In bella vista: le acque di balneazione in Italia e in Europa
di Camilla Di Barbora - redazione sito Ccm

Il 30 marzo 2010 i ministri della Salute e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno firmato il decreto attuativo del Dlgs 30 maggio 2008, n. 116, recante attuazione della direttiva 2006/7/Ce (pdf 417 kb) relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, che definisce i criteri per determinare il divieto di balneazione a partire dalla stagione balneare 2010.
Secondo il rapporto 2010 sulla qualità delle acque di balneazione in Italia, frutto dei risultati delle analisi delle acque di balneazione ottenuti nella stagione balneare 2009, prodotti dalle Agenzie regionali per l’ambiente, su 5175 chilometri di costa sottoposti a controllo (su un totale di 7375 chilometri), 4969 sono risultati balneabili (96%). I restanti 2190 chilometri non sono ritenuti balneabili perché non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. Della costa controllata 1 chilometro non è stato sufficientemente campionato e 224,3 chilometri sono stati interdetti temporaneamente alla balneazione perché inquinati.
In 27 Province costiere controllate il 100% della costa è risultato balneabile, in 35 è superiore alla media nazionale, in 5 è inferiore al 90% (Rovigo, Roma, Caserta, Napoli, Cosenza). Inoltre, l’inquinamento delle coste è costantemente diminuito, dal 10,9% del 1993 all’8,4% del 2009.
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di siti di balneazione, 4.921, pari al 35,8% di tutte le coste balneabili del continente europeo. Seguono Francia (2.005 siti di balneazione) e Spagna (1910).
Un mare di... controlli
I siti balneabili italiani, inoltre, sono i più controllati d’Europa (oltre 50 mila i campionamenti effettuati ogni anno). Per quanto riguarda la conformità ai valori guida dei parametri microbiologici, da oltre venti anni, il nostro Paese ha adottato criteri più restrittivi della direttiva europea che ha finora disciplinato il settore, tanto che è conforme a questi valori il 90,8% dei siti balneari italiani contro la media europea dell’89%.
Per il rispetto dei valori obbligatori, invece, che sono meno restrittivi dei valori guida, l’Italia ha una copertura del 92,2 % contro una media europea del 95,6%.
Questo dato si spiega con:
- il maggiore numero di controlli per chilometri di costa effettuati dall’Italia rispetto agli altri Paesi (rete di monitoraggio capillare con punti di campionamento ogni 2 km al massimo e un periodo di campionamento di sei mesi all’anno)
- l’adozione da parte del nostro Paese di valori limite più restrittivi. Per esempio 2.000/100 ml per i coliformi totali contro i 10.000/100 ml (imperativi) e 100/100 ml per i coliformi fecali rispetto al limite imperativo è di 2000/100 ml per i Paesi europei
- il divieto di balneazione nelle zone inquinate e riapertura solo a seguito di risanamento ambientale e dell’esito favorevole delle analisi eseguite per un intero periodo di campionamento (comma 2 dell’art. 7 DPR 470/82)
- l’elevata densità di popolazione costiera dell'Italia, che comporta un carico ambientale biologico più alto degli altri Paesi.
Le acque di balneazione in Europa: i dati 2009

Nel 2009, su oltre 20 mila siti di balneazione controllati in tutta l'Unione europea, circa due terzi riguardano acque di balneazione costiere e un terzo acque di balneazione interne (fiumi, laghi e stagni).
In Italia, Grecia, Francia, Spagna e Danimarca si concentra il maggior numero di acque di balneazione costiere, Germania e Francia invece, contano il maggior numero di acque di balneazione interne.
Secondo quanto riporta il documento "Quality of bathing water - 2009 bathing season", pubblicato dall'Agenzia europea per l'ambiente, nel 2009, gli Stati membri hanno riferito sei siti di balneazione in meno rispetto al 2008, ma il numero totale delle acque di balneazione valutato nel 2009 è stato in realtà inferiore di 836 siti rispetto all'anno precedente. Questa disparità è dovuta ai ritardi nella messa in funzione del programma di sorveglianza verificatisi in Grecia, che hanno fatto sì che 830 siti di balneazione non fossero adeguatamente controllati. Cipro, Malta e Romania hanno trasmesso dati solo per le zone costiere, mentre Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lussemburgo e Slovacchia hanno solo acque interne di balneazione. I restanti 19 Stati membri hanno trasmesso dati per entrambe le tipologie di siti di balneazione.
Complessivamente, nel 2009, il 95,6% delle acque di balneazione costiere e l’89,4% delle acque di balneazione interne ha raggiunto lo standard minimo di qualità delle acque stabilito dalla direttiva europea sulle acque di balneazione. Italia (4921), Francia (2005) e Spagna (1910) hanno il più alto numero di acque di balneazione costiere, mentre Germania e Francia hanno il maggior numero di acque di balneazione interne (1906 e 1343, rispettivamente).
La qualità delle acque costiere e interne
Rispetto al 2008, nel 2009 la qualità delle acque di balneazione costiere è leggermente diminuita: il 95,6% risulta conforme rispetto ai valori obbligatori (con un calo dello 0,7% rispetto al 2008) e circa l'89% ha rispettato i valori guida, più severi, della direttiva sulle acque di balneazione (con un aumento di 0,4 punti percentuali dal 2008).
Solo il 2,3% delle acque di balneazione è stato vietato o chiuso durante la stagione (+0,2% rispetto al 2008).
Per quanto concerne le acque di balneazione interne quasi nove siti di balneazione interni su dieci (89,4%) sono risultati conformi ai valori obbligatori (-2,6% rispetto al 2008). Anche la percentuale delle acque di balneazione che ha rispettato i più severi valori guida è diminuita del 2,7%, raggiungendo il 70,7%. Solo il 3,1% delle zone di balneazione nell'Unione europea non ha rispettato i valori obbligatori. La percentuale di siti di balneazione interni vietati o chiusi durante la stagione 2009 ammonta al 4,7%.
I Paesi in cui le acque di balneazione sono risultati più conformi ai valori guida sono: Grecia (99,8%), Cipro (99,1%), Francia (95,7%), Malta (93,1%), Bulgaria (90,3%) e Portogallo (90%).
I Paesi in cui più dell'80% delle acque di balneazione è conforme ai valori guida sono: Finlandia (88,5%), Spagna (84%), Italia (83,5%), Irlanda (82,4%), Germania (81,2%) e Svezia (80,6%).
La relazione europea
Entro il 30 aprile di ogni anno, la Commissione europea pubblica una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione della stagione precedente nei vari Stati membri, che include:
- la classificazione delle acque di balneazione
- la conformità alla direttiva europea 2006/7/Ce
- le misure di gestione messe in atto.
I dati contenuti nel report dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) sono elaborati sulla base dei risultati dei campionamenti trasmessi alla Commissione degli Stati membri entro il 31 dicembre di ogni anno.
Per la stagione balneare 2009, su 27 Paesi membri dell'Unione europea, 14 hanno monitorato e comunicato la qualità delle acque di balneazione secondo le modalità della nuova direttiva sulle acque di balneazione adottata nel 2006, che aggiorna i provvedimenti della legislazione del 1975 e semplifica la gestione e i metodi di sorveglianza. La direttiva è stata recepita dalla legislazione nazionale nel 2008, gli Stati membri hanno tempo fino al dicembre 2014 per adeguarvisi.
Strumenti interattivi
Per conoscere la balneabilità e la qualità delle coste italiane il ministero della Salute ha realizzato, in collaborazione con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il “Portale Acque” che fornisce in tempo reale informazioni aggiornate sulla qualità delle acque con tutti i dati provenienti dalle Arpa
sui parametri microbiologici, foto e mappe satellitari, ma anche spazi ad hoc per le segnalazioni dei cittadini. Consulta il “Portale Acque”.
Per conoscere la situazione delle acque di balneazione a livello internazionale, l'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) rende disponibili due strumenti on line che consentono agli utenti di accedere ai dati del Paese o della Regione selezionati e fare paragoni con gli anni precedenti. I dati possono essere visualizzati in programmi di mappatura geospaziali come Google Earth e le mappe Bing. Queste informazioni permettono al pubblico di contribuire attivamente alla protezione dell'ambiente e al miglioramento dei siti di balneazione europei:
- il visualizzatore di dati Wise sulla qualità delle acque di balneazione permette di visualizzare le informazioni più recenti sulla qualità delle acque di balneazione costiere e interne di tutta Europa e di osservare i cambiamenti verificatisi nel tempo, e fornisce una sintesi esaustiva della qualità delle acque di balneazione europee. Consulta il Wise Bathing Water Quality data viewer
- il portale di informazione ambientale “Eye on Earth”, messo a punto dall'Agenzia europea dell'ambiente (Eea), consente agli utenti di visualizzare una determinata sezione di costa, fiume o lago, in modalità mappa e, se disponibili, nei formati a volo di uccello. A illustrare la qualità delle acque di balneazione è una sorta di segnalatore semaforico (con luce rossa, arancione e verde) basato sui dati ufficiali, a cui si affiancano i commenti e le segnalazioni degli utenti che hanno visitato il sito di balneazione in questione. Gli utenti possono cercare informazioni a livello nazionale, regionale o provinciale - e osservare specifici siti di balneazione su Google Earth, Google maps o Bing maps. Attraverso l’applicazione “Water Watch”, il portale consente agli utenti valutare ciascuna spiaggia e di condividere le proprie osservazioni. Consulta il portale “Eye on Earth”.
Risorse utili
Documenti
- il rapporto "Acque di balneazione 2010", a cura del ministero della Salute
- la presentazione del rapporto annuale 2010 e del nuovo Portale Acque sul sito del ministero della Salute
- il dossier sulla qualità delle acque di balneazione italiane sul sito del Governo
- la presentazione della nuova direttiva europea sulle acque di balneazione, sul sito del ministero della Salute
- il rapporto "Quality of bathing water - 2009 bathing season" dell'Agenzia europea per l'ambiente
- la scheda 2009 sulle acque di balneazione italiane, a cura dell'Agenzia europea per l'ambiente (pdf 224 kb)
- l'articolo "La nuova direttiva europea sulle acque di balneazione: aspetti innovativi per una migliore protezione della salute dei bagnanti", pubblicato sul notiziario dell'Iss dei mesi di luglio-agosto 2010 a cura di Enzo Funari (dipartimento di Ambiente e connessa prevenzione primaria dell'Iss) e Liana Gramaccioni (Ufficio IV, direzione generale della Prevenzione del ministero della Salute) (pdf 820 kb).
Normativa
- il decreto del ministero della Salute e del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 30 marzo 2010 "Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonchè modalità e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/Ce, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione"
- il decreto legislativo del 30 maggio 2008, n.116 "Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/Cee"
- la direttiva 2006/7/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 febbraio 2006 relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/Cee (pdf 417 kb)
- il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470 "Attuazione della direttiva (Cee) n. 76/160 relativa alla qualità delle acque di balneazione. Coordinato con l'art. 18 della Legge 29 dicembre 2000, n. 422 - Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2000".
Siti internet
- la sezione "Acque di balneazione" del sito del ministero della Salute
- il sito del Portale Acque
- il sito dell'iniziativa Ecospiaggia 2010
- il sito dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea)
- il Wise Bathing Water Quality data viewer
- il portale di informazione ambientale “Eye on Earth”.