Adolescenti: nuovi standard per la salute

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme al Programma delle Nazioni Unite per l'AIDS/HIV (UNAIDS), ha recentemente sviluppato e pubblicato i " Global standards for quality health-care services for adolescents ". Scopo della pubblicazione è aiutare decisori e programmatori di servizi sanitari a migliorare la qualità dei servizi per la salute in modo che gli adolescenti trovino più semplice ottenere prestazioni e servizi sanitari utili alla promozione, protezione e miglioramento della loro salute e del loro benessere.

A livello globale, numerosi dati ed evidenze mostrano come i servizi dedicati agli adolescenti siano molto frammentati, non efficientemente coordinati e qualitativamente carenti. Molti adolescenti che soffrono di disturbi mentali, abuso di sostanze, malnutrizione, ferite auto inferte e malattie croniche spesso non hanno accesso ai servizi di prevenzione e di cura. Nel frattempo, però, molti dei comportamenti che hanno un impatto per tutta la vita su di un essere umano hanno inizio proprio nell'adolescenza.

I "Global standards" raccomandano di realizzare servizi "adolescent friendly", in grado quindi di fornire consulenze gratuite o a basso costo e rendendo disponibili informazioni accurate dal punto di vista medico e appropriate all'età. Inoltre, molto importante è la possibilità per un adolescente di accedere al servizio od ottenere la prestazione senza necessariamente dover ricorrere al consenso del genitore o dell'adulto, garantendo la confidenzialità della consulenza e la certezza di un'esperienza non discriminatoria. "Se vogliamo mantenere in salute gli adolescenti, dobbiamo trattarli con rispetto," dichiara il dott. Costello, Direttore del dipartimento per la salute materna, dei bambini e degli adolescenti presso l'OMS, che ricorda inoltre come "gli adolescenti siano particolarmente vulnerabili su alcune questioni di salute. Le prime tre cause di morte tra gli adolescenti sono incidenti stradali, patologie HIV-correlate e suicidio".

I "Global standards" dell'OMS/UNAIDS si fondano da una parte sul percorso e la ricerca messi in atto da 25 Paesi di bassa o media ricchezza per adottare e applicare standard nazionali di miglioramento dei servizi sanitari rivolti agli adolescenti, dall'altra sul feedback degli stessi sistemi sanitari e di più di 1000 adolescenti in tutto il mondo. La raccomandazione alla base dei "Global standards" è che gli adolescenti devono essere pienamente coinvolti nelle azioni di programmazione, monitoraggio e nel fornire feedback sui servizi sanitari a loro rivolti, così come nelle decisioni che riguardano la loro salute.

Data la priorità della sorveglianza nel campo della salute delle popolazioni nell'età dello sviluppo, proprio in quanto molti comportamenti nell'età adulta cominciano a strutturarsi in questa età, anche secondo il Ccm è necessario definire interventi, programmi e politiche efficaci per promuovere fin dall'adolescenza comportamenti positivi per la salute. Ed è per rispondere a tale esigenza che lo stesso Ccm sostiene dal 2010 la realizzazione dello studio internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare), cui l'Italia partecipa dal 2001. Tale studio , attivato dal 1982 dall'Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS, coinvolge ogni 4 anni, nei 44 paesi aderenti, un campione di studenti di 11, 13 e 15 anni al fine di investigare e monitorare la condizione preadolescenziale dei giovani europei. "Lo sviluppo di sistemi di sorveglianza con rappresentatività nazionale e territoriale è alla base delle strategie italiane in materia di prevenzione e promozione della salute, - afferma Daniela Galeone, coordinatrice per il Ministero della Salute del programma nazionale 'Guadagnare salute' - attraverso il quale l'Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita in tutte le età, anche attraverso lo sviluppo dei Piani nazionali della Prevenzione. La collaborazione tra 'scuola' e 'salute' è un elemento centrale della strategia in quanto non solo ha reso possibile la raccolta delle informazioni sui bambini e gli adolescenti, ma contribuisce a supportare interventi finalizzati a stimolare comportamenti salutari a partire dall'infanzia e coinvolgendo le famiglie e l'intera comunità scolastica".

Ultimo aggiornamento:
26 ottobre 2015