In bella vista: per il diabete, contro il diabete

Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete. Istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Italia la Giornata viene organizzata, dal 2002, da "Diabete Italia" per sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sul diabete e sulla sua prevenzione e gestione.
Il 13 novembre, alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete, si svolgono a Roma gli Stati Generali del Diabete, un incontro a largo raggio con una importante presenza politica durante il quale viene illustrata la situazione della patologia diabetica in Italia. Sono previste, inoltre, una sessione su diabete e stili di vita e una su diabete e scuola.

Il diabete mellito è una patologia cronica a larghissima diffusione a livello mondiale, la cui prevalenza è destinata ad aumentare nel prossimo futuro con il progressivo invecchiamento della popolazione e la sempre maggiore occorrenza delle condizioni di rischio che ne precedono l'insorgenza. Organizzazione e qualità dell'assistenza nonché gestione territoriale del diabete rimangono condizioni fondamentali per un migliore controllo della malattia diabetica e, quindi, per una reale prevenzione e un miglioramento della qualità di vita delle persone con diabete, come sottolinea in un'intervista video Marina Maggini dell'Istituto Superiore di Sanità alla guida del Work Package 7 della Joint Action europea Addressing Chronic Diseases and Promoting Healthy Ageing Across the Life Cycle (JA-CHRODIS).

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I numeri

A livello mondiale, la prevalenza di diabete mellito è in progressivo aumento, attestandosi, nel 2014, al 9% della popolazione adulta (dati OMS). La popolazione maschile con diabete ha una mortalità 1,9 volte superiore rispetto a quella non diabetica, mentre quella femminile si attesta su una mortalità 2,6 volte superiore rispetto alle donne che non hanno il diabete. Si prevede, inoltre, che nei prossimi anni i decessi per diabete aumenteranno di più del 50%, divenendo la settima causa di morte nel 2030. 52 milioni di persone convivono con il diabete nell'area della Regione europea dell'OMS e la prevalenza della malattia risulta in crescita in tutta la Regione, arrivando, in alcuni Stati, a tassi del 10-14%. A livello nazionale la prevalenza complessiva del diabete noto è pari al 5,5% (dati ISTAT 2014), coinvolgendo, pertanto, più di 3 milioni di persone e mostrando un trend crescente negli ultimi 10 anni. Secondo i dati dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare (Health Examination Survey 2008-2012), inoltre, nella popolazione di età compresa tra 35 e 69 anni circa il 3% (2% delle donne e 4% degli uomini) ha il diabete ma non lo sa. La prevalenza della malattia aumenta col crescere dell'età fino a un valore di circa il 20% nelle persone di età uguale o superiore a 75 anni. Il dato geografico, invece, mostra una prevalenza mediamente più bassa nelle Regioni del Nord (4,7%) rispetto a quelle del Centro (5,5%), del Sud (6,6%) e delle Isole (6,0%). Un'analisi più recente della serie storica 2008-2014 mostra una sostanziale stabilità della prevalenza in funzione del grado di istruzione, mentre si riducono le differenze in funzione delle difficoltà economiche percepite.
Il diabete è particolarmente diffuso tra i gruppi socialmente sfavoriti, perché la sua insorgenza è collegata anche a fattori socioeconomici e psicosociali e alle condizioni di vita e di lavoro. Gli stili di vita non salutari, infatti, fattori di rischio importanti per l'insorgere del diabete, sono prevalenti in categorie socioeconomiche svantaggiate.

Bambini e adolescenti
Anche i dati sulla diffusione di sovrappeso e obesità tra i più giovani vanno attentamente considerati, in quanto è dimostrato che un bambino obeso ha maggiori probabilità rispetto ad un normopeso di essere in eccesso ponderale anche da adulto, con il conseguente maggiore rischio di sviluppare patologie correlate a tale condizione, diabete in particolare. Secondo lo studio OKkio alla salute , sistema di sorveglianza nazionale sullo stato ponderale e i comportamenti a rischio nei bambini della scuola primaria promosso e finanziato dal Ccm e coordinato dall'ISS/CNESPS, in Italia, nel 2014, la prevalenza di bambini in sovrappeso è risultata pari al 20,9%, mentre i bambini obesi rappresentano il 9,8%, compresi i bambini severamente obesi che da soli rappresentano il 2,2%. Si registrano prevalenze più alte nelle Regioni del Sud e del Centro.
I dati 2014 dello studio HBSC Italia , promosso anch'esso dal Ccm e finalizzato alla rilevazione dei comportamenti e degli stili di vita degli adolescenti di 11, 13 e 15 anni (studenti delle Scuole primarie di II grado e Scuole secondarie), mostrano, in generale, rispetto alla precedente rilevazione del 2010, una diminuzione della percentuale di ragazzi in sovrappeso in tutte le fasce di età.

Ospedalizzazioni
Nelle persone con diabete, le ospedalizzazioni per complicanze acute (chetoacidosi, iperosmolarità e coma) sono un forte indicatore di inadeguatezza della risposta assistenziale territoriale e, in quanto tali, sarebbero in larga parte evitabili tramite il miglioramento dell'assistenza alle persone con diabete e un'attività di formazione sia degli operatori sia dei pazienti. È nota, infatti, l'efficacia di interventi educativi strutturati e di counselling sul miglioramento del controllo glicemico. I dati ISTAT, peraltro, mostrano che nel periodo 2001-2012, si è osservato un trend in diminuzione dei ricoveri per complicanze acute, con una riduzione complessiva pari al 53,2%. Relativamente alle ospedalizzazioni per amputazioni agli arti inferiori in persone con diabete, invece, nel decennio 2003-2012, il tasso standardizzato di dimissione per amputazione è rimasto sostanzialmente stabile con un valore medio pari a 18,2 (per 100.000). L'analisi per livello di amputazione ha mostrato, comunque, una lieve riduzione degli interventi di amputazione maggiore (6,2 vs 5,0 per 100.000) e un trend in crescita degli interventi di amputazione minore (11,1 vs 12,7 per 100.000).

I farmaci

Nel 2013 il consumo di farmaci per il diabete ha registrato un incremento dello 0,7% rispetto al 2012 (dati Rapporto OsMed - L'uso dei farmaci in Italia, Agenzia Italiana del Farmaco). Mentre si riduce il consumo degli altri ipoglicemizzanti orali (-7,0%), aumenta in maniera significativa quello dei farmaci incretino-mimetici, da soli o in associazione (+30,6%). La spesa per i farmaci antidiabetici è stata di 813,7 milioni di euro. Insuline e analoghi sono i primi farmaci per spesa (424,1 milioni di euro), seguiti dagli altri ipoglicemizzanti orali (118,9 milioni di euro), dai farmaci incretino-mimetici da soli o in associazione (114,30 milioni di euro), dalla metformina (78,2 milioni di euro). L'analisi della variabilità regionale evidenzia che nelle Regioni del Nord si prescrive un numero inferiore di farmaci antidiabetici rispetto alle Regioni del Sud.

Le azioni

A partire dalla Legge 115 del 16 marzo 1987 recante "Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito", si sono via via sviluppate negli anni diverse e mirate azioni finalizzate a contrastare la patologia diabetica.
Tali azioni devono necessariamente partire dalla prevenzione primaria, che altro non significa se non prevenire sovrappeso e obesità. Questo obiettivo necessita di uno specifico impegno di tutte le istituzioni e non solo del sistema sanitario per attuare interventi finalizzati a un cambiamento socio-culturale e alla correzione di stili di vita e comportamenti individuali relativi ad alimentazione e attività fisica.
Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP), sin dal 2005, ha individuato proprio obesità e diabete tra i problemi di salute prioritari per il Paese. Il PNP 2014-2018 , peraltro, sottolinea e affronta il problema del diabete nel contesto più generale della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, mirando non solo alla prevenzione primaria ma anche alla diagnosi precoce e alla conseguente presa in carico dei soggetti a rischio o già malati.
Sulla scia di quanto già proposto dal PNP, il Programma nazionale Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari propone una strategia globale per contrastare i quattro principali fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili (fumo, abuso di alcol, dieta scorretta e inattività fisica) attraverso una serie di alleanze con il mondo della scuola, dell'agricoltura, dei trasporti, dell'urbanizzazione e dello sport, al fine di migliorare la salute dei cittadini. In quest'ottica, il Ministero è attivamente impegnato con azioni efficaci per la promozione di stili di vita salutari e la prevenzione delle malattie non trasmissibili.
Altra area di grande importanza per il diabete è la prevenzione dell'evoluzione e delle complicanze della malattia. A questo proposito, nel 2006, su mandato del CCM, il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto Superiore di Sanità ha avviato il Progetto IGEA che, negli anni successivi, ha sviluppato gli strumenti utili all'implementazione della Gestione Integrata del diabete, realizzando iniziative e interventi orientati a favorire il miglioramento dell'assistenza alle persone con diabete e la prevenzione delle complicanze della patologia. In particolare, IGEA ha definito le modalità organizzative per la Gestione Integrata del diabete mellito, le raccomandazioni per migliorare la qualità della cura e per prevenire le complicanze del diabete e gli indicatori essenziali per il monitoraggio del processo e dell'esito della cura.
Va, inoltre, ricordato che, allo scopo di migliorare le attività di prevenzione, cura e riabilitazione del diabete, il 6 dicembre 2012 è stato approvato in Conferenza Stato-Regioni il Piano sulla malattia diabetica (PDF: 1,3 Mb), che mira a definire alcuni obiettivi strategici per migliorare le attività di prevenzione, cura e riabilitazione del diabete e favorire percorsi che garantiscano al paziente uniformità di risposte e continuità di tutela.
L'Italia è, infine, partner di diverse azioni comuni promosse a livello europeo negli ultimi anni, tra cui, come già ricordato, l'Azione comune per la lotta alle malattie croniche e la promozione dell'invecchiamento sano per tutto il ciclo di vita (JA-CHRODIS) che, con 63 partner, è la più grande azione comune co-finanziata nell'ambito del Programma salute pubblica dell'UE fino ad oggi.

 

Per saperne di più


La newsletter di CHRODIS sulla Giornata mondiale del diabete (PDF: 510 Kb)

JA-CHRODIS sul portale del Ccm

Ultimo aggiornamento:
13 novembre 2015