Alcol e dati sul consumo

L’11 marzo scorso il Ministro della Salute ha trasmesso al Parlamento la Relazione annuale (PDF: 3,6 Mb) che illustra la situazione relativa al consumo di alcol nella popolazione italiana attraverso l’analisi dei dati ISTAT 2014. Inoltre la Relazione descrive gli interventi realizzati nel 2015 per contrastare il fenomeno correlato all’uso rischioso e dannoso di alcol.

Secondo i dati ISTAT, nel corso del 2014 ha consumato almeno una bevanda alcolica il 63% degli italiani di 11 anni e più (pari a 34 milioni e 319 mila persone), con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (76,6%) rispetto alle femmine (50,2%). Il 22,1%dei consumatori (12 milioni circa di persone) beve quotidianamente (33,8% tra i maschi e 11,1% tra le femmine).

Nel decennio 2005-2014 l’ISTAT ha rilevato la diminuzione della quota di consumatori totali (dal 69,7% del 2005 al 63,0% del 2014), la diminuzione della quota di consumatori giornalieri (dal 31% del 2005 al 22,1% del 2014), l’aumento dei consumatori occasionali (dal 38,6% del 2005 al 41,0% del 2014), l’aumento dei consumatori fuori pasto (dal 25,7% del 2005 al 26,9% del 2014).

Nel 2014 si osserva ancora un lieve calo rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri (nel 2013 rappresentavano il 22,7% e nel 2014 il 22,1%) mentre continuano a crescere i consumatori fuori pasto (nel 2013 erano il 25,8% e nel 2014 erano il 26,9%).

Il consumo fuori pasto è soprattutto diffuso tra i giovani (18-24 anni) e i giovani adulti (25-44), che lo adottano spesso nell’ambito di occasioni e contesti legati al divertimento e alla socializzazione. Continua in modo preoccupante la crescita negli ultimi dieci anni del consumo fuori pasto tra le femmine che sono passate dal 14,9% del 2005 al 16,5% del 2014.

Desta particolare allarme il fenomeno del binge drinking , con gravi rischi per la salute e la sicurezza non solo del singolo bevitore ma anche dell’intera società. Nel 2014, il 10,0% degli uomini e il 2,5% delle donne di età superiore a 11 anni hanno dichiarato di aver consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi che corrispondono ad oltre 3.300.000 persone di età superiore a 11 anni, con una frequenza che cambia a seconda del genere e della classe di età della popolazione.

Altro fenomeno preoccupante è il consumo di alcol tra i cosiddetti “giovani anziani”, ossia persone di età compresa tra 65 e 74 anni. Sono 2.700.000 i consumatori ultra sessantacinquenni a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate che vanno a sommarsi alle altre malattie croniche eventualmente presenti.

Relativamente al tipo di bevande alcoliche consumate, viene confermata la tendenza degli ultimi dieci anni: si riducono i consumatori di solo vino e birra, soprattutto fra i giovani e le donne, e aumenta la percentuale di chi consuma anche aperitivi, amari e superalcolici. Tra i giovani di 18-24 anni è anche in crescita il consumo di altri alcolici (aperitivi alcolici, alcolpops) oltre a vino e birra.

In ogni caso, complessivamente, tra le bevande consumate nel 2014, il vino resta al primo posto seguito dalla birra e quindi al terzo posto altri alcolici (aperitivi, amari e superalcolici).

Nella seconda parte della Relazione, vengono descritti i Servizi alcologici e l’utenza in base a quanto previsto dal D.M. 4 settembre 1996 “Rilevazione di attività nel settore di alcoldipendenza”.

Nella terza parte della Relazione, inoltre, sono descritti gli interventi del Ministero della Salute in attuazione della Legge 125/2001, tra cui interventi di indirizzo e in materia di informazione e comunicazione e la partecipazione ad azioni internazionali. In chiusura di Relazione, le rilevazione degli interventi e delle attività delle Regioni e delle Province Autonome (quarta parte).

 

Pagine correlate

La Pagina del portale del Ministero della Salute su “Relazione al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati, anno 2015”

Ultimo aggiornamento:
6 aprile 2016