OMS e fumo passivo

La Regione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un Evidence Brief su come proteggere efficacemente i non fumatori dall'esposizione al fumo passivo, in accordo con l'articolo 8 del "Framework Convention on Tobacco Control" (FCTC) relativo proprio alla protezione dall'esposizione al fumo.

Non esiste un livello di sicurezza nell'esposizione al fumo passivo. Sistemi di aereazione e aree per fumatori non sono efficaci; l'unico strumento efficace per eliminare i rischi associati al fumo è costituito da tutte quelle azioni legislative finalizzate a promuovere la non abitudine al fumo e contrastare quindi il tabagismo. Un numero sempre maggiore di Paesi comincia (o continua) a prevedere una serie di azioni politiche e di normative finalizzate a proteggere le popolazioni dagli effetti drammatici del fumo, ed è di estrema importanza documentare i successi di queste azioni in modo da informare e supportare anche gli sforzi di altri Paesi che vogliano anch'essi intraprendere azioni legislative di questo tipo.

L'Evidence Brief pubblicato ricorre ad una valutazione OMS delle esperienze maturate con il FCTC nella Regione europea e relative appunto all'implementazione di misure efficaci di riduzione dell'esposizione al fumo. Il Brief valuta l'impatto delle politiche anti-fumo in nove Paesi Membri dell'Unione Europea che hanno introdotto una legislazione contro il fumo: Albania, Bulgaria, Grecia, Irlanda, Malta, Spagna, Turchia e Gran Bretagna.

I criteri principali di eleggibilità per l'inclusione in questo Evidence Brief erano che i Paesi coinvolti:

  1. avessero cominciato ad implementare una legislazione smoke-free da almeno due anni,
  2. avessero percentuali di compliance alle normative stimate come alte,
  3. stessero monitorando e valutando l'implementazione della legislazione smoke-free e avessero prodotto un'analisi dei risultati in lingua inglese.

L'Evidence Brief sull'esperienza di questi Paesi europei conferma che le politiche anti-fumo funzionano, a patto però che siano in linea con l'articolo 8 del FCTC il quale richiede l'adozione di misure efficaci per proteggere le persone dall'esposizione al fumo: 1. all'interno del posto di lavoro; 2. all'interno di luoghi pubblici; 3. sui trasporti pubblici; e 4) in altri luoghi pubblici se opportuno. In particolare nel Brief, l'evidenza dei singoli Paesi è positiva, e i dati e le percentuali confortano sul fatto che una legislazione esauriente anti-fumo:

  • trova d'accordo in larga maggioranza la popolazione generale, che ne promuove e sostiene l'applicazione;
  • beneficia sicuramente di un forte sostegno pubblico;
  • protegge i lavoratori riducendo l'esposizione al fumo passivo nei luoghi di lavoro e pubblici in generale;
  • può condurre ad un cambio di opinioni e di abitudini relativamente al fumare nei luoghi privati;
  • produce risultati anche sulla riduzione di prevalenza del fumare e di comportamenti legati al fumo;
  • può ridurre mortalità e morbilità legate al fumo passivo già nell'arco di pochi mesi dalla sua applicazione;
  • produce un impatto positivo sull'economia dei sistemi sanitari;
  • non produce perdita economica e i ricavi dalla tasse sul tabacco possono mantenersi o addirittura incrementare;
  • non è un deterrente per il turismo;
  • ha un impatto neutrale o positivo sull'economia generale.

 

Per approfondire:

Alcuni dei contenuti più recenti in tema di fumo sul portale del Ccm:

Il rapporto annuale sul fumo dell'Istituto Superiore di Sanità

 

Ultimo aggiornamento:
19 gennaio 2016