Azioni per la salute della comunità RSC

Nella Comunicazione n. 173/2011 1 della Commissione Europea per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 si legge che “gli obiettivi dell'UE per l'integrazione dei Rom devono riguardare, in  proporzione all'entità  della popolazione Rom, quattro settori cruciali: l'accesso all'istruzione, l'occupazione, l'assistenza sanitaria e l'alloggio . Le norme minime dovrebbero basarsi su indicatori comuni, comparabili e affidabili. È importante conseguire questi obiettivi per aiutare gli Stati membri a raggiungere i fini generali della strategia Europa 2020”.

In sintonia con e in attuazione della Comunicazione n. 173/2011, a fine 2012, è stata pubblicata in Italia la Strategia nazionale Rom, Sinti e Camminanti (RSC) per la cui implementazione è stata poi istituita una Cabina di regia politica (con rappresentanze delle Istituzioni centrali e rappresentanze degli Enti regionali e locali, compresi i Sindaci di grande aree urbane e le stesse rappresentanze delle comunità Rom, Sinti e Caminanti presenti in Italia). Dall’operato di questa Cabina di regia sono nati diversi Tavoli tematici di lavoro, tra cui, nel 2013, un Tavolo Salute specificamente finalizzato a produrre azioni per la tutela e la promozione della salute delle comunità RSC. Il Tavolo Salute è stato coordinato inizialmente dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e successivamente dalla Direzione Generale della prevenzione sanitaria  del Ministero della Salute.

A fine dicembre 2015, è stato inviato agli Assessorati alla Salute quanto definito e prodotto dal Tavolo Salute, ossia il Piano d’Azione Salute per e con le comunità Rom, Sinti e Camminanti,2 che nella cornice della mediazione di sistema individua tre macroaree fondamentali di azione:

  1. la formazione del personale sanitario e non
  2. la conoscenza e all’accesso ai servizi per RSC
  3. i servizi di prevenzione, diagnosi e cura.

Il punto di forza del Piano è quello di essere sviluppato nell’ottica della mediazione di sistema. È necessario, infatti, di fronte a situazioni sociali e sanitarie complesse e articolate come l’ambito della tutela della salute dei RSC, «ragionare in un’ottica di “mediazione di sistema”, cioè di processo di trasformazione organizzativa, dove la relazione e la corretta comunicazione con l’utente siano sempre garantite», dove vengano date pari opportunità di accesso, dove le politiche e i servizi giochino un ruolo attivo nell’individuare percorsi e metodologie d’intervento e dove le comunità non siano oggetto passivo ma partecipino con pari dignità nella definizione e messa in atto di adeguati interventi di promozione della salute.

Per ogni macroarea sono individuati gli obiettivi, la metodologia e le azioni prioritarie da intraprendere.

Parte integrante del Piano sono le esperienze di ricerca e di intervento 3 (buone pratiche) già maturate sul campo negli ultimi anni, che potranno essere utilmente valorizzate anche in altre realtà territoriali.

Sul sito del Ministero della Salute, è consultabile la pagina dedicata la Piano d’Azione Salute.

 

Bibliografia

  1. Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al  Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni . Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020
  2. Piano d’Azione Salute per e con le comunità Rom, Sinti e Camminanti
  3. Esperienze di ricerca e di intervento
Ultimo aggiornamento:
29 gennaio 2016