Russamento e OSAS pediatrico

Il 15 marzo scorso sono state pubblicate le "Linee guida nazionali per la prevenzione ed il trattamento odontoiatrico del russamento e della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno in età evolutiva". Il documento, sottoposto al parere tecnico del Consiglio Superiore di Sanità, contiene raccomandazioni e indicazioni "evidence based" utili per la gestione odontoiatrica del russamento e della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, OSAS.

Il russamento è il rumore generato dalla vibrazione dei tessuti molli orofaringei ed è conseguenza della turbolenza del flusso aereo, dovuta alla riduzione del calibro delle vie aeree. L'OSAS è, invece, una condizione caratterizzata da ripetuti episodi di completa (apnea) o parziale (ipopnea) cessazione del flusso d'aria attraverso le vie aeree superiori, durante il sonno. Il sintomo del russamento che compare "spesso" o "ogni notte" (definendosi in questo caso chi manifesta tale sintomo un "russatore abituale") varia dal 3 al 21% dei bambini; la percentuale dei bambini che soffrono di disordini respiratori del sonno, quale l'OSAS, va dall'1 al 6%.

In caso di OSAS pediatrico non trattato le conseguenze possibili sono una scarsa resa scolastica, sonnolenza diurna, problemi comportamentali, deficit di crescita staturale, enuresi notturna, cefalea mattutina, aumento del rischio di otiti, alcune patologie cardiovascolari come il cuore polmonare.

Nelle Linee guida si legge che "l'odontoiatra, in virtù dei controlli periodici di sua competenza, può riconoscere il russamento e l'OSAS ed intervenire terapeuticamente con l'applicazione di dispostivi orali. Durante l'esame clinico, l'odontoiatra deve porre attenzione alle caratteristiche cranio facciali connesse, alla respirazione orale, al volto allungato, al mento piccolo e retruso, all'affollamento dentale, al palato alto e stretto e, nella raccolta dell'anamnesi, è buona norma, che raccolga elementi in merito alla resa scolastica, alla capacità di concentrazione, all'eventuale presenza di enuresi notturna, allo scarso appetito, all'obesità e alle infezioni ricorrenti alle vie aeree".

 

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Ultimo aggiornamento:
28 aprile 2016