Attività fisica e diabete

Si è concluso il progetto Ccm del 2012 Counseling motorio e attività fisica adattata quali azioni educativo-formative per ridefinire il percorso terapeutico e migliorare la qualità di vita del paziente con DM2.
Il convegno "Promuovere l'attività fisica nel paziente con diabete di tipo 2", svoltosi a Napoli il 5 giugno 2015, è stata l'occasione per discutere nuovamente del tema e riportare - oltre alle attività svolte - anche i principali risultati del progetto.

La giornata di studio ha ripercorso punto di partenza, programma, obiettivi e risultati principali del progetto che ha visto coinvolte, oltre alla Regione Campania, capofila con l'Agenzia Regionale Sanitaria e l'Università degli Studi Parthenope, le Regioni Piemonte, Lazio, Puglia e Sicilia, in linea con il principio di trasferibilità dei modelli sanitari promosso dal Ministero - Ccm, finanziatore del progetto.

I presupposti del progetto

Quella che ormai va considerata come una vera e propria epidemia di sovrappeso e obesità, a livello non solo nazionale ma anche globale, è responsabile dell'aumento di casi di diabete mellito di tipo 2 (DM2), da cui scaturiscono, oltre a gravi complicanze, conseguenze rilevanti sulla qualità di vita dei soggetti coinvolti e un incremento dei costi socio-economici della malattia.
Tale fenomeno necessita, pertanto, di essere controllato, sia riducendone l'incidenza sia promuovendo l'efficace gestione della patologia diabetica nei soggetti colpiti, che molto possono e devono fare anche in termini di assunzione di corretti stili di vita.
Data l'ormai ampia conferma, proveniente anche dalla letteratura internazionale, circa gli effetti benefici sulla prevenzione e sul trattamento del diabete, oltre che sugli apparati cardiovascolare e muscolo-scheletrico, sulle funzioni cognitive, sul tono dell'umore e sull'autostima, attività motoria ed esercizio fisico devono costituire parte integrante del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale del DM2.

Il modello proposto dal progetto Ccm

Il modello proposto dal progetto è di tipo socio-assistenziale ed è finalizzato ad aumentare la consapevolezza e la responsabilità del paziente in merito all'introduzione dell'attività motoria, unitamente alla corretta alimentazione, nella pratica quotidiana. Esso prevede interventi di educazione personalizzati e, contestualmente, l'offerta di programmi strutturati di attività fisica adattata accessibili alla popolazione target. Ciò permette di affiancare a questi ultimi attività di counseling sia motorio sia nutrizionale finalizzate all'empowerment della persona con DM2 e che completino efficacemente il percorso terapeutico rivolto al soggetto diabetico.

Principali risultati e conclusioni

  • L'applicazione del modello è risultata vantaggiosa in termini sia sanitari sia economici.
  • Il modello realizzato si configura come un valido intervento di promozione della salute nel paziente diabetico.
  • L'attuazione del modello progettuale si è basata sulla disponibilità offerta dalle parti coinvolte.
  • Per ampliarne il successo in eventuali applicazioni future sarà necessario potenziare il coinvolgimento e la motivazione dei pazienti.
  • Una stretta interconnessione tra i diversi attori della rete organizzativa appare fondamentale per il pieno raggiungimento degli obiettivi di salute.
  • L'innovatività di un tale percorso terapeutico e la partecipazione di partner appartenenti ad altre realtà regionali hanno costituito i punti di forza del progetto.

 

Per saperne di più

La pagina del progetto CCm

 

Il convegno

Il programma
La presentazione degli obiettivi e dei risultati

Ultimo aggiornamento:
15 giugno 2015