Per la prevenzione e la gestione della OSAS

La Sindrome dell'Apnea Ostruttiva nel Sonno (OSAS) rappresenta un grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico con una prevalenza che in alcune fasce d'età è superiore al 20% sia per il sesso maschile che per quello femminile. Le ripercussioni della mancata diagnosi e del mancato trattamento di questa sindrome determinano sul piano sanitario e sociale un diretto aumento della morbilità e della mortalità della popolazione affetta, un aumento dei costi sanitari, una perdita di produttività e un maggior rischio di incidenti stradali ed infortuni sul lavoro. L'OSAS, infatti, è oggi riconosciuta come una delle cause più frequenti di eccessiva sonnolenza diurna (Excessive Daytime Sleepiness - EDS), e come tale individuata quale fattore o cofattore determinante o favorente in un rilevante numero di incidenti stradali e lavorativi.

La storia naturale dell'OSAS, se non precocemente diagnosticata e/o non adeguatamente trattata, come per altre patologie croniche, è caratterizzata dall'aggravarsi del quadro clinico anche a causa della comparsa delle diverse e frequenti comorbilità. L'OSAS è una malattia di interesse multidisciplinare che necessita di azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate tra diversi specialisti allo scopo di garantire un intervento ottimale e completo per le persone di tutte le età.

Per queste ragioni è stato costituito presso il Ministero della Salute un tavolo di lavoro con il compito di predisporre un documento sulla OSAS. Il gruppo di lavoro ha elaborato il documento finale partendo dall'analisi multifattoriale dei bisogni assistenziali e della disponibilità delle risorse, considerando le linee guida e le raccomandazioni nazionali e internazionali a oggi disponibili e le competenze delle Regioni in materia di organizzazione dei servizi, la diversità e variabilità degli assetti regionali. Il documento finale, suddiviso in età adulta e pediatrica, individua una proposta di strategia organizzativa sostenibile, finalizzata all'individuazione di casi di OSAS misconosciuti nella popolazione attraverso fasi di interventi differenziate per assicurare una soddisfacente risposta ai bisogni di prevenzione ed assistenza delle persone affette da OSAS.

Il workshop del 23 febbraio che si è tenuto, presso l'Auditorium del Ministero della salute, "OSAS: quale prevenzione possibile", prendendo spunto dal documento presentato, ha rappresentato un momento di arricchimento culturale e confronto utile sulle strategie proposte in tema di prevenzione e del complessivo percorso di presa in carico, sotto il profilo diagnostico-terapeutico-assistenziale, relativamente a tale importante patologia, ancora relativamente poco conosciuta.
Durante il workshop sono state affrontate tutte le tematiche con la conclusione che, nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, è ancora grande la distanza tra i bisogni di assistenza sanitaria della popolazione e l'offerta diagnostica e terapeutica necessaria per soddisfarli completamente.

È necessario, quindi, per promuovere la qualità dell'assistenza, la sicurezza delle cure, l'uso appropriato delle risorse, costruire un sistema basato da un lato sull'integrazione tra i servizi ospedalieri, dall'altro sull'integrazione della rete ospedaliera con la rete dei servizi territoriali, con di rendere più specifica la missione assistenziale affidata agli ospedali. In questo modo tutte le componenti interessate potranno svolgere il proprio specifico e definito ruolo nella gestione della sindrome e nella "presa in carico" dei pazienti, garantendo la qualità e la specificità degli interventi.

Si sta attualmente perfezionando l'iter procedurale affinché il documento presentato al Workshop esiti in un'Intesa Stato-Regioni .

 

Il convegno


Il programma (PDF: 480 Kb)

Le relazioni

 

 

Ultimo aggiornamento:
4 marzo 2016