Salute e clima

Dal 30 novembre all'11 dicembre scorsi i leader di 190 Paesi del mondo si sono riuniti in un vertice a Parigi (COP21) per discutere una delle questioni più pressanti ed urgenti della nostra epoca, quella del cambiamento climatico, e per arrivare, auspicabilmente, ad un nuovo accordo sul clima che possa indirizzare il mondo su un cammino di sviluppo più salutare.

Una delegazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), guidata dal direttore generale Margaret Chan, ha partecipato ai lavori del COP21, presiedendo l'8 dicembre a un evento su clima e salute dove ha espresso, da una parte la preoccupazione per la situazione globale, dall'altra l'appoggio a un nuovo accordo sul cambiamento climatico, considerato critico per la salute pubblica. "Il mondo è sconsideratamente in ritardo su un accordo" ha dichiarato la Chan. Il cambiamento climatico costa già decine di migliaia di vite ogni anno a causa di malattie, riscaldamento e clima. Così come l'inquinamento atmosferico, per la gran parte dovuto a cause sempre legate al cambiamento climatico, causa ogni anno 7 milioni di morti. "Se si prenderanno i giusti impegni, gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico produrranno un ambiente con aria più pulita, acqua più abbondante e acqua e cibo più sani, nonché sistemi di protezione sociale più efficaci e giusti", ha concluso Chan.

Al vertice di Parigi l'OMS ha portato 5 messaggi chiave corrispondenti ad altrettante questioni di rilievo legate a clima e salute.
1. Il cambiamento climatico, oggi, colpisce la salute e continuerà a farlo. Da qui al 2030 sono stimati 250.000 decessi in più ogni anno legati al cambiamento climatico. I rischi maggiori sono correlati al surriscaldamento e agli incendi, ad una maggiore condizione di malnutrizione derivante da una diminuita produzione di cibo nelle regioni povere, perdita di capacità lavorativa nelle popolazioni vulnerabili. Inoltre, si ipotizza che il cambiamento climatico aumenterà le disuguaglianze sociali tra e nelle popolazioni.
2. Proteggere la salute è possibile, e dovrebbe essere una priorità per i fondi di investimento per il clima. Contro il cambiamento climatico, la salute può essere protetta tutelando e migliorando i determinanti sociali e ambientali di salute, come l'acqua e l'igiene, assicurando accesso equo ai servizi sanitari, intervenendo sui rischi dei salute legati specificamente al clima.
3. Mitigare il cambiamento climatico può portare grandi ed immediati benefici per la salute e per l'economia. Le politiche di riduzione delle emissioni di anidride carbonica possono produrre grandi benefici di salute per le popolazioni a tutti gli stadi di sviluppo. Il beneficio ovviamente maggiore è la riduzione della mortalità annuale attribuibile all'inquinamento ambientale e dell'aria, che è tra le maggiori cause di morte a livello globale.
4. I servizi di salute sono responsabili di circa il 10% del prodotto interno lordo, il loro peso e contributo al cambiamento climatico sono in crescita. Il settore sanitario può migliorare le proprie pratiche e minimizzare allo stesso tempo le emissioni di anidride carbonica. Efficienza energetica, fonti rinnovabili e catene di approvvigionamento e consegna più "verdi" possono migliorare sia i servizi sia le emissioni.
5. Un accordo forte sui cambiamenti climatici è un accordo forte sulla salute. Un accordo comune efficace sul clima è essenziale per la tutela della salute pubblica. Un accordo simile dovrebbe rinforzare il principio di salute stabilito dall'UNFCCC (The United Nations Framework Convention on Climate Change), individuare la salute come priorità e promuovere le politiche per contrastare e mitigare i cambiamenti climatici.

Per limitare i cambiamenti climatici occorre una sostanziale riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, tuttavia i cambiamenti sono già in atto e molti di questi cambiamenti persisteranno per molti secoli ( IPCC, 2013 ). La regione del Mediterraneo è una delle aree più vulnerabili d'Europa ( EEA, 2012 ). Un recente rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente evidenzia che nei prossimi decenni la regione Europea ed in particolare la regione del Mediterraneo dovrà far fronte ad impatti dei cambiamenti climatici particolarmente negativi, sia sull'ambiente che sulla salute.

Gli esperti individuano in particolare una serie di pericoli, tra cui: l'aumento dell'impatto sulla salute delle ondate di calore, delle ondate di freddo e delle inondazioni e altre calamità naturali; l'aumento delle conseguenze legate alla malnutrizione, al cambiamento dei pattern delle malattie legate al cibo, al cambiamento della distribuzione delle malattie infettive e il potenziale rischio di insediamento in aree diverse di specie patogene tropicali e subtropicali; l'aumento dell'impatto delle malattie legate all'acqua; nonché l'aumento della frequenza delle malattie respiratorie, a causa specialmente delle maggiori concentrazioni di ozono a livello del suolo nelle aree urbane e dei cambiamenti nella distribuzione dei pollini e delle specie allergizzanti. Gli effetti possono essere particolarmente devastanti quando colpiscono gruppi di popolazioni di per sé già vulnerabili, come poveri, bambini, anziani e malati.

Dal momento che il cambiamento climatico è già in atto e le sue conseguenze non potranno essere evitate, la riduzione dei gas serra e degli altri fenomeni che sono alla base del cambiamento potranno solo limitare la velocità con cui avviene il fenomeno, mentre le misure di adattamento potranno minimizzare le possibili conseguenze negative e prevenire gli eventuali danni derivanti dai cambiamenti climatici.

Questo approccio "proattivo" richiede lo sviluppo di politiche che rispondano efficacemente agli eventi attesi, attraverso un ruolo più attivo dei cittadini informati ed un rafforzamento delle alleanze con diversi settori economici e sociali. Allo stesso tempo è necessario assicurare che i servizi esistenti siano mantenuti e rimodulati per garantire una risposta efficace. Il Piano nazionale di prevenzione per ondate di calore, del Ministero della salute, con il supporto tecnico del Ccm, rappresenta attualmente un esempio concreto di strategia di adattamento per eventi climatici estremi.

 

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Ultimo aggiornamento:
17 dicembre 2015