In bella vista - HIV/AIDS: alcuni dati dell’epidemia

Anche il 1° dicembre 2015, come ogni anno, si è celebrata la Giornata mondiale di lotta contro l'AIDS che fu istituita nel 1988 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La ricorrenza annuale è dedicata ad accrescere la conoscenza dell'epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV ed è - ogni volta - una buona occasione per fare il punto sui dati a livello internazionale e nazionale.

Dati epidemiologici nel mondo

L'AIDS e le nuove infezioni da HIV rappresentano un problema di sanità pubblica, e non solo, in vaste parti del mondo.
Alla fine del 2014, l'OMS ha stimato che:

  • sono circa 37 milioni le persone che vivono con l'HIV, di cui 2 milioni si sono contagiate nel 2014;
  • circa 2,6 milioni di bambini vivono con l'HIV;
  • circa 34 milioni di persone sono decedute dall'inizio dell'epidemia e, nel 2014, 1,2 milioni di persone sono decedute a causa di questa patologia.

È necessario operare per diffondere la cultura della prevenzione ovunque, nel mondo e, perché tutte le persone che ne necessitano, possano avere accesso alla diagnosi ed al trattamento della malattia.

L'OMS - in occasione della Giornata mondiale di lotta all'AIDS, edizione 2015 - sottolinea che la chiave per fermare globalmente l'epidemia di AIDS nell'arco di una generazione sta nell'estendere la terapia antiretrovirale a tutte le persone con HIV . Secondo l'ultimo report dell'OMS, la diffusione della terapia antiretrovirale (ART) ha determinato un sensibile calo di decessi per AIDS: dal picco epidemico del 2004, il numero di decessi è crollato del 42%, con circa 7,8 milioni di vite salvate negli ultimi 15 anni. Contestualmente gli sforzi per incrementare strategie efficaci di prevenzione hanno ridotto del 35% il numero di nuove infezioni con l'ingresso nel 21esimo secolo. A livello globale, a giugno 2015, su 37 milioni di persone che vivono con HIV sono circa 16 milioni le persone in terapia ART.

Il Millennium Development Goal legato all'inversione di rotta dell'epidemia di HIV è stato raggiunto prima della scadenza del 2015, "un incredibile risultato che testimonia il potere delle azioni nazionali e della solidarietà internazionale", ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell'OMS. In occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a settembre, i leader mondiali hanno approvato una nuova serie di 'Sustainable Development Goal', tra cui quello di interrompere l'epidemia di AIDS entro il 2030 (è la campagna targata OMS "Getting to zero: End AIDS by 2030"). Ridurre il numero delle nuove infezioni del 75% e raddoppiare il numero di persone in ART entro il 2020 sono le prime tappe per il raggiungimento dell'obiettivo.

Dati epidemiologici in Italia

Annualmente, il Centro Operativo AIDS (COA) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblica un supplemento al Notiziario dell'Istituto dedicato all'aggiornamento dei dati relativi alle nuove diagnosi di HIV e ai casi di AIDS. In sintesi i dati aggiornati al 31 dicembre 2014 sono i seguenti:

  • è stabile il numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV;
  • continua a diminuire l'incidenza delle nuove diagnosi di HIV nelle donne;
  • la maggior parte delle infezioni avviene attraverso contatti eterosessuali;
  • aumentano le diagnosi in MSM (maschi che fanno sesso con maschi) tra gli italiani;
  • rispetto al 2013 diminuisce la quota dei soggetti che si presenta in fase avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi);
  • è stabile il numero dei casi di AIDS;
  • diminuiscono i decessi in persone con AIDS;
  • la maggior parte delle nuove diagnosi di AIDS ha eseguito il test HIV pochi mesi prima della diagnosi di AIDS;
  • il 92,6% delle persone HIV positive seguite presso i centri clinici di malattie infettive è in terapia antiretrovirale.

Le nuove diagnosi di infezioni da HIV sono, nel 2014, 3.695, un'incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila residenti. Nella maggior parte dei casi le nuove diagnosi di infezioni sono attribuibili a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l'84,1% di tutte le segnalazioni (maschi che fanno sesso con maschi: 40,9%; eterosessuali maschi: 26,3%; eterosessuali femmine 16,9%). Nel 27,1% dei casi, le persone diagnosticate come HIV-positive sono straniere; tra queste, la quota maggiore di casi è costituita da eterosessuali femmine (36%), seguita dal 27% di eterosessuali maschi, mentre tra gli italiani la proporzione maggiore è quella dei maschi che fanno sesso con maschi (49%), seguita dal 26% di eterosessuali maschi. Le incidenze più alte tra stranieri sono riscontrabili nel Lazio, in Campania, Sicilia e Molise. Il 53,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350cell/μL, rispetto al 2013 comunque, questa percentuale sembra essere in diminuzione (nel 2013 questa proporzione era infatti 57,6%). Infine, il 26,4% delle persone ha eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 21,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 10% nel corso di accertamenti per un'altra patologia.

Per quanto riguarda invece i casi di AIDS (persone con diagnosi di AIDS conclamato), dal 1982 (inizio dell'epidemia) ad oggi sono stati segnalati più di 67.000 casi di AIDS, di cui circa 43.000 sono deceduti. Nel 2014 sono stati diagnosticati 858 nuovi casi di AIDS (1,4 nuovi casi per 100 mila residenti). Se sono diminuiti nel tempo i casi di infezioni fungine in presenza di diagnosi di Aids, sono invece aumentati quelli che presentano infezione virale o tumore. Diminuiscono i decessi di persone con AIDS. Sempre nel 2014, poco meno di un quarto di persone con diagnosi di AIDS ha ricevuto una terapia antiretrovirale prima della stessa diagnosi: la bassa quota di persone in terapia è dovuta al fatto che cresce invece la quota di persone che sono inconsapevoli della propria sieropositività. Tra il 2006 e il 2014, infatti, la percentuale delle persone che arrivano allo stadio di AIDS conclamato, ignorando la propria sieropositività, è aumentata dal 20,5% al 71,%.

Azioni del Ministero della Salute

Tanto è stato fatto nel nostro Paese per curare l'AIDS e molto rimane da fare per controllare ed eliminare questa malattia. Ma la cura dell'AIDS e delle infezioni da HIV non si limita ai meri aspetti diagnostici, clinici e terapeutici, richiede altrettanta attenzione per l'implementazione di misure preventive e degli strumenti che favoriscano l'accessibilità ai test e ai farmaci, per assicurare un'adeguata assistenza socio-sanitaria e per garantire la difesa dei diritti dei soggetti HIV+ e dei pazienti con AIDS contro ogni discriminazione o disuguaglianza.

Ovviamente, tutti gli sforzi fatti in questa direzione nel nostro Paese possono essere amplificati da un nostro impegno a confrontarsi con altri Paesi, in particolare, supportando, in questo ambito, quelli a risorse limitate.


Per saperne di più:

Gli ultimi aggiornamenti su Epicentro

L'AIDS sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità

La Giornata mondiale dell'AIDS sul sito del Ministero della salute

La Giornata mondiale dell'AIDS 2015 sul sito dei CDC



Ultimo aggiornamento:
17 dicembre 2015