Il fumo in Italia

illustrazioneCome ogni anno, in tutto il mondo, l’Oms il 31 maggio ha celebrato la Giornata mondiale senza tabacco. Il tema di quest’anno, che ha riguardato "Le strategie di marketing del tabacco rivolte alle donne", ha posto l’accento sulle attività di promozione delle industrie del tabacco rivolte in particolare alle donne e alle ragazze e ha sottolineato la necessità di una particolare attenzione nelle azioni di prevenzione e cura del tabagismo, alla salute delle donne.

Nel nostro Paese, negli ultimi anni, grazie alla legge sul divieto di fumo, ai progetti promossi dal Ccm con le Regioni, alle iniziative nell’ambito del programma “Guadagnare Salute” e alle campagne nazionali di comunicazione, sono stati raggiunti importanti obiettivi, ma non bisogna abbassare la guardia per consolidare i risultati ottenuti e conseguirne di nuovi, in particolare nella prevenzione dell’iniziazione al fumo dei giovani, nella promozione della cessazione e nel sostegno a chi vuole smettere.

La prevalenza dei fumatori

Negli ultimi anni la prevalenza dei fumatori in Italia, anche se con qualche oscillazione, è in leggera ma costante diminuzione.

Nel 2009, secondo i dati Istat (che fanno riferimento a oltre 60 mila interviste faccia a faccia a persone con età superiore ai 14 anni), la percentuale era dal 23% (maschi 29,5% femmine 17%). Nel 2003, prima della legge 3/2003, la prevalenza era del 23,8% (maschi 31% femmine 17,4%). La più alta percentuale di fumatori si osserva nell’Italia centrale (24,3%), seguono in ordine decrescente il Nord (23%) e il Sud e le Isole (22,3%),

Altri dati sulla prevalenza dei fumatori in Italia sono raccolti dall’indagine annuale Doxa/Iss-Ofad e, dal 2007, anche dal sistema di sorveglianza Passi.

Dai dati Passi relativi al 2009, la prevalenza dei fumatori è pari al 29% (maschi 33% e femmine 24%), più alta delle altre due indagini (ma sono diverse le fasce di età prese in considerazione), ma in calo rispetto al 2008 quando era pari al 29,8% (maschi 33% e femmine 25%).

Nel confronto interregionale si evidenziano differenze significative nella prevalenza dei fumatori: l’Abruzzo presenta il valore più alto (32%), mentre il Veneto quello più basso (25%), e quest’ultimo con differenze statisticamente significative rispetto al valore centrale di pool di Asl.

L’abitudine al fumo è significativamente più diffusa negli uomini, nelle classi di età minori di 25 anni, nelle persone con livello di istruzione medio-basso e in quelle con difficoltà economiche. Il numero dichiarato di sigarette fumate in media al giorno è 13. Il 7% dei fumatori dichiara di fumare più di 20 sigarette al giorno (“forti fumatori”).

Donne e tabacco

Nell'insieme delle Asl che partecipano al sistema Passi (pool nazionale Passi) la prevalenza delle fumatrici è minore di quella degli uomini (24% contro 33%), anche se il dato non è omogeneo sul territorio: la differenza è minima in Emilia-Romagna (27% contro 29%) e nel Lazio (29% contro 31%).

Tra le donne è minore il consumo medio di sigarette (11 contro 15 al giorno) e il forte consumo: solo il 4%, infatti, consuma più di 20 sigarette al giorno, rispetto al 10% degli uomini.

Tra il 2007 e il 2009 la percentuale dei fumatori a livello di pool di Asl è abbastanza stabile (rispettivamente il 35%, 33% e 33% negli uomini; il 26%, 25% e 24% nelle donne).

Il fumo nei giovani

I dati più recenti a disposizione sono quelli dell’indagine Iss-Doxa, secondo cui in Italia, nel 2010, fuma il 21,7% delle persone di 15 anni e più, corrispondenti a circa 11,1 milioni di cittadini italiani. Di questi, il 23,9% sono uomini (5,9 milioni) e il 19,7% donne (5,2 milioni).

Secondo il rapporto la fascia d’età 25-44 rappresenta la percentuale più alta di fumatori pari al 26,6%. Al secondo posto, con una percentuale di 25,7%, troviamo la fascia d’età compresa tra i 45 e i 64 anni.

I giovani fumatori, tra i 15 e i 24 anni d’età, rappresentano il 21,9%. Proprio in quest’ultima fascia d’età, l’indagine ha rilevato che il 34,5% dei baby-fumatori inizia a fumare prima dei 15 anni e il 50,8% tra i 15 e i 17 anni: quindi l’85,3% dei ragazzi inizia a fumare prima del 18° anno d’età, quando frequentano ancora la scuola. Secondo i dati il 73,4% dei giovani fumatori prende il vizio sotto l’influenza degli amici: si fuma perché "lo fanno tutti".

Risorse utili

Ultimo aggiornamento: 
1 giugno 2010