Un malato, una cura

Negli Stati Uniti il dibattito sul contributo della medicina clinica rispetto a morbilità e mortalità a livello di popolazione e al benessere e all’aspettativa di vita delle persone meno avvantaggiate si è riacceso con le dichiarazioni di Francis Collins, Direttore dei National Institutes of Health (NIH), e Harold Varmus, Direttore del National Cancer Institute, sostenitori dell’attuale sfida della medicina personalizzata o di precisione. Rispondendo alle parole di Barak Obama, che si era espresso annunciando l’intenzione della sua amministrazione di finanziare una nuova grande iniziativa per accelerare il progresso verso una nuova era della medicina di precisione, Collins e Varmus affermano “ciò di cui si ha bisogno adesso è un ampio programma di ricerca per costruire la base di evidenze necessaria a guidare la pratica clinica” (1).

L’entusiasmo intorno al tema deriva dalla convinzione che la medicina di precisione contribuirà largamente alla pratica clinica e quindi al progresso della salute pubblica. Ma, sempre negli Stati Uniti, c’è chi smorza tale entusiasmo definendolo prematuro.1 Come commentano sul New EnglandJournal of Medicine, Ronald Bayer e Sandro Galea, le riserve riguardano il fatto che l’agenda, fitta e in crescita, della medicina di precisione non sembra interessarsi per ora a temi di salute pubblica di grande importanza, come l’esperienza di malattia e l’aspettativa di vita (gli Stati Uniti, rispetto a paesi ad essi paragonabili, risultano agli ultimi posti relativamente a questi due aspetti) o il gradiente sociale (legame reddito-salute) che caratterizza chi si ammala e chi muore. La medicina di precisione ha il grande limite di focalizzarsi sul rilevamento e la cura della malattia a livello individuale.

Pertanto, il “ciò di cui si ha bisogno” di Collins e Varmus viene ampiamente messo in discussione dallo scetticismo verso un atteggiamento totalmente a favore della medicina personalizzata. Scetticismo che riguarda sia la lettura dell’evidenza relativa ai determinanti sociali di salute pubblica, sia il riconoscimento di cosa quell’evidenza significhi in termini di priorità che dovrebbero guidare gli investimenti necessari al miglioramento della salute pubblica e alla riduzione delle disuguaglianze di salute. E proprio salute pubblica e disuguaglianze di salute sono, per istituzioni come i Centers for Disease Control and Prevention o la stessa commissione sui determinanti sociali di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, due obiettivi principali dell’Healthy People 2010 and 2020 plans (2).

Vi è attualmente un largo consenso sul fatto che le differenze di salute tra i gruppi e all’interno dei gruppi sociali non hanno tanto a che fare con le cure cliniche bensì con i fattori socio-strutturali che modellano le nostre vite. Nonostante ciò gli Stati Uniti sembrano ancora lontani dal riconoscere che la salute collettiva dipende da fattori che vanno ben al di là della clinica e della genetica. Ed è molto significativo che, nel 2014, in termini fiscali, le aree della ricerca che contemplavano le parole “gene”, “genoma”, “genetica” hanno beneficiato del 50% in più di sostegno finanziario rispetto a quelle che includevano il termine “prevenzione”. Le conseguenze sono numerose e misurabili: solo per outcome di nascita, malattie cardiache, incidenti stradali, malattie sessualmente trasmissibili e patologie croniche del polmone, gli americani stanno peggio di popolazioni a reddito elevato di altri Paesi, condizione questa che influenza evidentemente l’aspettativa di vita e il benessere.

Senza minimizzare i vantaggi per la clinica che potrebbero derivare dalle promesse della medicina di precisione, rimane la preoccupazione che un eccessivo e sempre maggiore focus sulla medicina personalizzata distragga dall’obiettivo fondamentale di creare e avere una popolazione più sana, maggiormente in salute. 

Per saperne di più

1. Collins FS, Varmus H. A New Initiative on Precision Medicine. N Engl J Med 2015; 372: 793-5.

1. Bayer R, Galea S. Public Health in the Precision-Medicine Era. N Engl J Med 2015; 373: 499-501.

3. CDCs. Healthy People 2020

Ultimo aggiornamento:
28 settembre 2015