In bella vista: le acque costiere di balneazione in Europa

di Camilla Di Barbora - redazione sito Ccm

Secondo la relazione "Quality of bathing water - 2008 bathing season" (pdf 8,2 Mb) sulla qualità delle acque di balneazione, realizzata dalla Commissione europea e dall'Agenzia europea dell'ambiente, durante la stagione balneare del 2008 il 96% delle zone costiere di balneazione d'Europa ha rispettato gli standard minimi di qualità.

illustrazione La percentuale più elevata di aree costiere monitorate si trova in Italia (34%), Grecia (14%), Francia (14%), Spagna (13%) e Danimarca (8%).

Nel 2008, la qualità delle acque di balneazione costiere dell’Unione europea è migliorata. Durante la stagione balneare 2008 circa il 96,3% delle acque costiere ha rispettato i valori di legge imposti dalla Direttiva sulle acque di balneazione. Dal 2007 al 2008 la conformità delle acque costiere è salita dell’1,1%. Circa l’88,6% delle acque di balneazione costiere è in linea con i più stringenti valori guida, con un aumento di 2,5 punti percentuali dal 2007.

Un esiguo numero di acque di balneazione costiere (1,4%) non ha rispettato i valori di legge. Il 2,1% dei siti è stato vietato o chiuso.

La qualità globale delle acque di balneazione nell'Ue è inoltre notevolmente migliorata rispetto al 1990: in diciotto anni, il tasso di conformità ai valori obbligatori (requisiti minimi di qualità) per le acque costiere è salito dall'80% al 96%. Anche la conformità con i valori guida è salita anche dal 68% all’89%.

Il numero delle acque non conformi con le disposizioni della Direttiva sulle acque di balneazione è diminuito dal 9,2% all’1,4% nel 2008, con il livello più basso (1,2%) raggiunto nel 2003.

Sul sito dell'Agenzia europea dell'ambiente, scarica il report 2008 e consulta le schede sui singoli Paesi membri.

La situazione in Italia

A metà luglio è stato riattivato il monitoraggio delle acque italiane di balneazione per la stagione 2009. Sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, cliccando sulla Regione, la Provincia o il Comune di interesse, è possibile consultare gli aggiornamenti in tempo reale dei tratti di costa italiana dove è vietato fare il bagno. Scarica il rapporto 2009 del ministero della Salute. 

Secondo la relazione europea, il 92,8% (4563 siti) delle acque costiere di balneazione dell'Italia (pdf 246 kb) nel 2008 ha rispettato i valori obbligatori e il 91,4% (4496 siti) è risultato conforme ai valori guida. I dati sono simili a quelli dell'anno precedente (-0,1% per i valori obbligatori e -0,3% per i valori guida). La percentuale di conformità ai valori guida è molto vicina a quella di conformità ai valori obbligatori. La differenza è pari all’1,4% delle acque costiere di balneazione. La percentuale di non conformità delle acque costiere di balneazione è aumentata dallo 0,4% (18) allo 0,9% (42 acque di balneazione). 

illustrazione

Elaborazione grafica dei dati contenuti nella relazione della Commissione europea "Quality of bathing water - 2008 bathing season" a cura della redazione del Ccm

Il 6,1% delle acque costiere di balneazione (302) è stata chiusa durante la stagione: si tratta dello stesso tasso dell'anno precedente. La chiusura di un sito può essere dovuta all'inquinamento o ad altri motivi, come la presenza di parchi marini, zone militari, porti o aeroporti. Dal 2002, il numero delle acque di balneazione chiuse nel corso della stagione è aumentato da 125 (2,6%) a 302 (6,1%) nel 2008.

Per le acque costiere di balneazione in Italia, sia il tasso di conformità con i valori obbligatori sia quello di conformità ai valori guida sono aumentati dal 1990 al 1999, e poi sono rimasti relativamente stabili sopra il 90%. Negli ultimi quattro anni, i tassi sono rimasti più o meno gli stessi.

La normativa europea sulle acque di balneazione

Le zone di balneazione sono aree in cui la balneazione è espressamente autorizzata o non è proibita.

Per determinarne la qualità, le acque di balneazione sono sottoposte a una serie di esami per verificare il rispetto dei valori obbligatori stabiliti dalla direttiva in materia (Direttiva 76/160/CEE concernente la qualità delle acque di balneazione) per quanto riguarda determinati parametri fisici, chimici e microbiologici. Gli Stati membri devono rispettare i valori obbligatori, ma possono adottare norme più severe e valori guida non vincolanti.

Nel 2006 è entrata in vigore la Direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, che, sulla base dei dati scientifici più recenti, ha aggiornato i parametri e le disposizioni di monitoraggio. La nuova direttiva rafforza la necessità di trasmettere informazioni al pubblico sulla qualità delle zone di balneazione.

Anche se la nuova direttiva verrà pienamente attuata entro il 2015, nel 2008 dodici Stati membri (Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria) hanno già utilizzato i nuovi parametri per monitorare le proprie zone di balneazione.

Sul sito dell'Agenzia europea dell'ambiente, scarica il report 2008 e consulta le schede sui singoli Paesi membri.

Ultimo aggiornamento: 
16 agosto 2009