Ue e malattie croniche

Con il costante invecchiamento della popolazione europea, i servizi sanitari devono fronteggiare sfide sempre maggiori, come quella delle malattie croniche. A Bruxelles il 3 e 4 aprile scorsi si sono riuniti esperti, aziende e ricercatori per definire strategie comuni. Le malattie croniche sono un problema sempre più grave. Sono la causa principale di mortalità con l'86% di tutti i decessi nell'Ue. Ogni anno, due milioni di persone muoiono di malattie cardiovascolari e si calcola che l'8% della popolazione soffra di diabete. Riducendo i principali fattori di rischio (fumo, abuso di alcolici, alimentazione scorretta ed esercizio fisico insufficiente) è possibile prevenire molte malattie croniche. L'approccio dell'Unione europea al problema delle malattie coniche richiede, quindi, una risposta integrata che si concentri sui fattori di rischio in tutti i settori e campi politici e sulla prevenzione, così come sulle iniziative per rafforzare i sistemi sanitari.

Questi gli obiettivi individuati al summit europeo sulle malattie croniche su cui lavorare congiuntamente:

  • rafforzare la leadership politica nell'affrontare la cronicità
  • identificare le principali sfide
  • usare in modo più efficiente le risorse disponibili
  • rafforzare il ruolo e la partecipazione di cittadini, pazienti, settori sociali e sanitari, nello sviluppo e nell’implementazione di politiche
  • rafforzare la ricerca e la dissemination delle informazioni.

Dal summit è, inoltre, emersa la richiesta a gran voce dei rappresentanti delle associazioni dei pazienti, di aumentare il budget relativo alla prevenzione che ad oggi è solo del 3 per cento.

Sul tema delle malattie croniche, la Commissione europea si sta impegnando, in particolare, attraverso:

  • i fondi per la ricerca Horizon 2020
  • il progetto Implement (EU Research Project on the Implementation of Chronic Care Improvements), che intende migliorare l'assistenza e il sostegno ai pazienti con malattie croniche
  • il progetto CHRODIS-JA, che intende agevolare lo scambio e il trasferimento di buone pratiche in Europa, con un'attenzione particolare alla promozione della salute e la prevenzione delle malattie croniche, la multimorbidità e il diabete
  • lo sviluppo della rete europea per l'azione su invecchiamento e attività fisica (EUNAAPA), cui partecipano 26 Paesi membri, che favorisce l’innovazione degli ambienti fisici e sociali in modo da garantire agli anziani di poter continuare a vivere in buona salute e rimanere indipendenti.

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Ultimo aggiornamento:
28 maggio 2014