Lotta alla mortalità infantile

L'obiettivo 4 dei Millennium Development Goal (MDG) (1), il cui scopo era di ridurre di due terzi la mortalità sotto i 5 anni tra il 1990 e il 2015, ha dato un forte impulso alla lotta alla mortalità infantile; l'obiettivo previsto non è stato raggiunto globalmente, tuttavia nell'arco temporale previsto la mortalità infantile è stata ridotta del 53%, riduzione che l'Unicef ha definito epocale. Sebbene i progressi siano stati significativi, 16.000 bambini sotto i cinque anni continuano comunque a morire ogni giorno, come riportato nel Rapporto 2015 sui livelli e la tendenza della mortalità infantile di Unicef, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS,Banca Mondiale e UNDESA - Divisione Popolazione (2).

Dal Rapporto 2015 sulla mortalità infantile (2) emergono inoltre altri dati rilevanti:

  • il 50% dei decessi sotto i 5 anni si verifica nell'Africa subsahariana, il 30% in Asia meridionale;
  • circa un terzo degli Stati - 62 in tutto - ha effettivamente raggiunto l'MDG 4 (riduzione dei 2/3 della mortalità sotto i 5 anni), mentre altri 74 Paesi hanno ridotto i tassi di almeno il 50%;
  • il mondo sta accelerando i progressi con un tasso annuo di riduzione della mortalità infantile che è passato dall'1,8% del decennio 1990-2000 al 3,9% del periodo 2000-2015;
  • dei 12 paesi a basso reddito che hanno raggiunto l'MDG 4, 10 si trovano in Africa.

Premesso che prematurità, polmonite, complicazioni durante il travaglio e il parto, diarrea, sepsi, malaria sono le cause principali della mortalità infantile, e che quasi la metà di tutti i decessi dei bambini sotto i 5 anni è in qualche modo associata a uno stato di malnutrizione, l'OMS sottolinea che per ridurre ulteriormente i decessi di neonati e bambini - a livello globale - è fondamentale dare maggiore impulso ed incrementare interventi efficaci ed economicamente convenienti in ambito di: cure per i nuovi nati e le loro madri; nutrizione dei neonati e dei bambini più piccoli; vaccini; prevenzione e gestione di polmonite, diarrea e sepsi; controllo della malaria; prevenzione e cure di HIV/AIDS. Per realizzare tali interventi, sono in particolare quattro le strategie principali promosse dall'OMS:

  1. cure domiciliari appropriate e trattamento tempestivo delle complicazioni per i nuovi nati;
  2. gestione integrata delle malattie infantili per tutti i bambini sotto i 5 anni;
  3. programmi diffusi di immunizzazione;
  4. alimentazione e nutrizione dei bambini.

Secondo il Lancet Global Health (3), la mortalità neonatale (entro 28 giorni dalla nascita) si è ridotta comunque molto più lentamente dell'atteso con il risultato che, dal 2012, essa rappresenta il 44% di tutti i decessi nei bambini sotto i 5 anni. Si rende pertanto necessario ed essenziale focalizzarsi sui decessi neonatali prevenibili proprio allo scopo di ridurre ulteriormente la mortalità in questa fascia di età, a livello globale e soprattutto in quei Paesi dove il fenomeno è più grave. "Sebbene la comunità medica e degli operatori di salute sia una componente importante delle strategie di riduzione della mortalità perinatale", prosegue il Lancet Global Health, "la chiave per raggiungere tale riduzione e, infine, l'eliminazione delle morti perinatali evitabili, sta nella continuità di cura qualitativamente alta lungo tutte le fasi della gravidanza, del travaglio, del parto e del periodo neonatale".

L'investimento nella qualità delle cure e dell'assistenza, ma anche nell'equità di accesso ai servizi, nel contrasto alle diseguaglianze, nell'empowerment dei genitori, delle famiglie e delle comunità rappresenta un insieme di elementi strategici per l'ulteriore riduzione della mortalità neonatale ed infantile; una sfida ribadita negli Obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare nell'obiettivo 3 "Godd health and well-being", il cui target 3.2 punta per il 2030 ad azzerare le morti prevenibili di neonati e bambini al di sotto dei cinque anni4 con l'obiettivo per tutti gli stati di ridurre almeno al di sotto di 12 per 1000 nati vivi la mortalità neonatale e almeno al di sotto di 25 per 1000 nati vivi la mortalità dei bambini sotto cinque anni.

Facendo riferimento al contesto italiano, l'MDG 4 è stato quasi raggiunto passando il nostro Paese dai 10 morti/1000 nati vivi del 1990, ai 6 del 2000, ai 4 del 2015.
Nella Regione europea, l'Italia condivide lo stesso risultato per il MDG 4 con Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Svizzera.
Inoltre, in Italia il tasso di mortalità infantile (nel primo anno di vita) nel 2013 è stato pari a 3,2 per 1.000 nati vivi residenti5, mentre il tasso di mortalità neonatale (entro il primo mese di vita ) nel 2013 è risultato pari ad 1,50 per mille nati vivi residenti5

Bibliografia
1. MDG 4: reduce child mortality
2. Levels and trends in Child mortality. Report 2015 (PDF: 4,1 Mb)
3. Lancet Global Health. Strategies to reduce perinatal mortality
4. Health in 2015: from MDGs to SDGs
5. Rapporto Cedap 2013

Ultimo aggiornamento:
21 dicembre 2015