Che cos'è il Ccm

Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) è un organismo di coordinamento tra il ministero della Salute e le Regioni per le attività di sorveglianza, prevenzione e risposta tempestiva alle emergenze.

È stato istituito con la Legge 138 del 26 maggio 2004 (pdf 167 kb) e il Decreto del ministro della salute dell’1 luglio 2004 (pdf 124 kb), modificato dal Decreto del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 18 settembre 2008 (pdf 51 kb), ne ha definito l’organizzazione.

In questi anni il Ccm ha costruito un profilo identitario che lo colloca come un organismo unico nel panorama della sanità pubblica italiana, caratterizzato da:

  • una missione esplicita: più prevenzione nel Paese e nella pratica del Ssn attraverso strategie e interventi la cui efficacia è dimostrata da solidi dati scientifici
  • una modalità di lavoro per progetti, con obiettivi, procedure, responsabilità, risorse e tempi di realizzazione definiti
  • la sistematica promozione del confronto all’interno dei suoi organi collegiali consultivi, e la cooperazione con i tavoli tecnici delle Regioni
  • un’appropriata collocazione nel panorama della sanità pubblica, che consente di connettere l’attività per progetti a quella istituzionale, collegando l’azione del sistema sanitario ai grandi network internazionali.

Il Ccm opera ponendo attenzione alla coesione e all’equità, perché siano assicurate, in tutte le Regioni italiane, per tutti i cittadini, in ogni strato sociale, uguali possibilità di accesso agli interventi di prevenzione. Il Ccm opera creando ponti tra il mondo della ricerca e le strutture sanitarie e tra le esperienze migliori e le realtà ancora in crescita, attivando partnership istituzionali e collaborazioni professionali: costruisce così la rete della prevenzione in Italia. In questo modo, il Ccm si propone come un nuovo soggetto della sanità pubblica, adeguato al processo di regionalizzazione innescato dalla riforma del Titolo V della Costituzione.

Il Ccm ha l’obiettivo di ottimizzare i piani e le azioni prioritarie per la sanità pubblica del Paese, integrandosi con le attività già presenti. Dal 2004, anno della sua istituzione, sono stati stipulati oltre 200 accordi, relativi a sette aree di attività (sorveglianza, prevenzione e controllo; sostegno al Piano nazionale di prevenzione; sostegno al programma "Guadagnare salute"; emergenze; comunicazione e documentazione; socio-assistenziale; ambiente) che hanno coinvolto tutte le Regioni e buona parte delle istituzioni della sanità pubblica. A questi si aggiungono altri 66 accordi afferenti al programma Ccm 2008 (pdf 1 Mb).

Ad oggi, quasi tutte le aziende sanitarie territoriali italiane partecipano a qualche attività del Ccm, così come oltre 500 dei circa 770 ospedali. Si tratta di un percorso che vede l'adesione di diverse migliaia di operatori sanitari, mentre almeno 5000 medici di medicina generale hanno usufruito di momenti di formazione dedicati. Anche molte centinaia di medici specialisti contribuiscono alle attività del Ccm, sia con la partecipazione ai numerosi gruppi di lavoro nazionali, sia nel sostegno delle attività regionali.

Gli organi collegiali del Ccm e la sua collocazione

Il Ccm è incardinato all’interno della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, i cui uffici garantiscono il supporto operativo alla realizzazione dei progetti. La Direzione operativa del Ccm elabora la proposta di programma annuale di attività, formula proposte di progetti di attuazione del programma, supporta i comitati e i sottocomitati anche nella verifica dell’attuazione e dei risultati dei progetti Il Direttore generale della prevenzione sanitaria è anche il Direttore operativo del Ccm e ricopre tale incarico fino alla scadenza del termine di durata del Ccm.

Il Ccm è, in parte, un organismo collegiale composto dai seguenti comitati:

Con lo scopo di avviare un processo di semplificazione di alcune procedure, tra cui l’approvazione dei progetti, e in accordo con le Regioni, il DM del 18 settembre 2008 (pdf 51 kb) ha, invece, sancito la cancellazione del Comitato tecnico. Il decreto prevede, comunque, una serie di modalità di incontro e di confronto con i rappresentanti regionali e ufficializza la prassi, in realtà già consolidata, della consultazione degli organi identificati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, tra cui il Coordinamento interregionale della prevenzione.

Il Ccm, infatti, realizza i propri progetti in coordinamento con le Regioni attraverso la consultazione degli organi identificati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, quali i coordinamenti interregionali.

Consulta la composizione dei Comitati per il periodo 2004-2008 (pdf 55 kb).

Potenziare le capacità del Paese di rilevare, prevenire e controllare i principali problemi e le principali minacce per la salute pubblica, nell’ambito del Sistema sanitario governato dalle Regioni, è la missione del Ccm. Con questo obiettivo il Ccm svolge tra le proprie attività: analisi dei rischi per la salute, verifica con le Regioni dei piani di sorveglianza e prevenzione attiva, supporto ai sistemi nazionali di allerta e risposta rapida, elaborazione di programmi, anche a carattere di sperimentazione gestionale, di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, promozione di programmi di valutazione della performance sanitaria e promozione dell’aggiornamento e della formazione del personale.

Per migliorare i risultati della propria attività e perseguire maggiore efficienza, il Ccm si ispira ad alcuni principi:

  • la cooperazione con le diverse componenti del ministero della Salute, l’intersettorialità e l’interistituzionalità con gli altri Ministeri e con le Regioni
  • l’integrazione sociosanitaria
  • la sintonia con il Piano sanitario nazionale, il Patto per la salute con le Regioni e il Programma del Governo sulla salute
  • la coerenza con l’attività già esistente delle Regioni: non compiti nuovi, ma attività indirizzate nel senso della razionalizzazione, riorganizzazione e riqualificazione di ciò che già viene realizzato, rendendo coerenti le attività del Ccm con i compiti istituzionali delle Regioni e le modalità di governo locale della sanità
  • la valutazione di processo e di risultato, attraverso l’introduzione di standard di progettazione e indicatori di valutazione, in un rapporto di attiva collaborazione tra Ccm e partner convenzionati, sia nella fase di progettazione sia in quella di monitoraggio della realizzazione di programmi e progetti.
Ultimo aggiornamento: 
26 luglio 2010