Valutare gli impatti e l'efficacia delle politiche
Quello della valutazione dell’impatto delle politiche per la Ohs è un ambito di studi che analizza l’impatto delle normative nazionali e regionali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dal punto di vista economico. Si tratta di una tematica che trova ampio spazio e riscontro tra gli studiosi di Canada e Stati Uniti, mentre, al contrario, è poco approfondita da quelli italiani.
Viscusi, il pioniere
Kip Viscusi, professore emerito di Law, economics and management presso la Law school dell’Università Vanderbilt di Nashville, Tennessee, può essere senz’altro considerato il pioniere di questi studi. Accademico molto prolifico e generoso (la sua produzione scientifica parte dagli anni Settanta per giungere fino ai nostri giorni), Viscusi ha ricoperto anche la carica di consigliere economico sui temi dell’impatto delle politiche sociali per diversi Presidenti americani democratici.
La maggior parte dei suoi lavori sulla valutazione di modelli econometrici dell’impatto di normative federali (come quella Osha) sono liberamente consultabili sulla sua
pagina web personale.
In particolare, Viscusi ha studiato periodicamente, l’efficacia dell’azione ispettiva dell’Osha nel determinare la diminuzione dei tassi infortunistici americani. Le sue analisi si sono sempre basate sui dati empirici di grande ampiezza ricavati dal database delle ispezioni Osha, di cui fanno parte report standardizzati con le motivazioni degli accessi in ditta, risultati ispettivi, interventi correttivi o sanzionatori (tra cui eventuali indicazioni di bonifica, sanzioni pecuniarie o deferimenti all’autorità giudiziaria).
Questi dati sono stati analizzati di volta in volta con quelli relativi alle caratteristiche produttive ed economiche delle aziende sottoposte alla normativa e con le statistiche sull’andamento degli eventi infortunistici.
Nel mondo
Questo modello di analisi è stato adottato anche da Paul Lanoie (Academic affairs and strategic planning, Università Hse
di Montreal) per analizzare la performance del sistema di ispezione del lavoro canadese. Interessato soprattutto al cruciale settore delle costruzioni, Lanoie ha raccolto i dati disponibili e li ha confrontati con quelli Osha.
Come Viscusi, anche Lanoie offre ampio accesso alla propria bibliografia sulle sue
pagine web.
Nel mondo, un altro punto di eccellenza in questo genere di studi è rappresentato dal
National research centre for occupational health and safety regulation australiano.
In Europa
Meno numerosi gli esempi dal vecchio continente. Il sito dell’Hse britannico mette a disposizione degli interessati utili report di letteratura grigia sul tema dell’efficacia delle politiche d’intervento locali contro gli infortuni.
Tuttavia, la veridicità di questi dati, prodotti dall’Ispettorato del lavoro inglese, è stata messa in dubbio da alcuni gruppi di pressione ed esponenti della società civile, che, con argomenti empirici e non ideologici, hanno smentito il raggiungimento degli obiettivi indicati dai programmi adottati nel corso degli anni.
Per approfondimenti leggi il documento Making Companies safe prodotto da Corporate accountability.
Qualche altro sporadico studio è reperibile, soprattutto per quanto riguarda l’analisi economica in senso stretto, in Danimarca, Irlanda e Norvegia. Mentre di studi italiani nessuna traccia.
Nel nostro Paese, come si può leggere in un interessante contributo in lingua inglese (Law and economics in Italy) di due studiosi italiani, Roberto Pardolesi dell’Università Luiss di Roma e Giuseppe Bellantuono dell’Università di Trento, il legame fra attività legislativa ed economica è molto debole, e spiega l’assenza di studi empirici in questo campo.
