Antibiotico-resistenza

Di recente pubblicazione (febbraio 2016) è l'ultimo report (1) a cura dello European Centre for Diseases Control (ECDC) e della European Food Safety Agency (EFSA) che presenta i risultati dell'analisi dei dati trasmessi dagli Stati membri relativi al 2014 sulla resistenza agli antimicrobici più diffusi nei batteri zoonotici, presenti nell'uomo, nei cibi e negli animali, in Europa. Nel 2014 il monitoraggio dei batteri resistenti in animali e alimenti si è concentrato su polli da carne, galline ovaiole e tacchini da ingrasso. Il prossimo anno il rapporto riguarderà suini e bovini.

L'aumento dell'antibiotico-resistenza mette seriamente a rischio la salute umana e animale, tanto che la stessa Commissione europea ha inserito tale rischio tra le priorità dell'agenda politica sulla sicurezza alimentare. "Ogni anno, nell'Unione Europea, le infezioni causate da batteri antimicrobico-resistenti causano circa 25.000 decessi, e la minaccia non è confinata alla sola Europa. Si tratta di un problema mondiale che richiede una soluzione mondiale", dichiara Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare.

Nel Campylobacter, all'origine della campilobatteriosi, malattia veicolata da alimenti e comunemente segnalata nell'Unione Europea, risulta molto elevata la resistenza alla ciprofloxacina (il 69,8% nei polli da carne; il 60,2% nei batteri di provenienza umana), antimicrobico di fondamentale importanza per il trattamento di infezioni umane.

La salmonellosi è la seconda malattia veicolata da alimenti più comunemente riferita nell'Unione Europea: una resistenza agli antimicrobici di largo utilizzo è stata frequentemente rilevata nella Salmonella presente in esseri umani (tetracicline 30%, sulfamidici 28,2, ampicillina 28,2%) e nel pollame.

E proprio in Salmonella ed Escherichia Coli, nel pollame dell'Unione Europea, è molto diffusa la resistenza all'antimicrobico colistina, dato preoccupante in quanto "significa che questo farmaco di ultima linea potrebbe presto non essere più efficace per curare le infezioni umane gravi da Salmonella", secondo il direttore scientifico dell'ECDC Mike Catchpole. Di recente sono state riferiti in Cina episodi di resistenza alla colistina, soprattutto nei suini. Il gene corrispondente (mcr-1) è stato rinvenuto su un elemento genetico trasponibile (un plasmide), che può essere trasmesso tra batteri. In passato, invece, si era ritenuto che la resistenza alla colistina in batteri provenienti da esseri umani e animali fosse correlata ai cromosomi e che pertanto il suo trasferimento tra batteri fosse improbabile.

Le zone della Regione europea che hanno mostrato i più elevati livelli di antibiotico-resistenza sono quelle orientale e meridionale, inclusa l'Italia, rispetto all'Europa settentrionale.

Bibliografia

1. Il report ECDC/EFSA

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Ultimo aggiornamento:
29 marzo 2016