanti delle città, considerando almeno 100 Paesi nel mondo. I dati mostrano che con la crescita costante della popolazione urbana nel mondo, le ineguaglianze di salute – in particolar modo tra le popolazione urbane più ricche e quelle più povere – continuano ad essere una sfida fondamentale per il raggiungimento di una migliore salute globale.

Diseguaglianze di salute

“Vi è la necessità urgente di identificare e ridurre le ineguaglianze di salute, in particolare tra le popolazioni più vulnerabili, come quel miliardo di persone che oggi vive nei quartieri urbani più poveri o nati in maniera estemporanea”, dichiara Marie-Paule Kieny, vice Direttore Generale per i sistemi sanitari e l’innovazione dell’OMS. “Questo report fornisce a Paesi e città strumenti pratici per ridurre proprio le ineguaglianze di salute e realizzare i SDG”, conclude.
Il report rivela che in 79 Paesi a basso o medio reddito, i bambini - in un quinto delle famiglie urbane più povere – hanno il doppio di possibilità in media di morire prima dei 5 anni di vita in confronto al quinto delle famiglie  più ricco. Inoltre, in quasi 9 Paesi su 10 - dove sono disponibili dati di confronto - proprio la povertà urbana non ha permesso di realizzare l’obiettivo del Millennium Development Goal di ridurre la mortalità sotto i 5 anni.
All’incirca 3,7 miliardi di persone vivono oggi in agglomerati urbani. Un ulteriore miliardo si aggiungerà a questi entro il 2030, con il 90% dell’incremento nei paesi a basso o medio reddito. Ciò rende ancora più urgente e necessario realizzare l’obiettivo del Sustainable Development Goal (SDG) di assicurare la copertura sanitaria universale permettendo così a tutti di ricevere – entro questa data - i servizi sanitari di cui necessitano senza doverne sostenere direttamente il carico finanziario. Proprio relativamente alla copertura sanitaria, mentre un numero di aree urbane ne ha migliorati livello e distribuzione, per la popolazione in povertà non si è a buon punto. Attualmente almeno 400 milioni di donne, uomini e bambini nel mondo sono esclusi da quello che è a tutti gli effetti un diritto umano di base: l’accesso a cure sostenibili. Questa ampia fetta di popolazione mondiale ha scarso o nullo accesso ai servizi di salute, con una copertura sanitaria inadeguata o del tutto inesistente.

Pianificare le città per le persone e la salute

L’urbanizzazione crescente pone alcune sfide di salute tra cui  il carico delle malattie non trasmissibili e di quelle infettive, l’inquinamento dell’aria, l’accesso all’acqua e la raccolta dei rifiuti, oltre alla necessità di migliorare l’alimentazione, incrementare l’attività fisica e costruire una buona capacità di affrontare le emergenze sanitarie.
Nelle città, il progresso nel campo della salute non dipende solo dalla robustezza dei sistemi sanitari, ma anche dalla realizzazione e formazione di ambienti urbani più salutari. Anche il modo in cui gli agglomerati urbani vengono pianificati – oggi come nel futuro - può condizionare profondamente la capacità dei loro abitanti di condurre una vita lunga, in salute e produttiva. Il report OMS/UN-Habitat presenta alcune soluzioni per assicurare l’accesso all’acqua e alla raccolta dei rifiuti, per ridurre l’espansione urbana a fronte dello sviluppo di nuove opzioni di trasporto, aumentando la sicurezza stradale, rendendo le città a misura delle diverse fasce di età e accessibili a persone con disabilità.
“Una popolazione in salute è essenziale per creare delle città economicamente competitive e inclusive”, afferma Joan Clos, Direttore esecutivo dell’UN-Habitat, “e questo report documenta importanti opportunità per delle azioni collettive e comuni finalizzate ad implementare i SDG, fornendo inoltre un importante contributo alla terza Conferenza delle Nazioni Unite sulle abitazioni e lo sviluppo urbano sostenibile che avrà luogo a Quito nell’ottobre 2016 e alla realizzazione della nuova Agenda urbana”.

Il report presenta anche le evidenze scientifiche che, nelle città, i progressi nel campo della salute dipendono non solo dalla forza dei sistemi sanitari, ma anche dalla ridefinizione più salutare degli ambienti urbani.

 

Fonti

Ultimo aggiornamento:
4 maggio 2016