Agire per una vita in salute

Per ridurre il rischio delle malattie croniche non trasmissibili correlate a stili di vita non salutari è necessario un approccio "intersettoriale" e trasversale ai fattori di rischio al fine di agire su comportamenti individuali non salutari (alimentazione scorretta, sedentarietà, tabagismo, abuso/uso scorretto di alcol) e creare condizioni ambientali atte a favorire l'adozione di uno stile di vita sano. In questa ottica è particolarmente importante agire su comportamenti non salutari che si instaurano spesso già durante l'infanzia o durante l'adolescenza, quali l'inattività fisica e l'alimentazione scorretta.

È del 2009, ma tuttora attuale, il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) "Interventions on diet and physical activity: what works" (e conosciuto più sinteticamente come "What works"). A partire da una indagine basata su 395 pubblicazioni scientifiche selezionate tra 1.700 studi esaminati (937 sull'alimentazione e 776 sull'attività fisica), gli autori del rapporto cercano di rispondere alle domande su quali siano i principali interventi dimostratisi efficaci nella promozione dell'attività fisica e di una corretta alimentazione e quali le azioni più valide nel ridurre il rischio delle malattie croniche correlate agli stili di vita. La pubblicazione dell'OMS è nata sotto il cappello strategico della Global Styrategy on Diet, Physical Activity and Health (Dpas) adottata nel 2004 dall'Assemblea mondiale della sanità che ne fa proprie le linee guida e il mandato: combattere inattività fisica e cattiva alimentazione (principali cause di gran parte delle malattie non trasmissibili che affliggono la popolazione) e seguire obiettivi e strategie comuni.

A distanza di anni, "What works" dell'OMS rimane un documento attuale e di rilevanza strategica nel campo della promozione della salute ed è per questo che il progetto Ccm "Una Rete di Azioni per rendere operativa la Carta di Toronto" (detto Azioni per la Carta di Toronto) nell'ambito del Programma Azioni, ha curato la traduzione italiana del report di sintesi (SummaryReport) che è stata ospitata dalla collana regionale dell'Emilia Romagna "Contributi. Prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro" con il titolo fedele di: "Interventi per alimentazione e attività fisica: cosa funziona. Relazione riassuntiva".

Il Summary Report di "What works" è suddiviso in due parti: una descrive il processo di revisione della letteratura seguito dagli autori per individuare gli interventi di provata efficacia; l'altra mostra i risultati della revisione riportando gli interventi che funzionano raggruppati per setting (ambientazione dell'intervento). A ciascun setting sono associate due pagine: la prima - dopo alcune citazioni del Dpas - offre una visione d'insieme della sfera d'ambito trattata e finisce con il compendio delle evidenze emerse dalla revisione degli interventi che vengono classificati in "efficaci" e "moderatamente efficaci". La seconda pagina presenta uno o due interventi esemplari e termina con una sinossi degli outcome psicosociali, comportamentali, fisici e clinici degli interventi analizzati e con un riepilogo finale.

Sinteticamente, le conclusioni cui giunge il rapporto dell'OMS sono che:

  1. gli interventi multi-componente, adattati al contesto locale, sono i più efficaci;
  2. gli interventi che hanno utilizzato risorse sociali esistenti di una comunità, come le scuole o gli incontri settimanali delle persone anziane, si sono realizzati con minori difficoltà;
  3. gli interventi più efficaci hanno visto e previsto il coinvolgimento dei destinatari nelle fasi di progettazione e realizzazione.

Fonti:

 

Ultimo aggiornamento:
17 novembre 2015