Alimentazione e buona salute

Il Global Burden of Disease Study (1) ha stimato per l'Italia - nel 2010 - un carico di malattia di circa 14.318.000 DALY, cioè anni di vita persi o per morte o per disabilità precoci, causati da (o strettamente connessi a) malattie non trasmissibili. Il 41,8% di questi anni è attribuibile a fattori di rischio modificabili attraverso miglioramenti della dieta (relativi a ipertensione, iperglicemia, ipercolesterolemia, elevato BMI oltre alla dieta stessa). L'alimentazione scorretta pertanto è una delle principali cause di malattie e morte precoce in Italia.

Di alimentazione e salute si è parlato anche a fine ottobre all'ultimo congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) dove si è voluto esaminare il contributo dell'epidemiologia allo studio della relazione fra alimentazione e salute, con uno sguardo anche al modo in cui le strategie di prevenzione possono inglobare e recepire le evidenze della ricerca.

L'appuntamento congressuale dell'AIE è stato anche occasione per analizzare da vicino la situazione italiana sia in termini di abitudini alimentari a livello di popolazione, sia di strategie e interventi di promozione per una dieta corretta e di prevenzione rispetto alle malattie non trasmissibili, sia infine di sistemi di sorveglianza dei comportamenti alimentari. In particolare, sono tre i progetti presentati che fotografano la situazione italiana in ambito di alimentazione e salute.

Gli interventi per la promozione
di un'alimentazione corretta in Italia: il progetto PRO.SA

PRO.SA è una banca dati di interventi di prevenzione condotti dalla Aziende sanitarie, elaborata dal DoRS Piemonte in collaborazione con il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e un gruppo di lavoro nazionale. Dal 2007, PRO.SA si è resa disponibile sperimentalmente per le 17 Regioni che hanno partecipato al Progetto del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm); dal 2012 è disponibile in versione definitiva e attualmente sono tre le Regioni partecipanti: Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia.

Attraverso l'analisi dei dati PRO.SA - applicando il filtro "alimentazione-attività fisica" - si sono selezionati e analizzati i programmi offerti dai servizi sanitari regionali il cui obiettivo fosse la promozione di una dieta corretta in popolazioni non selezionate nel biennio 2013-14. I programmi inclusi nell'analisi sono stati 87 di cui 23 sicuramente condotti nel 2013-14; il 91% ha riguardato programmi per la scuola, in particolare la secondaria di primo livello. La proporzione di interventi basati su evidenze è molto bassa, mentre l'11% dei programmi ha citato documenti scientifici solo generici, anche se di pertinenza. Il 15% dei programmi ha descritto la modalità di valutazione del programma sebbene solo l'1% abbia proposto un disegno di studio con controlli. Infine, la popolazione raggiunta effettivamente dai programmi è in una percentuale molto bassa, raggiungendo appena il 4% in quella scolastica.

La conclusione generale cui giunge l'analisi è che in Italia non esiste una rilevazione sistematica degli interventi preventivi da parte delle aziende sanitarie. Gli interventi sono mirati per lo più a raggiungere la sola popolazione scolastica, sono scarsamente evidence based e coprono una fetta molto ridotta di popolazione. Pertanto, in Italia, secondo il progetto PRO.SA la prevenzione delle malattie non trasmissibili associate alla dieta è insufficiente sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, rendendo assolutamente necessario mettere a regime un sistema di rilevazione sistematico degli interventi delle amministrazioni regionali sanitarie (2).

I comportamenti alimentari dei bambini della scuola primaria:
il sistema di sorveglianza nazionale "OKkio alla salute"

OKkio alla Salute è un sistema di sorveglianza nazionale sullo stato ponderale e i comportamenti a rischio nei bambini della scuola primaria, promosso e finanziato dal Ministero della Salute/Ccm e coordinato dall'ISS in collaborazione con le Regioni. Nel 2014 si è svolta la quarta raccolta dati: hanno partecipato alla rilevazione 2.672 scuole primarie, 48.426 bambini e 50.638 genitori. Le principali misure di esito sono state: consumo di prima colazione, merenda a metà mattina, frutta e/o verdura, bevande zuccherate e/o gassate; presenza di iniziative scolastiche di promozione di sane abitudini alimentari.

Alcuni dei risultati: l'8% dei bambini non fa la colazione, il 31% la fa ma non è adeguata; il 52% assume alimenti a elevato contenuto calorico per merenda; il 25% consuma frutta e/o verdura meno di una volta al giorno; il 41% consuma quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate. Esiste una forte variabilità regionale, con una percentuale più alta di abitudini scorrette al Sud e tra i figli di genitori con basso livello di istruzione. Tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, solo il 29% ritiene che il proprio figlio assuma una quantità di cibo eccessiva e tale percentuale è più bassa al Sud (Sud: 26%; Centro: 32%; Nord: 30%).
A livello di iniziative scolastiche, il 74% include l'educazione nutrizionale nel piano formativo, il 66% ha realizzato iniziative di promozione di buone abitudine alimentari, il 55% ha attivato una distribuzione diretta di alimenti sani; il 35% delle scuole ha coinvolto attivamente i genitori nelle iniziative svolte.

I dati del sistema di sorveglianza OKkio alla salute confermano che comportamenti alimentari non salutari nei bambini in Italia sono ancora molto diffusi e non omogeneamente distribuiti sul territorio nazionale. Si conferma, inoltre, una percezione non accurata dei genitori circa la quantità di cibo assunta dai propri figli e forti diseguaglianze socioeconomiche in termini di comportamenti alimentari. Esiste, quindi, la possibilità di ampi margini di miglioramento attraverso l'intensificarsi di interventi di promozione della dieta corretta soprattutto a livello di comunità: istituzioni, scuola e famiglia insieme (3).

Comportamenti alimentari degli italiani: risultati dell'osservatorio
epidemiologico cardiovascolare/Health Examitaion Survey

L'indagine, condotta tra il 2008 e il 2012, vuole descrivere i comportamenti alimentari della popolazione adulta nell'ambito dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey. Si è svolta in 20 Regioni su campioni casuali di popolazione generale residente, stratificati per età e sesso e arruolati in 23 comuni. Si sono esaminate 220 persone ogni 1,5 milioni di abitanti. Hanno partecipato 9111 persone tra i 25 e i 79 anni di età, con un tasso di partecipazione del 53%. I risultati presentati si basano sui dati di 8462 partecipanti.

Le principali misure di outcome sono stati stili di vita, fattori di rischio e condizioni a rischio. La modalità di raccolta è stato il questionario EPIC dove si registrano frequenza di consumo degli alimenti, porzioni e modalità di consumo; presentazione degli alimenti e nutrienti per macroaree; consumo d sodio e potassio attraverso anche l'escrezione delle urine delle 24 h; i dati inoltre sono confrontati con i modello mediterraneo descritto per l'indagine alimentare condotta negli Sessanta a Nicotera, in Calabria.

Nonostante l'alimentazione sana, con l'attività fisica e l'astensione dal fumo, costituisca requisito essenziale per il mantenimento della buona salute, i risultati della survey mostrano che solo una minoranza di popolazione segue comportamenti alimentari salutari: il 30% consuma quantità adeguate di frutta e verdura e pesce; solo il 14% degli uomini e il 15% delle donne consuma dolci secondo le raccomandazioni. Il consumo calorico dovuto ai grassi saturi e agli zuccheri è molto alto. Rispetto al modello mediterraneo degli anni Sessanta cereali, patate e legumi si consumano in forma ridotta della metà, e il consumo di carne, formaggi, latte e dolci è raddoppiato.

Dati questi risultati e da alcuni numeri allarmanti (il 30-40% della popolazione non fa attività fisica, il 50% soffre di ipertensione per gli uomini e 37% per le donne, il 35% di ipercolesterolemia e l' 11% di diabete per gli uomini e 7% per le donne), è assolutamente urgente e prioritario mettere in atto interventi ed azioni di comunità finalizzati al miglioramento dell'alimentazione nella popolazione italiana. Inoltre va promossa efficacemente la cultura di una dieta mediterranea moderna, varia e bilanciata che raccomanda porzioni scarse di cibo, riduzione di grassi saturi, riduzione del consumo di sale, di olio di oliva e di vino per il loro elevato valore energetico (4).

Bibliografia

1. Global Burden of Disease.

2. Faggiano F, Molinar R, Coppo A. Gli interventi per la promozione di un'alimentazione corretta in Italia Interventions for healthy diet promotion in Italy (Progetto PRO.SA). Epidemiol Prev 2015; 39: 367-72.

3. Nardone P, Lauria L, Buoncristiano M, et al. Gruppo OKkio alla SALUTE 2008/9-20143. I comportamenti alimentari dei bambini della scuola primaria in Italia fotografati dal sistema di sorveglianza nazionale OKkio alla salute. Epidemiol Prev 2015; 39: 380-85.

4. Giampaoli S, Krogh V, Grioni S, et al. Gruppo di ricerca dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey. Comportamenti alimentari degli italiani: risultati dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey. Epidemiol Prev 2015; 39: 373-9.

Per approfondire

Il sito dell'AIE
Progetto nazionale PRO.SA
L'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare

Ultimo aggiornamento:
30 novembre 2015