Europei e antibiotici
L’Ufficio della Comunità europea che rileva gli orientamenti della cittadinanza europea su temi di interesse comunitario, Eurobarometro, ha condotto il primo sondaggio pan-europeo sugli antibiotici.
I risultati del rapporto “Antimicrobial Resistance” (pdf 2,8 Mb) hanno dimostrato la necessità di compiere progressi contro la resistenza agli antibiotici nell'Unione europea e hanno:
- rivelato alcune tendenze preoccupanti nell'atteggiamento dei cittadini verso l'uso di questi medicinali
- consentito di identificare modelli d’uso e comportamenti rispetto agli antibiotici
- fornito un’idea più chiara del livello di conoscenza dei cittadini su questo tema
- permesso di raccogliere informazioni sul possibile impatto di un campagna di sensibilizzazione sugli antibiotici.
L'uso degli antibiotici
Il 40% degli europei ha dichiarato di aver assunto antibiotici negli ultimi dodici mesi, in forma di compresse, polvere o sciroppo. Questo risultato è in linea con quello del censimento del 2002 (sondaggio condotto negli allora 15 Stati membri). Oltre 9 europei su 10 (95%) hanno dichiarato di aver ottenuto antibiotici attraverso prescrizione medica o direttamente dal medico. Solo il 3% degli intervistati li ha comprati in farmacia senza prescrizione medica e il 2% ha riferito che li possedeva per un precedente trattamento.
Questa media europea nasconde differenze piuttosto significative tra gli Stati membri: nel Sud dell'Unione europea i cittadini assumono antibiotici con più probabilità. Allo stesso modo, contrariamente alle aspettative, è più probabile che siano i giovani di 15-24 anni ad aver assunto antibiotici nel corso dell’anno precedente alla rilevazione.
La conoscenza degli antibiotici
C’è un margine di miglioramento per quanto riguarda la conoscenza di antibiotici. Il 20% degli intervistati ha detto di aver preso antibiotici per curare l'influenza, anche se è noto che gli antibiotici non agiscono contro i virus. Il 14% ha anche detto di aver assunto antibiotici per un raffreddore.
Solo il 20% degli intervistati non ha commesso alcun errore rispetto a quattro affermazioni sugli antibiotici in cui veniva richiesto di rispondere vero o falso:
- il 53% degli europei ha risposto erroneamente che l'affermazione "gli antibiotici uccidono virus" è vera
- il 47% degli europei ha ritenuto, a torto, che "gli antibiotici sono efficaci contro influenza e raffreddore", ma un numero simile di intervistati (46%) ha riconosciuto la dichiarazione come falsa
- la stragrande maggioranza degli intervistati (83%) sapeva che l'uso non necessario di antibiotici li rende inefficaci
- più di due intervistati su tre (68%) erano a conoscenza che gli antibiotici possono causare effetti collaterali come la diarrea.
Le campagne di sensibilizzazione
Più di 1 europeo su 3 (37%) ricordava di aver ricevuto informazioni contro l'inutile assunzione di antibiotici negli ultimi 12 mesi. Quasi un terzo degli intervistati (30%) a cui era stato sconsigliato di prendere antibiotici senza bisogno avevano ricevuto queste informazioni dal loro medico. Una simile percentuale di intervistati (29%) ha dichiarato di aver visto una pubblicità in televisione, mentre il 15% ha dichiarato di aver letto qualcosa sui giornali o che aveva visto al telegiornale.
Quasi due terzi degli europei che avevano ricevuto informazioni sugli antibiotici (62%) hanno dichiarato che le informazioni ricevute nel corso degli ultimi 12 mesi non avevano modificato il loro punto di vista; i risultati di questa indagine dimostrano che alcuni di loro erano senza dubbio già a conoscenza del problema.
Tra gli intervistati che hanno cambiato le proprie opinioni a seguito di consigli sul non prendere antibiotici inutilmente:
- una maggioranza molto ampia (76%) ha affermato che in futuro si sarebbe sempre consultata con un medico in caso di bisogno di antibiotici
- quasi 2 persone intervistate su 10 (19%) hanno detto che non avrebbero più preso antibiotici senza prescrizione medica
- quasi 1 intervistato su 5 (18%) ha risposto che non avrebbe più usato antibiotici per auto-medicazione
- il 12% ha dichiarato che non avrebbe più conservato gli antibiotici avanzati per un uso futuro.
La stragrande maggioranza degli europei (88%) preferirebbe consultare il medico per ottenere informazioni affidabili sugli antibiotici: i medici sono quindi visti come la fonte più legittima delle informazioni relative agli antibiotici. Il 42% degli intervistati preferirebbe andare in farmacia.
Infine, consapevoli degli effetti potenzialmente nocivi dell'uso non necessario di antibiotici, 8 europei su 10 (81%) concordano sul fatto che "ogni persona gioca un ruolo per assicurare che gli antibiotici rimangano efficaci". Il 42% è "totalmente d'accordo" con questa affermazione, il 39% è "abbastanza d'accordo”.
Il profilo degli italiani
Se dall'indagine emerge che gli europei sono decisamente poco informati sulla funzione degli antibiotici (solo il 20% dei cittadini Ue ha risposto esattamente alle 4 domande), questo è particolarmente vero per gli italiani, visto che la percentuale di persone che ha risposto correttamente scende al 14%. In Italia, le persone che hanno assunto antibiotici nei 12 mesi precedenti alla rilevazione (57%) sono di più rispetto alla media europea (40%) e quelli che li hanno assunti contro l’influenza sono il 23% (contro una media europea del 20%).
Inoltre, l’Italia è uno tra i Paesi in cui i cittadini sono meno consapevoli (65%) che un uso non opportuno degli antibiotici ne riduce l’efficacia. A questo proposito, nel nostro Paese, i medici hanno un importante ruolo informativo: il 59% degli intervistati, infatti, ha saputo da un medico che gli antibiotici, se assunti quando non necessario, possono perdere in efficacia.
Leggi l’indagine Eurobarometro "Antimicrobial Resistance" (pdf 2,8 Mb).