Il GBD study 2013

Il Lancet pubblica la classifica aggiornata del Global Burden of Disease Study (GBD) dei fattori di rischio responsabili del maggior numero di decessi e di disabilità su scala globale, regionale e nazionale. In termini di anni di vita persi o vissuti in condizioni di disabilità (Disability Adjusted Life Years, DALYs) l’ipertensione arteriosa e il tabacco mantengono rispettivamente il primo e il secondo posto del 2010, mentre l’alto indice di massa corporea sale al terzo posto. Al quarto e al quinto posto si classificano rispettivamente la malnutrizione infantile e l’elevata glicemia a digiuno. A seguire, nell'ordine: l'alcol, l'inquinamento dell'aria domestica, l'acqua non potabile, il sesso non protetto e lo scarso consumo di frutta nell'alimentazione.

La classifica è stata stilata misurando il “peso” sulla salute di 79 fattori di rischio e gruppi di fattori rischio comportamentali, ambientali, occupazionali e metabolici, in 188 Paesi dal 1990 al 2013. Rispetto alla precedente edizione del 2010 lo studio ha preso in esame sei nuovi fattori di rischio: la pratica del lavaggio delle mani, l’esposizione al tricloroetilene, il sesso non protetto, il sottopeso durante l’infanzia, l'arresto della crescita e il basso tasso di filtrazione glomerulare.

Le stime relative al 2013 indicano che l’insieme dei fattori di rischio esaminati ha contribuito complessivamente al 57% delle morti nel mondo, con 31 milioni decessi a fronte dei 25 milioni del 1990, e al 41%dei DALYs su scala globale con quasi 1 miliardo di DALYs. Il gruppo di fattori di rischio legati alla dieta ha contribuito a 11,3 milioni di decessi e 241,4 milioni di DALYs, a seguire la pressione sistolica alta con 10,4 milioni di decessi e 208,1 milioni di DALYs (il 15% in più rispetto al 2010), la malnutrizione materna e infantile con 1,7 milioni di decessi e 176,9 milioni di DALYs, il fumo di tabacco con 6,1 milioni di morti e 143,5 milioni di DALYs, l'inquinamento atmosferico con 5,5 milioni di decessi e 141,5 milioni DALYs, l'alto indice di massa corporea con 4,4 milioni di decessi e 134 milioni di DALYs.

Il GBD 2013 ha inoltre fotografato in quale misura il peso dei diversi fattori di rischio sulla salute cambia su scala geografica da una regione a un’altra e anche a seconda del genere. Nel Medio Oriente e nell’America Latina il principale fattore di rischio associato a perdita di salute è l’elevato indice di massa corporea. Nell’Asia meridionale e sudorientale è l’inquinamento dell’aria domestica e in India anche l’acqua non potabile e la malnutrizione infantile. Nell’Africa sub-sahariana a differenza delle altre regioni domina una combinazione unica di fattori di rischio per gli alti livelli di malnutrizione, acqua non potabile e mancanza di servizi igienico-sanitari, sesso non protetto e alcol. Sia per le donne sia per gli uomini, il sesso non protetto è il principale fattore di rischio nella regione che va dal Kenya al Sud Africa. Mentre il tabacco ha un forte impatto in diversi Paesi ad alto reddito, a partire dalla Gran Bretagna dove occupa il primo posto della top ten. Per gli uomini, l'ipertensione arteriosa o il tabacco sono i principali fattori di rischio in quasi tutti i Paesi ad alto reddito, nel nord Africa e Medio Oriente, in Europa e Asia.

Lo studio eseguito da un consorzio internazionale ha visto la partecipazione anche del nostro Paese. I dieci principali fattori di rischio che nel 2013 hanno maggiormente inciso sulla salute degli italiani in termini di anni di vita persa o disabilità sono risultati nell’ordine: pressione arteriosa alta, indice di massa corporea sopra la norma, tabacco, iperglicemia, disfunzioni renali (cioè basso tasso di filtrazione glomerulare), colesterolo alto, una dieta troppo ricca di sodio, alcol, sedentarietà e osteoporosi. La classifica evidenzia che a differenza degli altri Paesi sviluppati sulla salute degli italiani incide maggiormente la funzione renale ridotta e la scarsa densità minerale ossea; assente invece lo scarso consumo di frutta.

Il valore dello studio GBD è di analizzare a fondo vari fattori di rischio e fornire quindi informazioni basilari sulle quali sviluppare strategie chiare ed efficaci per migliorare le condizioni di salute della popolazione a livello globale, regionale e nazionale e per rafforzare le strategie di prevenzione. Gli autori commentato che metà delle morti nel mondo e più di un terzo del DALYs globale sono correlabili alle esposizioni a fattori di rischio comportamentali, ambientali e occupazionali. Tra i principali fattori di rischio su scala globale prende posto l’indice di massa corporea che è aumentato negli ultimi 23 anni. "Considerato che i fattori di rischio comportamentali hanno un forte peso, concludono gli autori sul Lancet, dovrebbe essere rafforzata la ricerca in scienze sociali e comportamentali. Molte opzioni di politiche di prevenzione nel contesto delle cure primarie sono già disponibili per agire sui fattori di rischio chiave".  


Bibliografia

Forouzanfar M, Murray C, Vos T, et al. GBD 2013 Risk Factors Collaborators. Global, regional, and national comparative risk assessment of 79 behavioral, environmental and occupational and metabolic risks or clusters of risks in 188 countries, 1990-2013: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2013. The Lancet 2015, Published Online: 10 September 2015

Ultimo aggiornamento:
28 settembre 2015