- Che cos'è il Ccm
- I programmi e i progetti del Ccm
- Piano nazionale della prevenzione
- Guadagnare Salute
- Commenti
- I convegni del Ccm
- Le pubblicazioni del Ccm
- Archivio in bella vista
- Archivio aggiornamenti
- Archivio newsletter
Laboratori regionali: screening oncologici
Principi
- proseguire nell'implementazione dei Programmi di screening (Ps
) - fornire obiettivi relativi ai Lea
comuni a tutte le Regioni - tenere conto delle differenze regionali. Ad obiettivi comuni corrispondono tempi e condizioni di realizzabilità differenziati. Inoltre per le Regioni che ottengono migliori performance si debbono fissare ulteriori obiettivi
- assumere per la prevenzione secondaria in oncologia il punto di vista unitario e unificante dell’Ebm e dell’appropriatezza
- concepire gli interventi di prevenzione secondaria non come prestazioni ma come “percorsi” (profili di assistenza) offerti al cittadino all’interno delle varie articolazioni organizzative sul territorio, con l’obiettivo dell’efficacia nella pratica.
Proposte di obiettivi per il nuovo Pnp
2009-2011
Estensione dei Ps a tutto il territorio nazionale
Questo obiettivo, intrinseco al rispetto dei Lea, per le Regioni con minori performance (v. dati Osn) necessita di essere modulato. La modulazione risponde all’esigenza di rendere più efficiente il raggiungimento degli obiettivi del nuovo Pnp ed è riconducibile a quanto previsto nel meccanismo di garanzia dei Lea. Questo nuovo sistema di monitoraggio prevede,infatti, indicatori sintetici di raggiungimento dell’obiettivo (indicatore di primo livello) e livelli soglia modulabili con ogni Regione al fine di favorire un processo virtuoso di adeguamento. L’indicatore è stato identificato nella proporzione di persone sottoposte a screening della popolazione target e, quindi, saranno definiti per le Regioni con minori performance livelli soglia provvisori differenziati.
È coerente con questo obiettivo la programmazione di interventi di reingegnerizzazione della prevenzione individuale poichè, come dimostrano le evidenze scientifiche disponibili, è passibile di inappropriatezza e minore efficacia pratica. Questi interventi garantiscono la sostenibilità economica dei programmi di implementazione e l'innovazione dei Ps.
Di conseguenza e alla luce dell’esperienza maturata, sono ineludibili i seguenti obiettivi specifici:
- consolidamento dei Ps, mediante la risoluzione sistematizzata delle criticità organizzative in termini di risorse disponibili, definizione di aree vaste, competenze tecnico-professionali, sistemi gestionali informatici
- reingegnerizzazione della prevenzione individuale
- implementazione sistematica di programmi di miglioramento continuo della qualità dell’intero e unitario percorso di screening (profilo di assistenza)
Innovazione tecnologica dei Ps
Per tecnologia si intende, nel senso più ampio e proprio del termine, l’intervento sanitario. Nell'ambito della prevenzione si tratta di porre tra gli obiettivi gli sviluppi innovativi per i quali ci sia sufficiente evidenza di efficacia (o di guadagno di efficienza a parità di efficacia).
Queste innovazioni tecnologiche sono articolate in:
- innovazioni "indicate", ovvero soluzioni da inserire, previo accordo con le Regioni interessate, tra gli obiettivi da raggiungere per le regioni con Ps consolidati
- innovazioni "opzionali", ovvero soluzioni avanzate che le Regioni possono autonomamente inserire tra gli obiettivi giustificati dal quadro delle evidenze scientifiche e nell’ambito delle strategie nazionali.
Fanno riferimento alla prima tipologia di interventi:
- programmi di gestione sistematica dell’alto rischio (su base familiare) per i tumori della mammella e del colon-retto. Carattere: iniziative pilota di dimensione regionale.
Target: Regioni con programmi di screening consolidato e dotate di reti di centri di eccellenza, che prevedono attività di supporto (informatico/formazione) e valutazione da parte del ministero - adeguamento tecnologico (mammografia digitale) per lo screening mammografico.
Carattere: programmi di dimensione regionale
Target: tutte le Regioni, con azioni di supporto (informatico/formazione) e valutazione da parte del ministero - supporto all’estensione delle fasce di età dello screening mammografico.
Carattere: programmazione di dimensione regionale
Target: regioni con programmi di screening consolidato.
Fanno riferimento alla seconda tipologia di interventi:
- adeguamento tecnologico (uso del test Hpv
) per lo screening citologico.
Carattere: iniziative pilota di dimensione regionale (come quella programmata dalla Regione Veneto)
Target: Regioni con programmi di screening consolidato e dotate di laboratori di eccellenza con azioni di supporto (informatico/ formazione) e valutazione da parte del ministero.
Il "disease management" per la diagnosi precoce del cancro della prostata e la definizione di criteri di qualità
Nel panorama della prevenzione secondaria oncologica la diffusione del Psa si deve a due ragioni principali:
- la sua diffusione nella popolazione come strumento utile a ridurre la mortalità per tumore della prostata
- l’assorbimento di risorse intrinseco e generato.
Poiché le evidenze di letteratura smentiscono che un programma di screening “attivo” sia efficace, si delinea la necessità di governare un comportamento diffuso tra i professionisti e la popolazione, in particolar modo per l’assenza di:
- chiare indicazioni di appropriatezza dell’uso delle prestazioni di approfondimento/trattamento
- consenso sui criteri di qualità delle prestazioni.
I materiali prodotti
Di seguito sono disponibili i materiali prodotti il 5 marzo 2008, giornata che ha visto riuniti i referenti regionali per la linea progettuale degli screening oncologici:
- Resoconto della riunione dei referenti regionali (pdf 117 Kb)
- 2008: anno di proroga. Piano nazionale della prevenzione “Linea” programmi di screening (pdf 481 Kb). Antonio Federici - Direzione generale prevenzione ministero della Salute