In bella vista: il Libro bianco sulla salute dei bambini
di Camilla Di Barbora - redazione sito Ccm
La salute dei giovani italiani di età compresa tra 0 e 18 anni è complessivamente buona. Tuttavia, sussiste una notevole disomogeneità oltre che a livello regionale anche tra i generi e tra le classi di età per quanto riguarda stili di vita, comportamenti, accesso e utilizzo dei servizi.
È quanto rivela il primo “Libro bianco sulla salute dei bambini - Stato di salute e qualità dell’assistenza della popolazione in età pediatrica nelle Regioni italiane” (pdf 2,7 Mb), realizzato dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, in collaborazione con la Società italiana di pediatria.
Il volume offre una visione d’insieme sullo stato di salute e dell’assistenza dedicata al bambino e all’adolescente nel nostro Paese e propone un’analisi sistematica di 37 indicatori "core" la cui lettura permette di analizzare, per ciascuna tematica di salute o assistenziale, l’evolversi dei fenomeni nel tempo e di individuare interventi di promozione della salute ad hoc.
Il documento è suddiviso in due sezioni: la prima parte è dedicata alla descrizione della popolazione italiana in età pediatrica con indicatori relativi agli aspetti demografici e allo stato di disabilità. La seconda parte si focalizza sui bisogni di salute e sulla qualità dell’assistenza riportando indicatori concernenti i principali fattori di rischio e stili di vita, la prevenzione, le malattie infettive, la sicurezza delle nascite e l’assistenza territoriale e ospedaliera.
Popolazione, sopravvivenza e mortalità
Tra le principali criticità emerse dall'indagine vi è la contrazione della spesa sociale per la maternità e la famiglia, sia a livello nazionale che locale: i dati raccolti evidenziano la presenza di forti squilibri territoriali e di grandi ritardi per alcune aree del Paese nello sviluppo di una rete di servizi a supporto delle donne e delle famiglie.
Nel Mezzogiorno, in particolare, i livelli di offerta e di utilizzo dei servizi sono ancora molto lontani dai parametri considerati accettabili. A questa considerazione va aggiunta quella relativa al difficile accesso a una adeguata assistenza sociosanitaria da parte dei bambini migranti.
Per quanto concerne la denatalità, nel nostro Paese la tendenza al ridotto ricambio, fino alla crescita 0, nella popolazione a livello nazionale trova testimonianza nella diminuzione della fascia di età 0-18 anni nel periodo 2001-2010 (a fronte dell’aumento della popolazione italiana) e dal tasso di fecondità totale che risulta inferiore al livello di sostituzione che garantirebbe il ricambio generazionale.
Si registra, inoltre, un incremento dell’età media delle madri al parto, così come l’incidenza dei nati da almeno un genitore straniero. La quota più elevata è quella dei nati da madre straniera. Questo indicatore, che nel 1999 era pari al 5,4%, si attesta nel 2008 al 15,9%.
Nonostante nei dati più recenti si continui ad osservare una significativa e costante riduzione dei tassi di mortalità infantile in tutte le macroaeree esaminate (Nord, Centro e Mezzogiorno), permangono disparità geografiche Nord-Sud che, seppure in riduzione, rappresentano una delle più gravi disuguaglianze che tuttora persistono nel nostro Paese.
Disabilità
Per quanto riguarda i giovani disabili, si osserva un notevole incremento dei ragazzi con disabilità inseriti nelle scuole statali, in particolare in Lombardia e nelle Marche (rispettivamente, +91,8% e +83,4%).
Il fenomeno va ricondotto in parte alla maggiore capacità delle scuole di affrontare le problematiche inerenti la disabilità e in parte alla diminuzione dei finanziamenti scolastici.
Stili di vita
Rispetto a fattori di rischio e stili di vita, si registrano differenze di genere che si acuiscono con l’età, sebbene ci sia stato un avvicinamento delle ragazze alle abitudini meno salutari dei loro coetanei relativamente al consumo di alimenti e bevande.
La prevalenza di bambini obesi o in sovrappeso rimane elevata nonostante la leggera diminuzione del numero di bambini in eccesso ponderale registrata negli ultimi anni. Vi è una spiccata variabilità interregionale con percentuali tendenzialmente più basse al Nord e più alte al Centro-Sud.
Vaccinazioni
Nell’arco temporale 2000-2009, le coperture vaccinali sono tutte aumentate, a eccezione della vaccinazione anti-poliomielite che presenta una minima riduzione (-0,4%). A livello nazionale, i tassi delle coperture vaccinali relativi alle vaccinazioni obbligatorie presentano tutte valori superiori alla soglia del 95% stabilita nel vigente Piano nazionale vaccini.
Per la vaccinazione contro morbillo e rosolia congenita, invece, il valore raccomandato del 95% non è stato ancora raggiunto: la percentuale di copertura vaccinale per Mpr
, pur essendo aumentata nel tempo, presenta, nel 2009, un valore pari a 89,9%.
Assistenza ospedaliera
In Italia la distribuzione della rete ospedaliera pediatrica è piuttosto disomogenea. I ricoveri in regime ordinario risultano in diminuzione, anche se, in molte Regioni i tassi sono ancora elevati, mentre cresce il ricorso all’ospedalizzazione nella cosiddetta "area pediatrica ospedaliera”, che favorisce una maggiore attenzione ai bisogni del bambino e della sua famiglia.
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