In bella vista: agire sui determinanti sociali della salute

di Camilla Di Barbora - redazione sito Ccm

Esistono disuguaglianze sistematiche nello stato di salute della popolazione giudicate inique perché non giustificate dal punto di vista biologico, ingiuste ed evitabili attraverso politiche e strategie adeguate.

I fattori che causano queste condizioni sono detti determinanti sociali di salute e sono in sostanza le condizioni in cui le persone nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano. Queste circostanze sono modellate dalla distribuzione di denaro, potere e risorse a livello globale, nazionale e locale, che a loro volta è influenzata da scelte politiche.

Lo sviluppo di una società può essere giudicato dalla qualità della salute della sua popolazione, dalla giustizia con cui la salute è distribuita all’interno della società e dal livello di protezione garantito alle fasce di popolazione più vulnerabili e svantaggiate. Il recente documento "Equity, social determinants and public health programmes" (pdf 2 Mb), pubblicato dall'Oms, analizza l'impatto dei determinanti sociali su specifiche condizioni di salute e presenta promettenti interventi per migliorare l'equità relativamente a:

  • patologie alcol-correlate
  • malattie cardiovascolari
  • salute infantile e nutrizione
  • diabete
  • sicurezza alimentare
  • salute materna
  • salute mentale
  • malattie tropicali trascurate
  • salute orale
  • esiti della gravidanza
  • tabacco e salute
  • tubercolosi
  • violenza e infortuni.

La riduzione di queste disuguaglianze e l’azione sui determinanti sociali per eliminare il divario di salute tra popolazioni più o meno ricche, costituiscono per tutti i decisori un imperativo etico. La salute costituisce un aspetto fondamentale della qualità della vita degli individui, ma anche un bene essenziale per lo sviluppo sociale ed economico. I fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici possono favorirla così come possono lederla.

Salute e crescita economica

illustrazioneLa crescita economica fa aumentare il reddito in molti Paesi ma l'aumento della ricchezza nazionale da sola non necessariamente incrementa la salute nazionale. Senza una distribuzione equa dei benefici, la crescita nazionale può anche esacerbare le disuguaglianze, che infatti sono sempre più evidenti all’interno e tra i Paesi, ricchi o poveri che siano.

In questi ultimi anni vi è stata un enorme aumento della ricchezza globale, della tecnologia e degli standard di vita, tuttavia la questione chiave è come questi progressi vengano utilizzati per una equa distribuzione di servizi e di rafforzamento delle istituzioni in Paesi a basso reddito.

Alcuni Paesi a basso reddito come Cuba, Costa Rica, Cina, lo Stato del Kerala in India e Sri Lanka hanno raggiunto livelli di buona salute nonostante i redditi nazionali relativamente bassi.

I Paesi nordici hanno dimostrato che la ricchezza può essere sapientemente usata, adottando politiche che incoraggiano la parità di prestazioni e servizi, la piena occupazione, la parità tra i sessi e bassi livelli di esclusione sociale.

Un nuovo approccio allo sviluppo

In risposta alla crescente preoccupazione su queste ingiustizie che persistono e si espandono, nel 2005 l’Oms ha istituito la Commissione sui determinanti sociali della salute (costituita da accademici, ex ministri della salute ed ex capi di Stato, ricercatori, tecnici, rappresentanti della società civile) allo scopo di:

  • raccogliere e ordinare le evidenze scientifiche
  • descrivere i legami fra determinanti sociali, ingiustizie sociali e iniquità relative allo stato di salute delle popolazioni
  • trasformare il patrimonio di conoscenza e di esperienza acquisito in possibili interventi efficaci e politiche per i governi di tutto il mondo
  • promuovere e stimolare gli sforzi dei Paesi, ad esempio elaborando progetti innovativi che possano essere esempio di pratiche efficaci.

A distanza di 3 anni, nell’agosto del 2008, la Commissione ha pubblicato il rapporto finale “Closing the gap in a generation: Health equity through action on the social determinants of health” (pdf 7,3 Mb). Il volume documenta le variabili sociali, economiche, culturali e politiche connesse all’ingiustizia nel settore sanitario e contiene tre raccomandazioni generali per contrastare gli effetti delle disuguaglianze:

  1. migliorare le condizioni di vita quotidiana
  2. contrastare, a livello globale, nazionale e locale, l’iniqua distribuzione di potere, denaro e risorse, che sono i fattori strutturali delle condizioni di vita
  3. misurare il problema e verificare l’impatto delle azioni, espandere la conoscenza, sviluppare una forza lavoro addestrata nei determinanti sociali della salute, e sensibilizzare l'opinione pubblica sui determinanti sociali della salute.

Al di là del settore sanitario

Gran parte del lavoro per correggere le disuguaglianze di salute va al di là del settore sanitario.

illustrazioneSecondo la relazione della Commissione, "le malattie legate all'acqua non sono causate dalla mancanza di antibiotici, ma dall'acqua contaminata, e dalle forze politiche, sociali ed economiche che non riescono a mettere a disposizione di tutti acqua pulita, le malattie cardiovascolari non sono causate dalla mancanza di unità di cura coronarica, ma dallo stile di vita delle persone, dall’ambiente in cui vivono, l'obesità non è causata da una carenza morale da parte degli individui, ma dalla disponibilità eccessiva di cibi ad alto contenuto di grassi e ricchi di zucchero". La persistenza di vecchi problemi (come ad esempio malaria, tubercolosi e malattie sessualmente trasmissibili) e la comparsa di nuove sfide di sanità pubblica sono dovute, in parte all’incapacità di applicare in modo efficace gli strumenti a disposizione e, in parte, al mancato riconoscimento (con conseguente inadeguato trattamento) delle disuguaglianze.

Per queste ragioni, nonostante i progressi compiuti, gran parte delle popolazioni, e perfino intere regioni del mondo, sono rimasti indietro. La maggior parte, se non tutte le nuove emergenze, sono infatti direttamente collegate al modo in cui organizziamo le nostre società e viviamo la nostra vita.

Quindi, se si vogliono trattare sia le vecchie che le nuove sfide e raggiungere obiettivi di salute di interesse globale, specialmente dal punto di vista dell'equità della salute, è necessario andare ben oltre i tradizionali interventi di sanità e affrontare i fattori strutturali e le condizioni di vita quotidiana che costituiscono i determinanti sociali della salute e sono cruciali per spiegare le disuguaglianze di salute.

Dalla teoria alla pratica

illustrazioneCon la convinzione che l’effettivo e durevole miglioramento della salute delle popolazioni dipende soprattutto dalla comprensione delle cause di queste disuguaglianze e dalle modalità di affrontarle, il rapporto “Closing the gap in a generation: Health equity through action on the social determinants of health” (pdf 7,3 Mb) ha raccolto abbondanti evidenze che i fattori delle disuguaglianze di salute risiedono nel contesto sociale, economico e politico.

Commissionato dal dipartimento di etica, equità, commercio e diritti umani come parte del lavoro intrapreso dal Priority Public Health Conditions Knowledge Network della Commissione sui determinanti sociali della salute, in collaborazione con 16 dei principali programmi di salute pubblica dell'Oms, il nuovo rapporto Oms "Equity, social determinants and public health programmes" (pdf 2 Mb) intende tradurre le conoscenze acquisite in azioni concrete e proposte praticabili.

I singoli capitoli rappresentano i principali programmi di sanità pubblica dell'Oms e sono organizzati secondo una cornice interpretativa condivisa che esamina problemi ben noti con uno sguardo fresco ma strutturato.

Il documento è caratterizzato dal tentativo di localizzare, nell'ambito dei programmi sanitari esistenti, i punti di accesso degli interventi e di identificare le possibili fonti di resistenza o di opposizione al cambiamento. Il risultato di questo sforzo è una serie di analisi valide e sistematiche che si rivolgono con una prospettiva nuova e incoraggiante agli ostacoli che da lungo tempo impediscono di ottenere miglioramenti di salute.

Una efficace azione di prevenzione nel settore della salute è possibile solo con il coinvolgimento di altri settori, in un approccio alla salute di cooperazione intersettoriale. Gli argomenti e le esperienze raccolte in questo volume presentano le modalità per rendere operativo il rinnovato impegno verso i servizi sanitari di base, secondo un approccio che ha da tempo riconosciuto il valore dell’equità e l'importanza di un’azione intersettoriale.

Risorse utili

Siti internet

Dal sito Oms

Altri siti utili

Documenti

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Ultimo aggiornamento: 
3 giugno 2010