Azioni per la malattia renale cronica

Per affrontare in modo organico le complessità connesse alla prevenzione della malattia renale cronica (MRC), il Ministero della Salute ha costituito un apposito Tavolo di lavoro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Direzioni Generali della Prevenzione, della Programmazione sanitaria e dei Sistemi Informativi, delle Regioni, del Centro Nazionale Trapianti, delle Società Scientifiche, dei Medici di Medicina Generale e delle Associazioni dei pazienti.

Il Tavolo ha individuato le azioni più efficaci per prevenire la comparsa e/o l’aggravamento della MRC, a partire dagli stadi più precoci, al fine di ritardare il ricorso alla terapia sostitutiva, stilando il Documento di indirizzo per la malattia renale cronica . Tale documento, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 5 agosto 2014, delinea le indicazioni per la prevenzione primaria, la diagnosi precoce e la definizione dei percorsi di cura ed evidenzia la necessità di istituire un registro di patologia.

La MRC interessa prevalentemente la popolazione adulta e, a seconda della funzione renale residua, viene classificata in 5 stadi di vario livello di gravità: i primi stadi sono apparentemente asintomatici, i successivi, che insorgono dopo anni, possono sfociare nella forma più grave che comporta la perdita completa della funzione renale e la necessità di ricorrere alla terapia sostitutiva (dialisi o trapianto di rene).

Sulla base di un recente studio1,2 la prevalenza di MRC in Italia è risultata del 7,5% negli uomini e del 6,5% nelle donne con una prevalenza maggiore degli stadi iniziali 1 e 2, rispetto agli stadi più avanzati 3-5. Sulla base dei dati epidemiologici derivati dalla National Health and Nutrition Examination Survey III (NHANES III) questo fenomeno è osservato uniformemente a livello mondiale e si stima che circa il 10% della popolazione, dei paesi sviluppati come di quelli in via di sviluppo, sia affetto da MRC, nella maggior parte dei casi misconosciuta. I pazienti in uno stadio di MRC tra 4 e 5 presentano un rischio di mortalità per patologie cardiovascolari di 2-4 volte superiore a quello della popolazione generale, mentre i pazienti con malattia renale all'ultimo stadio hanno un rischio fino a 20 volte superiore.

Oltre all’impatto in termini di morbilità, mortalità e scarsa qualità della vita, va rilevato che la MRC determina costi ingenti per la società sia di tipo diretto che indiretto. Al riguardo, è stato calcolato che la possibilità di ritardare di almeno 5 anni la progressione del danno renale per il 10% dei soggetti dallo stadio 3 allo stadio 4 e di ritardare sempre di 5 anni l’invio dei pazienti in dialisi permetterebbe al Sistema Sanitario Nazionale di risparmiare risorse per 2,5 miliardi di euro.

Il documento

Documento di indirizzo per la malattia renale cronica (PDF: 940 Kb)

Bibliografia

1. De Nicola L, Donfrancesco C, Minutolo R, et al. Epidemiologia della MRC in Italia: stato dell’arte e contributo dello studio CHARES. G Ital Nefrol 2011; 28: 401-7.

2. Conte G, De Nicola L, Minutolo R. Studio CARHES. 44° Congresso Nazionale di Cardiologia, Firenze 30 maggio - 1 giugno 2013.

Ultimo aggiornamento:
4 febbraio 2015