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Laboratori regionali: complicanze del diabete
Criticità relative all’implementazione della Gestione integrata (Gi)
- a livello regionale e locale, la Gestione integrata (del diabete viene tuttora percepita come un intervento temporaneo, identificato con il progetto Igea
del Ccm. Per quel che riguarda i piani regionali di prevenzione la Gi andrebbe implementata e messa a regime, anche con il supporto di altre azioni istituzionali (nuovi Lea
) - si sono evidenziate notevoli difficoltà nel coinvolgimento dei Medici di medicina generale (Mmg
). Sarebbe indispensabile, per favorire il buon andamento di tutto il Pnp
, studiare la possibilità di incidere sul contratto nazionale per la medicina generale in modo da inserire l’intero Piano, compreso "Guadagnare Salute", tra gli obiettivi da perseguire - è risultato complesso identificare tutti i Centri di diabetologia (Cd) anche perché non è disponibile uno standard che ne definisca i requisiti minimi
- è risultato difficile organizzare la formazione per tutti gli operatori coinvolti. Una possibile soluzione è la formazione a distanza (Fad
). La Fad, tuttavia, può affiancare, ma non sostituire, la formazione in presenza, indispensabile per promuovere il lavoro multidisciplinare e il gioco di squadra necessari per lo sviluppo di un sistema di Gi - si è dato poco rilievo all’educazione dei pazienti, che sempre di più devono essere posti al centro del sistema e devono essere in grado di gestire la propria patologia (empowerment)
- manca attualmente una chiara definizione della figura del case manager e della sua collocazione “fisica” nel contesto del Sistema sanitario italiano. Nel contesto italiano questa funzione potrebbe efficacemente collocarsi all’interno dei Distretti sanitari
- per la Gi è necessario organizzare un sistema di registrazione delle persone con diabete che, pur non arrivando necessariamente alla costruzione di un vero e proprio registro di patologia, dovrebbe comunque consentire l’archiviazione dei dati necessari al richiamo attivo dei pazienti. Si potrebbero allestire banche dati regionali sulla base dei dati clinici assistenziali o anche delle esenzioni ticket, delle prescrizioni e dei ricoveri
- non è disponibile un sistema di indicatori che consenta la valutazione dei progetti. Attualmente i sistemi regionali sembrano indirizzati prioritariamente verso la rilevazione di indicatori di processo (formazione operatori, educazione terapeutica, registrazione pazienti, sistema informativo). Tuttavia, sarebbe utile e opportuno poter disporre di indicatori di esito intermedio o, quanto meno, garantire che le Regioni siano in grado di produrli nel prossimo futuro
- il livello di informatizzazione dei soggetti coinvolti, dai Cd ai Mmg, è mediamente basso. Il raggiungimento di questo obiettivo permetterebbe la condivisione in rete dei dati dei pazienti e faciliterebbe la valutazione dei progetti sulla base di indicatori condivisi, ma la sua realizzazione è resa difficile anche dalle differenti cartelle cliniche informatizzate utilizzate dai professionisti
- non vi è ancora in Italia una visione condivisa sulla Gi ed esistono vari modi di intenderla e varie esperienze che si sono indirizzate in modo diverso nella definizione dei target di pazienti, delle modalità di integrazione, ecc.
Proposte di obiettivi per il nuovo Pnp 2009-2011
La Gi del diabete dovrebbe uscire dall’ambito della prevenzione del rischio cardiovascolare, in cui è inquadrata nell’attuale Pnp, per divenire il modello organizzativo per la gestione della cronicità. Andrebbe introdotta una definizione “operativa” della Gi, chiara e inequivocabile (su aspetti quali il target dell’intervento, il follow up dei pazienti, il monitoraggio, gli attori e le competenze coinvolti nei percorsi assistenziali, ecc.), anche facendo riferimento ai documenti già pubblicati nell’ambito del progetto Igea.
Le Regioni dovrebbero porsi l’obiettivo di implementare la Gi su tutto il territorio, superando il concetto di “progetto”, che implica limiti temporali e, spesso, territoriali. La prevenzione delle complicanze del diabete dovrebbe avere come obiettivo anche la modifica dei comportamenti dei pazienti e quindi trovare una collocazione in un ambito più generale di prevenzione primaria (collegandosi anche a "Guadagnare salute").
Alcuni obiettivi specifici da proporre alle Regioni per la prevenzione delle complicanze del diabete nel nuovo Pnp 2009-2011 potrebbero essere i seguenti:
- censimento dei Centri di diabetologia
- costruzione di percorsi assistenziali, strumento operativo della Gi che punta a garantire la continuità dell’assistenza
- realizzazione di corsi di formazione sulla gestione integrata per gli operatori sanitari, che tengano conto dell’opportunità della formazione a distanza, che in alcune realtà si è, ad oggi, rivelata un’esperienza di successo
- implementazione dell’educazione terapeutica, facendo riferimento a modelli di provata efficacia, per le persone con diabete e i loro familiari
- creazione di banche dati dei pazienti che permettano il monitoraggio dello stato di salute e il richiamo attivo
- individuazione e collocazione funzionale della figura del case manager
- capacità di produrre, a livello locale e regionale, indicatori di processo e di esito intermedio entro la fine del triennio
- costruzione di sistemi informativi, possibilmente informatizzati, che garantiscano la condivisione dei dati tra gli operatori favorendone l’integrazione.
Gli indicatori necessari al monitoraggio dei progetti del nuovo Pnp 2009-2011 potrebbero utilmente ispirarsi a quelli proposti nel documento sui requisiti minimi dei sistemi informativi prodotto dal progetto Igea e di prossima pubblicazione. Occorrerebbe, inoltre, mirare alla convergenza di tali indicatori con quelli derivanti da altri sistemi di misurazione, in particolare quello finalizzato al monitoraggio dei Lea, tenendo conto che è in corso di elaborazione, nell’ambito di un tavolo ministero-Regioni, la proposta di aggiornamento del DM 12/12/2001 (“Sistema di garanzie per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria”), sulla base del nuovo DPCM sui Lea.
I materiali prodotti
Di seguito sono disponibili i materiali prodotti il 22 aprile 2008, giornata che ha visti riuniti presso l'Iss
i referenti regionali per la prevenzione delle complicanze del diabete:
- Resoconto della riunione dei referenti regionali per la prevenzione delle complicanze del diabete mellito (pdf 151 Kb)
- Indagine sui bisogni di informazione e formazione per la Gi del diabete (pdf 2,7 Mb). Angela Giusti e Marina Maggini, Cnesps
-Iss - 2008: non solo un anno di proroga. Piano nazionale della prevenzione “linea” prevenzione complicanze diabete (pdf 724 Kb) Roberto D’Elia e Stefania Vasselli, Direzione generale prevenzione - Ccm
- Il Progetto Igea (pdf 203 Kb). Marina Maggini, Cnesps - Iss