Spesa sanitaria e medici
Secondo quanto riporta un’analisi condotta dal Centro elaborazione dati (Ced) della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che ha preso in esame i dati di Istat
, Indagine sulle forze di lavoro, Eurostat e Public health, nel 2008, in Italia, la spesa sanitaria pubblica complessiva è stata di quasi 109 miliardi di euro.
Questa spesa rappresenta l’8,4% del Pil e viene finanziata per 6,5 punti percentuali con risorse pubbliche, mentre i restanti 1,8 punti sono coperti attraverso risorse dirette delle famiglie (479 euro per abitante).
Il contributo delle famiglie alla spesa sanitaria totale è relativamente più basso nel Mezzogiorno (17,6%), si attesta al 24% nel Centro-nord e raggiunge il 25,1% nel Nord-ovest. La maggiore partecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria totale si registra in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte; la più bassa nelle Regioni del Mezzogiorno.
La spesa regionale
A livello regionale, si riscontrano livelli di spesa piuttosto eterogenei, riconducibili sia alle diverse condizioni socio-economiche, sia ai diversi modelli di gestione del sistema sanitario regionale. Nel 2007, il valore più elevato di spesa pro capite è stato raggiunto dalle Regioni del Centro (1.787 euro), il più basso dal Mezzogiorno (1.679 euro).
Le Regioni che spendono di più sono la Provincia autonoma di Bolzano (2.139 euro), il Molise (1.947 euro) e il Lazio (1.925 euro), quelle che spendono meno, le Marche (1.601 euro), la Lombardia (1.633 euro) e la Sardegna (1.634).
Su base nazionale, il 54,9% della spesa sanitaria pubblica annua pro capite viene erogata dal servizio sanitario pubblico, il 38,6% da strutture private in regime di convenzione. Il regime in convenzione è particolarmente rilevante nel Nord-ovest (40,9%) e nel Mezzogiorno (40,2%), mentre nel Nord-est prevalgono le prestazioni dirette (59,4%).
Le Regioni che ricorrono maggiormente al regime di convenzione sono il Lazio, la Lombardia e la Puglia. La spesa in convenzione nazionale riguarda soprattutto l’assistenza farmaceutica, le prestazioni fornite dalle case di cura private e l’assistenza medica. Se al Nord e al Centro sono elevate le voci di spesa legate al ricorso alle prestazioni fornite dalle case di cura private, nel Mezzogiorno risulta, invece, elevato il ricorso all’assistenza medico-specialistica e all’assistenza protesica e per cure balneo-termali.
I medici per abitante
Nel 2007, a livello europeo, l’Italia è ai primi posti per il numero di medici sul totale della popolazione residente. Tuttavia, in 5 anni, dal 2002 al 2007, il numero di medici generici e specializzati, che operano all’interno di strutture sanitarie pubbliche e private del Paese, si è quasi dimezzato, passando da 616 a 363 per 100.000 abitanti.
Questa riduzione risponde all’esigenza di ridurre la spesa nel rispetto dei criteri di efficacia ed efficienza e di riportare il numero complessivo dei dottori italiani in linea con quello degli altri Paesi europei.
La dotazione di medici nelle Regioni del Nord, eccetto Emilia-Romagna e Liguria, ha valori intorno ai 300 ogni 100.000 abitanti, mentre al Centro, soprattutto per il contributo del Lazio (511,1 per 100.000 abitanti) è molto sopra la media nazionale. Nel Mezzogiorno, l’offerta di medici si aggira intorno alla media nazionale, ma con valori piuttosto diversi da Regione a Regione.
Leggi l'articolo originale sul sito della Fnomceo.
La documentazione completa è disponibile presso il Centro Studi e Documentazione della Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri.