In bella vista: rischi e benefici dei raggi ultravioletti
di Camilla Di Barbora - redazione sito Ccm
L'esposizione umana alle radiazioni ultraviolette solari ha importanti implicazioni per la salute pubblica. L’indice UV misura il livello della radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terrestre e ha l'obiettivo di incoraggiare le persone a proteggersi dal sole adeguatamente. Maggiore è il valore dell'indice, più alto è il potenziale danno per la pelle e per gli occhi.
L’indice UV è una misura del livello di radiazione solare ultravioletta, ha lo scopo di incoraggiare le persone a proteggersi dal sole adeguatamente ed è stato messo a punto da Oms
, Unep, Omm, Icnirp e Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni. A ciascun colore e livello corrisponde una certa intensità della radiazione.
A medie latitudini e a livello del mare, l’indice UV ha valori compresi tra 1 e 10, ma può assumere valori molto più elevati (fino a 20 unità) salendo di quota e a basse latitudini. Maggiore è il valore dell'indice, più alto è il potenziale danno per la pelle e per gli occhi.
Con radiazioni deboli (livelli 1-2) non è necessario adottare precauzioni, mentre per raggi di intensità moderata (livelli 3-5) o elevata (livelli 6-7) è bene proteggersi con copricapi, magliette, occhiali da sole e creme solari. Se i raggi sono molto (livelli 8-10) o estremamente (livelli >11) intensi, è sconsigliabile stare all'aperto.
Ambiente e raggi UV
Alcuni fattori ambientali possono influenzare il livello di raggi UV. Tra questi i più importanti sono:
- altezza del sole - maggiore è l'altezza del sole nel cielo, maggiore è il livello di radiazione UV. Le radiazioni UV variano a seconda dell'ora del giorno e il periodo dell'anno. I livelli massimi si verificano quando il sole è alla sua massima altezza sul livello del mare, intorno a mezzogiorno (mezzogiorno solare) durante i mesi estivi
- latitudine - man mano che ci si avvicina all'equatore, il livello di radiazioni UV aumenta
- nuvolosità - le radiazioni UV sono più elevate con un cielo sgombro da nuvole. Tuttavia, anche con la copertura nuvolosa, i livelli di radiazioni UV possono essere elevati a causa della dispersione delle radiazioni UV attraverso molecole d'acqua e particelle sottili in atmosfera

- altitudine - ad alta quota, l'atmosfera più sottile filtra meno radiazioni UV. A ogni aumento di 1000 metri di altitudine, i raggi UV aumentano dal 10% al 12%
- ozono - l'ozono assorbe alcune delle radiazioni UV che altrimenti raggiungerebbero la superficie terrestre. I livelli di ozono variano nel corso degli anni e anche nell'arco della giornata
- rifrazione terrestre - i raggi ultravioletti vengono riflessi o dispersi in diversa misura dalle superfici. La neve può riflettere l'80% delle radiazioni UV, la spiaggia di sabbia asciutta il 15% circa, e la schiuma di mare circa il 25%.
Rischi e benefici
Man mano che cresce il valore dell'indice UV, aumenta la probabilità che si possano verificare, per tempi di esposizione prolungati, danni alla pelle e agli occhi. Tra gli effetti dannosi dei raggi ultravioletti ci sono gli eritemi, le fotodermatosi, l’invecchiamento della pelle, le fotocheratocongiuntiviti, l’indebolimento del sistema immunitario. L’effetto più grave è rappresentato dal danneggiamento delle cellule cutanee la cui degenerazione può portare a tumori della pelle. Tuttavia, un moderato grado di esposizione ai raggi UV è necessario, poiché stimola la produzione di vitamina D, sostanza coinvolta nello sviluppo dello scheletro e in grado di proteggere le ossa da malattie come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi.
È importante ricordare che, mentre il rischio di danno agli occhi dipende dal livello di esposizione, il rischio di danno cutaneo dipende essenzialmente dal fototipo. L’effetto dannoso della radiazione UV non dipende, infatti, soltanto dalla dose ricevuta, ma anche dalla sensibilità dei vari individui. La cute umana viene classificata in quattro gruppi sulla base della sua capacità di abbronzarsi. Il fototipo è un valore che indica le reazioni della pelle all'esposizione alla radiazione ultravioletta ed è determinato dalla quantità di melanina presente nella pelle, quindi varia a seconda delle caratteristiche dell'individuo e della sua reazione all'esposizione ai raggi ultravioletti.
Guarda in tempo reale l'indice UV dell'Italia.
Materiali utili
Per maggiori approfondimenti consulta:
- l’argomento di salute raggi ultravioletti sul sito di EpiCentro
- il sito Buon senso al sole dell'Istituto superiore di sanità
- il report “Solar ultraviolet radiation: Global burden of disease from solar ultraviolet radiation” (pdf 3 Mb) dell'Oms
- la guida pratica "Global solar. Uv index" (pdf 606 kb) dell'Oms
- la raccomandazione (pdf 40 kb) della Commissione europea del 22 settembre 2006 sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni
- l’opuscolo “I segreti di un sole buono” con i consigli sugli accorgimenti da seguire e i pericoli da evitare, a cura dell’Airc
- il servizio satellitare di fotoprotezione solare Medsun (Mediterranean UV service & Users) per i lavoratori outdoor.