Difterite: vietato abbassare la guardia

A distanza di quasi tre quarti di secolo dalle campagne di vaccinazione di massa in America e in Europa, la difterite è stata di fatto debellata nella gran parte dei paesi industrializzati: nel periodo 2011-2013 la maggior parte dei casi di difterite si è registrata in India e in Indonesia. Nonostante ciò, la difterite viene considerata a tutt'oggi una malattia da sorvegliare, come si legge in un articolo1 recentemente pubblicato sul Notiziario dell'Istituto Superiore di Sanità.

La difterite è una malattia a notifica obbligatoria, fortemente contagiosa, con alti tassi di mortalità, soprattutto in età pediatrica. L'agente patogeno, il Corynebacterium diphtheriae (C. diphtheriae), produce la tossina difterica responsabile di necrosi tessutale locale e anche di gravi complicanze a carico di organi vitali interni dovute alla sua possibile diffusione attraverso la circolazione del sangue. Conseguenze dell'infezione a carico delle vie aeree superiori - dopo un'incubazione di 2-4 giorni - sono rinite, faringite e laringotracheite con formazione di pseudomembrane, quest'ultima possibile responsabile di decesso per soffocamento.

Alcuni ceppi non-tossinogenici (privi dei geni della tossina difterica) di C. diphtheriae possono colonizzare il nasofaringe e causare faringiti, batteriemie, endocarditi, artriti settiche, ascessi e polmoniti. Alcuni di questi ceppi non-tossinogenici presentano i geni della tossina. Essi sono stati isolati anche recentemente negli Stati Uniti e in Europa, Italia compresa, e rappresentano un rischio per la comparsa di difterite. Infatti, attraverso reversione spontanea o per ricombinazione omologa tra i diversi corinebacteriofagi, possono tornare a produrre la tossina.

La terapia più efficace contro la difterite consiste nel DAT, un siero immune equino detto antitossina difterica; oltre ad una terapia di supporto a base di antibiotici (penicilline e/o macrolidi). La DAT è utile anche per la diagnosi di difterite. La mancanza effettiva di scorte di DAT (tra i paesi europei anche l'Italia ne è sprovvista) rappresenta un altro rischio di diffusione della malattia in quanto non permette, in caso di necessità, di intervenire tempestivamente a livello terapeutico.

La difterite è comunque prevenibile con il vaccino antidifterico (tossina difterica resa innocua attraverso trattamenti chimici), che in Italia è disponibile sia per gli adulti che per i bambini. La vaccinazione però non conferisce immunità permanente e, poiché la protezione diminuisce nel tempo, è possibile che si manifestino casi di malattia anche in soggetti già vaccinati in precedenza. Alcuni studi di siero-epidemiologia condotti in Europa hanno rivelato, per esempio, che in alcuni paesi, tra cui l'Italia, la popolazione al di sopra dei 20 anni non è protetta contro la difterite. La raccomandazione del Ministero della Salute 2 è, pertanto, di ripetere ogni 10 anni il booster del vaccino antidifterite. Operatori sanitari e popolazione generale dovrebbero essere sensibilizzati sui rischi ancora legati a possibili casi di difterite e sulla necessità di effettuare il richiamo del vaccino a distanza di dieci anni dall'ultima somministrazione per riportare i livelli sierici a valori di protezione.

In Europa la sorveglianza della difterite è passata nel 2010 sotto il coordinamento dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) con il nome di European Diphtheria Surveillance Network (EDSN), una rete di sorveglianza cui partecipano 32 paesi, che lavorano attivamente per mantenere alto il livello di attenzione e le capacità diagnostiche dei laboratori di riferimento. In Italia, il laboratorio di riferimento è presso il Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell'Istituto Superiore di Sanità ed ha il sostegno del Ministero della Salute attraverso un apposito Accordo di collaborazione Ccm,3,4 per la realizzazione delle attività correlate alla sorveglianza ed alla diagnostica di casi di difterite. È in questo laboratorio che si esegue la diagnosi microbiologica dei ceppi appartenenti alla specie C. diphtheriae, C. ulcerans e C. pseudotuberculosis attraverso coltura, saggi biochimici e metodi molecolari. Il Laboratorio ha tra l'altro messo a punto una metodica Real-Time PCR per la diagnosi rapida su coltura o campione clinico.

Bibliografia
1. Monaco M, Mancini F, Ciervo A, et al. La difterite: è ancora una malattia da sorvegliare? Notiziario dell'Istituto Superiore di Sanità, Vol. 28, Numero 3, Marzo 2015: pp. 3-8 (PDF: 1 Mb)
2. Il calendario vaccinale e la raccomandazione del Ministero della Salute per la difterite.
3. Il Progetto Ccm 2010 sulla sorveglianza di laboratorio di infezioni batteriche (PDF: 1,3 Mb)
4. Il Progetto Ccm 2013 sulla sorveglianza di laboratorio di infezioni batteriche (PDF: 450 Kb)

Ultimo aggiornamento:
14 maggio 2015