Pneumococco in calo

Le infezioni invasive da Streptococcus pneumonia possono essere prevenute mediante vaccinazione. In Italia sono disponibili diversi vaccini tra cui i glicoconiugati che sono più immunogeni e vengono raccomandati dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Nel 2006 è stato introdotto il glicoconiugato 7-valente (PCV7) che dal 2010 e 2011 è stato sostituito dal glicoconiugato 13-valente (PCV13).

Come sta cambiando l’epidemiologia dello Streptococcus pneumonia e delle malattie, in termini di incidenza di malattie invasive, di distruzione dei sierotipi circolanti e del relativo fenomeno della resistenza agli antibiotici -  da quando si è passati dal vaccino dal PCV7 al PCV13 - è stato analizzato in uno studio, condotto nell’ambito della Sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive, recentemente presentato al XXV European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases , a Copenhagen (25-28 aprile).

I dati raccolti in 5 Regioni, rappresentative di circa un terzo della popolazione italiana, (Piemonte, Lombardia, Provincia Autonomadi Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna) hanno rilevato che l’incidenza delle malattie invasive da pneumococco in bambini di età compresa tra 0 e 4 anni è diminuita da 7,5 a 4,2 casi/100.000 nel periodo 2008-2013. In particolare, l’incidenza delle infezioni dovute a sierotipi vaccinali è diminuita da 5,6 a 1,5 casi/100.000, mentre l’incidenza delle infezioni dovute a sierotipi non vaccinali è aumentata da 1,6 a 2,9 casi/100.000.

Con riferimento ai sierotipi emergenti e al problema dell’antibiotico-resistenza, negli ultimi due anni i sierotipi più comuni sono l’1 (11,3%), il 7F (9,7%), il 14 (8,1%), il 19A e il 24F (6,4% ciascuno), il 12F, il 23B e il 33F (4,8% per ciascuno). Dal 2008-2011 al 2012-2013 la non suscettibilità alla penicillina è aumentata dal 15,5% al 28,2% e la resistenza al ceftriaxon dal 6,0% al 12,5%; al contrario, nello stesso periodo, la resistenza all’eritromicina è diminuita dal 37,0% al 26,6%.

Nel 2012-2013 i seriotipi contenuti nel PCV13 rappresentavano il 66,6%, 100% e 52,9% dei ceppi, rispettivamente, non suscettibili alla penicillina, resistenti al ceftriaxone e resistenti all’eritromicina.

L’utilizzo dei vaccini glicoconiugati ha portato a un sostanziale calo dell’incidenza delle malattie da pneumococco nel periodo di sorveglianza. Durante il 2012-2013 c’è stato un calo della frequenza dei seriotipi PCV13, sebbene alcuni siano ancora predominanti e causa di malattia invasiva e di resistenza agli antibiotici.

Gli autori dello studio concludono che è necessario proseguire le attività di sorveglianza allo scopo di valutare l’impatto a lungo termine dei vaccini glicoconiugati sull’incidenza della malattie infettive da pneumococco e sull’epidemiologia di questo batterio.

I dati dello studio sono stati raccolti grazie ai progetti del Ccm sulla sorveglianza delle malattie invasive da Neisseria meningitidis, Streptococcus pneumoniae e Haemophilus influenzae.

Bibliografia

Camilli R, D'Ambrosio F, Del Grosso M. et al. Trends in Streptococcus pneumoniae invasive diseases in children in 5 Italian regions in the era of glycoconjugate vaccines, 2008-2013. 25th Meeting ECCMID – 25-28 aprile 2015,  Sessione “Changing pneumococcal disease induced by vaccination?”

Ultimo aggiornamento:
15 giugno 2015